La Campari, eccellenza del Made in Italy e player internazionale nel campo degli spirits, ha completato il closing e definitivamente ceduto nei giorni scorsi la Cinzano alla famiglia Caffo, che produce il famoso Amaro del Capo e che in passato era stato nel mirino della stessa Campari. La cessione della Cinzano è, se si permette il gioco di parole, l’aperitivo della evoluzione strategica della Campari, così come è emerso dal Capital Market Day che si è concluso ieri e come era stato anticipato dal Presidente Luca Garavoglia nel colloquio con FIRSTonline del 18 ottobre.
Il nuovo corso strategico della Campari, guidato da gennaio dall’Ad Simon Hunt, punterà sulla crescita organica e sulle dismissioni del 9% dei marchi meno profittevoli (cioè circa 30 brand) al fine di ridurre il debito e accrescere la redditività. I driver della nuova strategia resteranno i marchi più conosciuti e cioè Campari, Aperol, Espolon, Wild Turley e Courvoisier