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Canada: Big tech dovranno pagare gli editori. Meta blocca le notizie su Facebook e Instagram

L’Online News Act approvato dal Senato canadese obbliga i giganti del web a pagare i media per le notizie condivise o riutilizzate sulle loro piattaforme. Legge in vigore tra sei mesi. Meta non ci sta e blocca subito le notizie su Facebook e Instagram “legge impraticabile”. Cosa sta succedendo in Canada?

Canada: Big tech dovranno pagare gli editori. Meta blocca le notizie su Facebook e Instagram

Scontro totale tra il Canada e Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, proprietaria di Instagram e Facebook. Il Senato canadese ha approvato l’Online News Act, un disegno di legge che richiederà alle Big Tech di Internet di pagare i media per le notizie condivise o riutilizzate sulle loro piattaforme. Anche se il provvedimento entrerà in vigore fra sei mesi, Meta ha reagito immediatamente annunciando che interromperà la pubblicazione di notizie su Facebook e Instagram per gli utenti canadesi al fine di adempiere agli obblighi del disegno di legge.

Accolta con favore dagli editori, invece, il provvedimento, poiché promette di migliorare l’equità nel mercato delle notizie digitali e di incrementare i ricavi delle testate giornalistiche. Il governo canadese ha sostenuto che l’Online News Act creerà condizioni di parità tra i giganti della pubblicità online e l’industria delle notizie.

Che cos’è l’Online News Act

L’Online News Act è una proposta di legge in Canada che mira a regolare le relazioni tra le piattaforme digitali e le agenzie di stampa per garantire una condivisione equa dei ricavi, sostenere la produzione di notizie affidabili e promuovere accordi commerciali volontari con un intervento minimo da parte del governo. La legge prevede anche la possibilità di negoziazione collettiva da parte delle agenzie di stampa e, in caso di mancato accordo, l’istituzione di un quadro di arbitrato obbligatorio.

La legge si propone di creare un ambiente regolamentare flessibile che favorisca rapporti commerciali equi tra piattaforme digitali e agenzie di stampa, garantendo al contempo la sostenibilità dell’ecosistema delle notizie canadesi, la diversità delle imprese giornalistiche e l’indipendenza della stampa.

Secondo un’analisi condotta da un organo di controllo del bilancio del Parlamento, si stima che le aziende giornalistiche possano ricevere circa 329 milioni di dollari canadesi (250 milioni di dollari) all’anno dalle piattaforme digitali in base al provvedimento.

“Una stampa forte, indipendente e libera è fondamentale per la nostra democrazia. La Legge sulle notizie online garantirà che i giganti del web negozino accordi giusti ed equi con i media” ha scritto su Twitter il ministro del Patrimonio del Canada, Pablo Rodriguez.

I giganti del web contro la legge

“Oggi confermiamo che i contenuti delle notizie non saranno più disponibili su Facebook e Instagram per tutti gli utenti in Canada prima che l’Online News Act entri in vigore”, ha dichiarato Meta in una nota, osservando di aver avvertito “ripetutamente” che questa azione sarebbe stata intrapresa. Le nuove norme, secondo, l’azienda, vengono definite “una legislazione fondamentalmente viziata che ignora la realtà di come funzionano le nostre piattaforme. Un quadro legislativo che ci obbliga a pagare per link o contenuti che non pubblichiamo, e che non sono il motivo per cui la stragrande maggioranza delle persone utilizza i nostri social, non è né sostenibile né fattibile”, ha detto a Reuters, Lisa Laventure, responsabile delle comunicazioni di Meta in Canada.

Anche Google non ha accolto bene il disegno di legge definendolo “impraticabile” nella sua forma attuale, dichiarando però di collaborare con il governo per intraprendere un “percorso” comune.

Sia Meta che Google sostengono che la distribuzione dei collegamenti alle notizie sia “benefica” per i giornali e i media affermando che la rimozione di queste piattaforme informative potrebbe portare a un aumento della disinformazione.

Pablo Rodriguez, ha promesso di respingere le “minacce” di Facebook e Google di rimuovere i contenuti giornalistici dalle loro piattaforme, e sono state segnalate possibili discussioni tra il ministro e il management di Google riguardo alla possibilità di rimuovere i collegamenti alle notizie dal motore di ricerca.

Se il governo non può difendere i canadesi dai giganti del web, chi lo farà?“, ha reagito il ministro del Patrimonio Pablo Rodriguez. Facebook non aveva “alcun obbligo” di interrompere questo accesso, poiché la legge non era ancora formalmente entrata in vigore, ha aggiunto.

L’ufficio del ministro ha sottolineato di aver avuto incontri con Facebook e Google durante questa settimana ed è aperto a ulteriori negoziati. Critiche a Meta erano arrivate anche dal primo ministro Justin Trudeau criticandola per aver bloccato l’accesso di alcuni canadesi alle informazioni online durante i test, definendo tale comportamento come “profondamente irresponsabile e fuori dal mondo”. Meta e Google avevano effettuato dei test limitando l’accesso ai siti di notizie a una piccola parte della popolazione canadese negli ultimi mesi.

Il precedente in Australia

Nel 2021, in Australia, in risposta a una legge simile promulgata dal governo di Canberra, Meta aveva aveva bloccato per un breve periodo la presenza di news dalle sue piattaforme. La legge, infatti, fu successivamente modificata. Il blocco ha avuto un impatto significativo sul traffico verso i siti di notizie australiani, riducendolo di circa il 30%, e ha ricevuto critiche per l’impatto sui contenuti non giornalistici, come le pagine ufficiali del governo. Google e Meta hanno poi stretto accordi direttamente con gli editori.

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