Condividi

Campari compra Courvoisier, il cognac di Napoleone, ma gli investitori temono il debito: titolo in rosso

Azioni in calo a Piazza Affari dopo l’annuncio dell’acquisizione del cognac di Napoleone. Ma gli analisti sono concordi: “Operazione positiva e sensata dal punto di vista strategico”

Campari compra Courvoisier, il cognac di Napoleone, ma gli investitori temono il debito: titolo in rosso

Campari in rosso a Piazza Affari dopo l’acquisizione del cognac di Napoleone. Il titolo cede attualmente il 2% a 10,095 euro dopo aver toccato in apertura un minimo di 9,702 euro. 

Le vendite sono scattate dopo che ieri sera la società ha comunicato di aver avviato trattative in esclusiva con Beam Suntory per acquisire il 100% di Courvoisier, tra le prime quattro case storiche di premium cognac. L’operazione dovrebbe valere circa 1,1 miliardi di euro.

Campari e l’acquisizione di Courvoisier

Si tratta della maggior operazione per valore nella storia di Campari, che consente alla società un significativo potenziamento negli Stati Uniti e prospettive di crescita in Asia. Oltre al prezzo di acquisto (1,1 miliardi di euro, 1,2 miliardi di dollari) è previsto un pagamento aggiuntivo di massimo 0,12 milioni di dollari (0,11 milioni di euro) pagabile nel 2029 sulla base del raggiungimento di obiettivi di vendite nette realizzate nell’esercizio 2028. Il corrispettivo enterprise value è pari a 1,32 miliardi di dollari (1,22 miliardi di euro) equivalente a un multiplo di circa 17 volte il margine di contribuzione per l’esercizio 2022. Il perfezionamento della transazione è previsto nel 2024.

Courvoisier è un marchio storico, fondato nel 1828 da Félix Courvoisier a Jarnac nella regione francese della Charente. Courvoisier è anche la più recente e la più premiata delle “big four” case storiche di cognac e ha ricevuto il titolo di Fornitore Ufficiale della Casa dell’Imperatore da Napoleone III, ha fornito le corti reali d’Europa ed è stata la bevanda preferita della Belle Epoque, scelta per celebrare l’inaugurazione della Torre Eiffel e l’apertura del Moulin Rouge. 

Nella conference call con gli analisti, il Ceo di Campari Bob Kunze-Concewitz ha detto che l’operazione dovrebbe incrementare le vendite nette di Campari di circa il 9% e gli utili per azione del 2%, anche se inizialmente peserà sul margine di profitto lordo del gruppo.

A spaventare gli investitori potrebbe però essere il debito. L’azienda ha infatti ottenuto da un gruppo di banche un prestito ponte da 1,2 miliardi di euro con una durata massima di 24 mesi e ha detto che monitorerà i mercati per alternative di finanziamento.

A seguito dell’acquisizione, e ipotizzando una transazione interamente finanziata con debito, Campari prevede che il pro-forma Net debt/EBITDA-adjusted aumenterà da 2,6 volte al 30 settembre 2023 a circa 4 volte al closing. Successivamente si prevede una riduzione sostenuta dell’indebitamento, “alimentata dalla generazione di flussi di cassa positivi”.

 “Siamo entusiasti di acquisire una delle prime quattro case storiche di cognac, Courvoisier, con un significativo potenziale ed espressioni molto rinomate. L’aggiunta di Courvoisier al nostro portafoglio di priorità globali costituisce un’opportunità unica e rara di espandere il nostro portafoglio di premium spirit e la nostra offerta di premium spirit e cognac”, ha detto Bob Kunze-Concewitz, Ceo di Campari Group. 

I numeri di Courvoisier

Nell’anno fiscale al 31 dicembre 2022 il business Courvoisier, che include anche il marchio Salignac, ha raggiunto vendite nette pari a 249 milioni di dollari, con un margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, pari a 78 milioni di dollari. Nei dieci mesi al 31 ottobre 2023, le vendite nette sono state pari a 148 milioni, in calo del 33% rispetto allo stesso periodo del 2022, e il margine di contribuzione è stato pari a 37 milioni. 

Il business acquisito include un magazzino eccellente di eaux-de-vie in maturazione, con un valore contabile di circa 365 milioni al 31 ottobre 2023, profili di invecchiamento ben equilibrati per supportare lo sviluppo futuro del marchio. 

Il giudizio (molto positivo) degli analisti

Nonostante i dubbi degli investitori, gli analisti promuovono l’operazione. L’accordo con Courvoisier “ha un senso strategico per Campari in termini di marchi, posizionamento premium e distribuzione. Non è a buon mercato, ma ha un forte potenziale di crescita all’interno del gruppo”, sottolineano gli esperti di Banca Akros.

Per gli analisti di Equita, è “una importante opportunità strategica” e con “un forte razionale strategico in quanto con questa operazione Campari rafforza il proprio portafoglio con un brand premium, aumentando l’esposizione al mercato americano e aprendo un’importante opportunità di sviluppo nel medio-termine in Asia, ed entra nella categoria del cognac che, con un’incidenza pari all’8% delle vendite pro-forma 2022, rappresenterà il quarto pilastro della crescita del gruppo, insieme ad Aperitivi (36%), Tequila (8%) e Bourbon (8%)”.

Commenta