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Champions: Juve e Napoli vincono e risorgono. Stasera sfida da brividi tra Atletico Madrid e Inter e tra Eintracht e Atalanta

Yildiz fa il Del Piero e trascina la Juve alla vittoria nel gelo di Bodo. Anche il Napoli torna al successo al Maradona. Notte magica stasera in Champions per le sfide di Inter e Atalanta

Champions: Juve e Napoli vincono e risorgono. Stasera sfida da brividi tra Atletico Madrid e Inter  e tra Eintracht e Atalanta

Vivi e vegeti. Juventus e Napoli chiudono il martedì di Champions con due vittorie importantissime, forse addirittura vitali in chiave qualificazione. Il discorso vale anzitutto per i bianconeri, passati attraverso le montagne russe di Bodo: il 3-2 finale vale l’ingresso nella zona playoff, oltre che un bel calcione ai fantasmi dell’eliminazione precoce dall’Europa. Serata meno vibrante al Maradona, ma anche lì si è temuto il pericolosissimo passo falso. Il Qarabag, infatti, ha tenuto botta per più di un’ora, cadendo solo sotto i colpi di McTominay, l’uomo delle notti decisive. Questa sera toccherà a Inter e Atalanta, impegnate sui campi di Atletico Madrid ed Eintracht Francoforte (ore 21).

Bodo Glimt – Juventus 2-3: Spalletti salva la Champions con Openda, McKennie e David

La Juventus si prende finalmente una notte europea: 3-2 al Bodo/Glimt, prima vittoria stagionale in Champions e classifica che si rianima proprio quando non c’era più margine d’errore. Ma per arrivarci, quanta sofferenza. Il primo tempo, infatti, non prometteva nulla di buono: ritmo infernale dei norvegesi, bianconeri travolti sulle seconde palle e salvati solo dalle fiammate di un Conceiçao ispiratissimo. Puntuale, come spesso accade quando non metti intensità, il gol subito: Blomberg salta più in alto di tutti sul corner e fa 1-0, con il gelido ma “bollente” catino di Bodo impazzito di gioia e Spalletti che sembra già sul punto di esplodere. La partita, però, cambia completamente quando Adzic lascia il campo dopo una prova da spettatore pagante, in virtù di un Yildiz finalmente decisivo. La Juve prende campo e coraggio e nel giro di pochi minuti la ribalta: Openda segna il suo primo gol bianconero da rapinatore d’area, McKennie completa l’opera schiacciando di testa l’angolo del sorpasso. Sembra finita, ma la Signora ha il vizio di complicarsi la vita: Cabal entra scoordinato, regala un rigore ingenuo e Fet fa 2-2 quando il cronometro dice che manca solo il recupero. Proprio lì, però, dove spesso questa squadra si è sciolta, arriva invece la giocata che cambia tutto. Yildiz parte in campo aperto, fa impazzire la difesa norvegese e calcia verso la porta di Haikin: David ci mette la zampata sulla respinta trovando il gol che mancava da tre mesi e la Juve esplode di gioia, ritrovandosi in zona playoff dopo aver temuto una “quasi” eliminazione. Spalletti torna a vincere nel momento più importante. Lo fa tra mille sofferenze, ma anche con quel pizzico di coraggio e follia che servono quando la stagione balla sul filo. E questa volta il finale è tutto bianconero.

Spalletti: “Vittoria fondamentale, ma ora starò addosso ai giocatori per avere continuità”

“È stato fondamentale aver giocato a viso aperto e fatto la partita a tutto campo, a volte con fatica perché i nostri avversari hanno dimostrato di avere una velocità di idee che poteva intimorirci – l’analisi di Spalletti -. Nel primo tempo non abbiamo sfruttato alcune occasioni abbastanza facili, nel secondo la squadra ha anche aumentato i giri e sarebbe stato un peccato non portarla a casa, quindi è una vittoria meritata. Dedicata a noi e ai tifosi venuti sin qui. Openda e David? Dobbiamo far crescere tutti, sono felice perché nello spogliatoio ho visto giocatori più rilassati. Non dimentichiamoci che i calciatori sono persone che soffrono, non sono menefreghisti come troppi pensano. Siamo in difficoltà in tutti sensi, la squadra a volte non si va a prendere le responsabilità, non ha grande coraggio, subisce questa cappa di quel che ci viene detto. È una vittoria fondamentale, ma ora starò addosso ai giocatori, dobbiamo confermarci. Bisogna anche salire di condizione fisica, la squadra ha cavalli nel motore e vanno trovate soluzioni”.

Napoli – Qarabag 2-0: Conte ritrova il sorriso anche in Europa grazie a McTominay

Anche il Napoli rimette in piedi la sua Champions, grazie al 2-0 sul Qarabag che mantiene Conte in piena zona playoff. Al Maradona non è stata una passeggiata: ritmi bassi, tanti duelli, poche linee di passaggio e un Kochalski che per un’ora gioca da supereroe, ipnotizza Neres in mezza rovesciata, neutralizza Di Lorenzo e para pure un rigore a Hojlund. L’inizio è persino più complicato del previsto, con Addai che sfiora il vantaggio e il Napoli che fatica a trovare velocità dentro un 3-4-3 che Conte ha ormai eletto a base del suo nuovo ciclo. La gara resta bloccata fino alla mezz’ora, poi cominciano i segnali di risveglio: la rovesciata di Neres, la chance divorata da Di Lorenzo, e Medina che sviene dopo una botta di McTominay. Subito dopo arriva il rigore per i padroni di casa, sacrosanto: Jankovic stende Di Lorenzo, ma Hojlund calcia male e Kochalski lo ipnotizza, mantenendo intatto l’equilibrio. Il Napoli però resta lì e quando alza i giri lo fa davvero. McTominay trova l’1-0 sugli sviluppi di un calcio d’angolo, spaccando la partita e trasformando il Maradona in una bolgia. Da quel momento è un assedio: Lang costringe Kochalski all’ennesimo miracolo, Hojlund sfiora il palo, Neres colpisce la traversa, poi ancora McTominay costringe Jankovic all’autorete del 2-0 che chiude tutto. Non un Napoli scintillante ma concreto, cattivo quanto basta e capace di restare dentro la partita anche quando sembrava maledetta. Conte la porta a casa e, soprattutto, rimette la squadra in piena corsa per i playoff.

Conte: “Il Napoli non era morto, ma dobbiamo sempre avere l’energia giusta”

“Il Napoli non era morto, le gare si possono vincere e perdere ma sappiamo che dobbiamo dare sempre tutto – il pensiero di Conte -. È un momento di grandissima difficoltà, avevamo sette giocatori in panchina con due portieri e due ragazzi di belle speranze. Stiamo affrontando un periodo molto difficile da inizio anno, ma dobbiamo comunque trovare soluzioni diverse e sfruttare quasi sempre gli stessi giocatori, aumentando i rischi. Andiamo avanti, abbiamo fatto due belle partite, in Champions non ci sono squadre facili. Ero convinto che avremmo fatto gol, devo avere grande energia e poi trasmetterla alla squadra. A Bologna mi sono preso la responsabilità perché non trasferivo energia ed era colpa mia. L’energia è fondamentale, i giocatori devono sprigionarla in ogni partita ed essere squadra. Ora ci riposiamo, ma poi dobbiamo rimettere l’elmetto per prepararci contro la Roma”.

Atletico Madrid – Inter (ore 21, Prime Video)

Si dice che dopo una brutta sconfitta la cosa migliore sia tornare subito in campo. L’Inter si aggrappa proprio a questo, per smaltire la delusione-derby tuffandosi nella Champions, dove il contesto è completamente diverso dal campionato. In Europa, infatti, la squadra di Chivu viaggia a punteggio pieno, ha incassato solo un gol e condivide il primato con Bayern e Arsenal. È vero, finora il percorso è stato agevolato da avversarie lontane dall’élite continentale (Ajax, Slavia Praga, Union SG e Kairat) e proprio per questo la notte del Metropolitano ha una duplice valenza: cancellare il ko con il Milan e, soprattutto, capire quanto sia credibile questa Inter quando si alza l’asticella. Il viaggio a Madrid ha portato molte questioni aperte, a cominciare dagli infortuni. Dumfries ne avrà ancora per un po’, Darmian anche, mentre Mkhitaryan guarda alla prossima di campionato contro il Pisa. Poi c’è la questione portiere, tornata in copertina dopo l’errore di Sommer nel derby. Le critiche sono state forti, alimentate anche dalle incertezze passate, ma nulla lascia presagire un cambio imminente: Chivu lo aveva difeso già dopo Torino, lo ha confermato in Europa e lo farà anche stasera, con buona pace di Martinez. Qualche novità, nel 3-5-2 nerazzurro, ci sarà. In difesa spazio ad Akanji, De Vrij e Bastoni, con Luiz Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski e Dimarco a centrocampo, Esposito e Lautaro in attacco. La partita, alla luce della classifica, è tutt’altro che decisiva, ma Chivu è chiamato a reagire dopo aver perso l’ennesimo scontro diretto stagionale, per non alimentare ulteriori dubbi sulla consistenza della sua Inter. Di fronte ci sarà un Atletico motivatissimo (i soli sei punti raccolti, infatti, lo costringono a vincere) e in crescita, come dimostrano le cinque vittorie consecutive tra Liga e Champions, deciso a sfruttare la solita bolgia del Metropolitano per rimettersi in corsa anche in Champions.

Chivu: “Il derby è stato ingiusto, ma siamo vivi e ci rialzeremo”

“Dopo una sconfitta ci siamo sempre rialzati – ha sottolineato Chivu -. Quella contro l’Atletico è una partita importante come lo sono state le altre, ma ci sono sconfitte e sconfitte. Mi piace l’atteggiamento e la squadra propositiva che siamo, ma ci serve un po’ più di incisività davanti e… fortuna. Contro il Milan abbiamo fatto una partita solida ma non è bastato, ma la mia Inter è viva, il bello del calcio è che c’è sempre una rivincita. Abbiamo messo qualità e determinazione nel derby, purtroppo ci sono mancate lucidità e fortuna. Mi prendo l’atteggiamento, la maturità e la qualità che ho visto, la voglia di essere propositivi con la palla o senza, la crescita è evidente. Abbiamo raccolto quasi nulla negli scontri diretti ma sono fiducioso. Le sconfitte non sono tutte uguali, in altre partite abbiamo concesso di più. Contro il Milan abbiamo fatto una gara solida e mi fa riflettere questa sconfitta. Non è bastato aggiungere qualcosa in più, allora lavoreremo per rompere il tabù degli scontri diretti. La squadra è viva e ha voglia di tornare in alto”.

Eintracht Francoforte – Atalanta (ore 21, Sky e Now)

L’Atalanta torna nel luogo in cui, paradossalmente, sembra sentirsi più al sicuro: la Champions. Un posto in cui la Dea, alle prese con mille difficoltà in campionato, riesce a ritrovare ritmo, identità e persino fiducia. I numeri parlano da soli: sette punti in quattro partite, media vicina ai due a gara, e addirittura sette punti nelle ultime tre se si esclude lo scivolone dell’esordio contro il Psg campione d’Europa. Come se la squadra metabolizzasse meglio l’urto delle notti europee e riuscisse a tirare fuori una versione più lucida di sé. E, considerando i soli 13 punti raccolti in 12 giornate di Serie A, l’idea che la Champions possa diventare un rifugio e, allo stesso tempo, un motore per ripartire non è poi così campata in aria. A Francoforte va in scena anche il secondo debutto di Raffaele Palladino, che ha assaggiato la panchina nerazzurra per la prima volta a Napoli e ora si ritrova direttamente nella coppa più complicata. L’Eintracht ha incassato almeno tre gol in sette delle sue diciassette partite stagionali, dettaglio che suggerisce margini utili per una squadra che, invece, ha superato quota tre reti solo due volte in tutta l’annata. E poi c’è il peso della classifica: vincere significherebbe salire a dieci punti, cioè avvicinarsi al traguardo playoff, guardando al resto del cammino (Chelsea, Athletic Bilbao e Union Saint-Gilloise) con molto più ottimismo. Palladino ci proverà con il solito 3-4-2-1, con Carnesecchi in porta, Kossounou, Hien e Djimsiti in difesa, Bellanova, De Roon, Ederson e Zappacosta a centrocampo, De Ketelaere e Lookman alle spalle dell’unica punta Scamacca.

Palladino: “Non c’è spazio per le emozioni, vogliamo ritrovare il nostro DNA”

“La parola Champions dà già emozioni, ma non c’è spazio per averne, bisogna essere concentrati perché l’Eintracht è una squadra molto forte che fa tanti gol – ha spiegato Palladino -. L’emozione la lasciamo al fischio d’inizio, ho visto i ragazzi dare tutto in allenamento ed è quello che mi fa ben sperare, in questi giorni ho avuto grandi risposte e ne sono orgoglioso. Vogliamo ritrovare il nostro Dna, la Champions ti alza il livello: l’intensità, l’atmosfera, gli stadi rendono tutto più bello e noi dobbiamo sempre essere all’altezza. Abbiamo massimo rispetto per l”Eintracht, ma siamo venuti qui con l’autostima alta e possiamo fare una grande prestazione”.

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