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Cinema, Loach smonta Amazon su FIRST Arte

“Sorry we missed you”, l’ultimo lavoro dell’83 enne regista inglese, è un capolavoro, capace di cogliere l’attimo fuggente di una umanità sofferente in tutte le dimensioni sociali, geografiche e culturali.

Cinema, Loach smonta Amazon su FIRST Arte

Ken Loach non tradisce le aspettative nemmeno questa volta: l’ormai 83 enne regista inglese azzecca una pellicola che critica pesantemente, ma allo stesso tempo con delicatezza e con tutti i risvolti umani e famigliari del caso, il “modello Amazon”, ovvero l’economia frenetica e spietata che oggi condiziona le società occidentali al punto da alienare le persone, da disintegrare le dinamiche familiari e da elidere totalmente i diritti sul lavoro e capisaldi del benessere comune come la solidarietà e la salute. “Sorry we missed you”, che viene recensito su FIRST Arte dal critico cinematografico Patrizio Rossano, è praticamente un capolavoro: merita un punteggio altissimo, grazie anche alle ottime interpretazioni degli attori, che testimoniano ancora una volta la qualità della scuola di recitazione inglese, soprattutto in questo genere di film, che scavano nella vita privata delle persone comuni.

Il padre e marito (da noi uno sconosciuto Kris Hitchen) è lineare e senza sbavature, mentre la madre (anche lei la sconosciuta Debbie Honeywood) non è da meno ma con una nota in più: è semplicemente magistrale, superba, capace di recitare come pochi, in grado di mettere in difficoltà lo spettatore nel distinguere la professione di attrice da quella di persona reale. “Loach – scrive Rossano – non solo è in grado di sapere di usare in modo magistrale tutti gli strumenti del cinema, dalla sceneggiatura (scritta da Paul Laverty) agli attori passando per la corretta formalità delle immagini, ma è capace inoltre di cogliere l’attimo fuggente di una umanità sofferente in tutte le dimensioni sociali, geografiche e culturali e di saper indirizzare bene le responsabilità. Quella di ‘Sorry we missed you’ è una semplice, drammatica, universale, storia di una famiglia in crisi sotto i colpi di una nuova economia spesso feroce, cinica e spietata”.



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