Profumo d’Europa. Inter e Atalanta inaugurano la seconda giornata di Champions League con l’obiettivo di battere Slavia Praga (ore 21) e Club Brugge (18.45), conquistando così punti preziosissimi per classifica e morale. Chivu vuole dare continuità al successo di Amsterdam, a cui hanno fatto seguito quelli in campionato con Sassuolo e Cagliari, anche per prepararsi al meglio per la sfida con la Cremonese di sabato prossimo. Juric invece, dopo il buon pari in casa Juve (con qualche rimpianto per non essersi portato a casa l’intera posta), deve necessariamente vincere per rimettere in piedi lo scenario europeo, complicatosi (ma non certo irrimediabilmente) nella serataccia di Parigi. Nel frattempo si è conclusa la quinta giornata di Serie A con i successi di Lazio e Parma contro Genoa (0-3) e Torino (2-1).
Inter – Slavia Praga (ore 21, Sky e Now)
In Champions l’Inter era ripartita, in Champions vuole continuare a correre. Dopo Ajax, Sassuolo e Cagliari, i nerazzurri di Chivu mettono nel mirino lo Slavia Praga per firmare la quarta vittoria consecutiva e blindare un girone che diventerà durissimo nella parte finale. Perché dopo i cechi, secondi in campionato a meno uno dallo Sparta e reduci dal 2-0 contro il Dukla, arriveranno Union Saint-Gilloise e Kairat, dopodiché il calendario diventerà durissimo con Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Dortmund: a quelle sfide bisognerà arrivare con il pieno di punti per ipotecare i playoff e sognare la Top-8. Chivu va avanti con il turnover ragionato che sta dando equilibrio e continuità: tra i pali torna Sommer dopo il riposo di Cagliari, al centro Acerbi, a destra confermato Akanji, a sinistra Bastoni. Sugli esterni Dimarco, brillante nell’ultima uscita, riprende il posto dal primo minuto, mentre a destra torna Dumfries. In mezzo Sucic al posto di Mkhitaryan, Barella e Calhanoglu restano punti fermi con Frattesi e Zielinski pronti a entrare a gara in corso. Davanti nessuna sorpresa: Thuram e Lautaro giocheranno ancora dall’inizio, nonostante Pio Esposito e Bonny scalpitino per avere spazio. Questo sarà il terzo confronto tra Inter e Slavia Praga in competizioni europee, coi due precedenti maturati entrambi nella fase a gironi della Champions League 2019-20. Allora i nerazzurri pareggiarono all’andata (1-1), prima di vincere 3-1 al ritorno sul campo avversario.
Chivu: “Partita insidiosa, mi aspetto la miglior Inter”
“A me le prestazioni sono sempre piaciute, fin dalla prima – l’analisi di Chivu -. Poi ovvio che i risultati condizionano il giudizio di tutti, ma ora stiamo avendo continuità anche in quelli. Adesso pensiamo alla prossima partita, in Champions League ci sono tante insidie, come la qualità dell’avversario e la voglia che hanno tutti di fare risultato a San Siro, non c’è niente di facile. Loro sono imbattuti in stagione e sono sicuro che vorranno fare una grande gara. Dobbiamo essere attenti e non snaturarci, mostrando che la nostra squadra vuole sempre avere la sua migliore versione. Mi aspetto continuità e attenzione sempre al massimo. Ci sono avversari che possono metterti in difficoltà e bisogna capire quei famosi momenti per mantenere l’equilibrio e portare a casa la vittoria, senza soffrire tanto ed essere concreti e cinici. Il calendario? Proprio perché non ci si può distrarre è inutile guardare troppo avanti. Dobbiamo guardare allo Slavia, il calcio mi ha insegnato a stare con i piedi per terra e non guardare troppo in là, perché il rischio è che le aspettative creano delusioni. La partita più importante è sempre la prossima”.
Atalanta – Club Brugge (ore 18.45, Sky e Now)
L’Atalanta non può permettersi passi falsi. Dopo il ko di Parigi, la sfida con il Club Brugge è già uno spartiacque per la Champions e profuma di rivincita dopo l’eliminazione subita lo scorso febbraio. Juric lo sa bene e prepara una gara in cui conta solo vincere, sia per rimettere in piedi un girone diventato subito in salita, sia per cancellare l’amarezza di quella doppia sfida in cui i belgi avevano colpito proprio sui punti deboli della Dea, spegnendone i sogni di gloria. La strada verso il riscatto, però, parte con la tegola De Ketelaere, costretto a fermarsi di nuovo. L’affaticamento muscolare accusato nei giorni scorsi non è superato e lo stop proseguirà almeno fino alla sosta; toccherà così a Samardzic fare gli straordinari nel tridente. Juric cerca soluzioni in un momento ancora condizionato dagli infortuni. In difesa l’idea è confermare la linea vista allo Stadium, con l’incognita Hien: il suo rientro resta in dubbio e sarà valutato fino all’ultimo, ma è difficile pensare a un impiego dall’inizio. In mezzo serve freschezza: De Roon, espulso a Torino e quindi “scarico” di minuti, sarà nuovamente titolare, al suo fianco il rientrante Ederson, di nuovo a disposizione dopo l’infortunio, con Bellanova e Zappacosta sugli esterni. In avanti c’è il tema Lookman: Juric avrebbe voluto iniziare a dargli minuti già sabato ma la gara di Torino è stata condizionata dall’espulsione; lanciarlo subito titolare ora, dopo appena tre minuti stagionali, appare rischioso. Più probabile che parta ancora dalla panchina per entrare a gara in corso, con Samardzic, Pasalic e Krstovic pronti a partire dall’inizio. L’obiettivo, comunque, è chiaro: portare a casa tre punti che valgono doppio, per la classifica e per la testa.
Juric: “Vogliamo riscattarci dopo il PSG, daremo tutto”
“Vogliamo riscattarci e lottare per vincere, daremo tutto domani sera – ha dichiarato Juric -. Mi aspetto un grande clima domani da parte di un tifo caloroso, loro sono una squadra ottima e collaudata. Per loro non è un momento di troppa stanchezza: il campionato è ancora lungo. Non mollano mai, sono compatti e giocano alla pari, basta vedere quello che hanno fatto con il Monaco. A noi piacerebbe avere tutti a disposizione e cercare di vincere la partita cercando anche di non spremerli troppo, ma i ragazzi stanno bene e sono fiducioso. Non vedo l’ora di riavere la squadra al completo: spero dopo la sosta di recuperare qualcuno. Ipotesi tridente? Siamo migliorati molto davanti, ma dall’altra parte senza solidità difensiva non vai da nessuna parte. Tutta la squadra ha fatto una partita di sacrificio contro la Juve: serve anche questo per portare a casa risultati. Lookman titolare? È da un po’ di tempo che si è allenato con noi, valuterò…”.
Genoa – Lazio 0-3: Sarri ritrova il sorriso con Cancellieri, Castellanos e Zaccagni
La Lazio parte a tutta e dopo appena quattro minuti è già avanti: Cancellieri apre e chiude un’azione fulminea con un gran sinistro a giro che vale lo 0-1, perfettamente servito in profondità da Castellanos. Il Genoa risponde al 20’ con un bel destro di Vitinha che finisce di poco alto e al 24’ sfiora il pari su un errore di Cataldi: cross di Vitinha perfetto per Colombo, ma la conclusione è da dimenticare. La Lazio non si scompone e allo scoccare della mezzora raddoppia: Vitinha perde palla, Marusic scappa via e serve in area Castellanos che di prima intenzione fa 0-2, pagando però con un infortunio nell’azione dell’assist. Nel finale di tempo i rossoblù reagiscono con Ellertsson, Colombo e Malinovskyi, ma Provedel è super e salva il doppio vantaggio fino all’intervallo. La ripresa si apre con l’assalto del Genoa, che al 57’ conquista un rigore per un tocco di mano di Romagnoli, poi cancellato dal Var dopo la revisione al monitor. È la sliding door del match: neanche il tempo di metabolizzare che la Lazio cala il tris con cinismo, grazie a un’azione rocambolesca nata dalla punizione di Pellegrini: palo interno di Cancellieri, carambola tra Vasquez e Frendrup e Zaccagni che insacca lo 0-3. Nel finale il Genoa tenta almeno di rendere meno pesante il passivo riversandosi in avanti, ma Provedel e la retroguardia biancoceleste non sbagliano nulla e blindano un successo netto, prezioso e convincente.
Sarri: “Se giochiamo con questa determinazione possiamo usare qualsiasi modulo”
“Se giochiamo con questa determinazione, possiamo adottare qualsiasi modulo – il commento soddisfatto di Sarri -. Non è quella la variabile decisiva. Fa piacere che, in una settimana piena di difficoltà, sia arrivata una prestazione del genere. La vittoria è meritata, anche se forse il risultato è un po’ troppo largo. Io avrei accettato di venire qui in altre condizioni. La scelta era stata fatta e mi sembrava un tradimento tirarmi indietro di fronte a una difficoltà, soprattutto nei confronti dei tifosi. Abbiamo perso un derby in maniera discutibile e la nostra classifica andava risollevata subito. Non dipende dal ruolo che ricopri nel club, ma dal rapporto che hai con i tifosi. Per me è stata dura, ho passato una settimana difficile”.