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Camera e senato: meno parlamentari ma spazi più larghi. Cosa cambia a Montecitorio e Palazzo Madama

Dopo il taglio dei parlamentari e al di là delle decisioni che in piena autonomia prenderanno Camera e Senato, i nuovi eletti avranno comunque maggiori spazi a disposizione

Camera e senato: meno parlamentari ma spazi più larghi. Cosa cambia a Montecitorio e Palazzo Madama

Deputati e senatori a Montecitorio e Palazzo Madama staranno più larghi. Già, perché alla Camera gli scranni sono approntati per 630 deputati e al Senato per 315 eletti, ma a partire da questa nuova legislatura i deputati saranno solo 400 e i senatori 200. E al momento non sono previsti interventi per modificare l’assetto delle due aule. Anche per precisi vincoli di tutela architettonica. Né per un riassetto degli uffici.

L’aula del Senato, ad esempio, è tutta in legno ed è difficile immaginare che si possano scalzare ben 115 scranni. In ogni caso ogni decisione è stata demandata alla nuova legislatura: sarà il Senato stesso a prendere eventuali iniziative. Più o meno identico il discorso per la Camera. Anche se probabilmente potrebbero essere eliminate le ultime file dei posti situati in alto e che girano per l’intera aula.

Camera e Senato, i nuovi eletti avranno maggiori spazi a disposizione

Bisogna comunque tener conto che Montecitorio è anche la sede per le sedute congiunte di Camera e Senato e quindi sarebbe poco opportuno ridurre il numero dei posti a disposizione. E ci sono da mettere in conto i vincoli per palazzi storici che hanno visto l’intervento di Giuliano da Sangallo (palazzo Madama) e di Gian Lorenzo Bernini, Carlo Fontana, ed Ernesto Basile (Camera). Al momento non sono stati allertati né falegnami né muratori. Dunque, al di là delle decisioni che in piena autonomia prenderanno Camera e Senato, i nuovi eletti avranno comunque maggiori spazi a disposizione. Non solo in aula, ma anche come uffici.

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