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Cartelle: rinvio al 31, ma possibili altri 2-3 mesi di stop

La ripartenza delle notifiche è stata spostata dal 18 al 31 gennaio, ma il governo pensa di estendere ulteriormente lo stop fino a fine marzo o a fine aprile

Cartelle: rinvio al 31, ma possibili altri 2-3 mesi di stop

Giovedì sera il Consiglio dei ministri ha deciso in extremis di rinviare dal 18 al 31 gennaio la data in cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ricomincerà a spedire cartelle esattoriali e altri atti ai contribuenti italiani. In tutto, nei mesi scorsi il Fisco ha accumulato 50 milioni di atti che non sono stati spediti a causa della pandemia. Smaltirli non sarà semplice, perché la crisi sanitaria è ancora grave e il rischio di creare assembramenti alle Poste è alto. Senza contare che, con il regime di restrizioni appena inasprito, la notifica di sanzioni oppure di atti d’accertamento o di contestazione da parte del Fisco rischia di alimentare una rabbia sociale che sembra già ai livelli di guardia. Imprenditori e partite Iva, poi, correrebbero il rischio di dover usare i soldi ricevuti (o in arrivo) con i ristori per pagare le tasse. Una beffa, oltre che un paradosso.

Per tutte queste ragioni, il Governo ha deciso di prendersi due settimane in più per studiare il da farsi. Di sicuro, infatti, il 31 le notifiche non ripartiranno come se fossimo in condizioni normali. Si ragiona su una soluzione ponte che – al netto dell’evoluzione della crisi di governo – possa disinnescare per il momento l’impatto degli invii su contribuenti e imprese. Si parla quindi di una nuova sospensione delle cartelle almeno di altri due o tre mesi, fino al 31 marzo oppure fino al 30 aprile, la nuova scadenza dello stato di crisi sanitaria.



Dopo di che, servirebbe comunque un piano per garantire la ripartenza delle notifiche in sicurezza. Una soluzione possibile consiste nell’allungare i tempi di prescrizione per spalmare su un periodo più lungo non solo i pagamenti, ma anche le notifiche delle cartelle 2021, che si sommeranno a quelle del 2020 ancora non consegnate. C’è poi l’ipotesi di una nuova rottamazione che permetta di saldare le nuove cartelle con lo sconto di sanzioni e interessi. Non è da escludere, infine, la cancellazione dei carichi non più esigibili.

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