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Bundesbank: Weidmann il falco si dimette

Il presidente della Banca centrale tedesca lascerà l’incarico a fine 2021, dopo 10 anni e con sei d’anticipo sulla scadenza del mandato – Noto per le sue posizioni intransigenti, si è scontrato più volte con Draghi, cercando invano di succedergli alla guida della Bce nel 2019

Bundesbank: Weidmann il falco si dimette

Il falco dei falchi abbandona il nido. Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, ha rassegnato le dimissioni e lascerà la carica a fine anno. Lo ha annunciato la Banca centrale tedesca in una nota, precisando che la decisione è legata a “motivi personali”. Il testo riporta una frase attribuita allo stesso Weidmann: “Dopo oltre dieci anni è il momento giusto per voltare pagina, sia per la Bundesbank che per me personalmente”.

Weidmann è noto per le sue posizioni intransigenti sulla politica monetaria della Bce, che lo hanno portato spesso a scontrarsi con Mario Draghi, quando l’attuale presidente del Consiglio italiano era a capo dell’Eurotower. Il numero uno della Bundesbank ha contestato per anni le Omt, il quantitative easing e più in generale l’impostazione ultra-espansiva della strategia monetaria europea, che ha inondato il mercato di liquidità deprimendo i rendimenti delle obbligazioni. Alla fine, però, Draghi ha sempre avuto la meglio, trovando in più occasioni una sponda decisiva nella cancelliera Angela Merkel.



Ora, malgrado la Bundesbank parli di motivi personali e senza voler mettere in dubbio l’indipendenza dell’istituto centrale, è inevitabile notare che il passo indietro di Weidmann arriva a pochi giorni dalle elezioni politiche tedesche. Un voto che ha segnato il crollo dei Cristianodemocratici e l’avvento di una maggioranza “semaforo” composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali.

Weidmann era arrivato al vertice della Bunesbank nel 2011 e nel febbraio 2019 il suo mandato era stato rinnovato fino al 2027. A lungo ha nutrito l’ambizione di sostituire Draghi alla guida della Bce, una speranza infranta a novembre di due anni fa, quando l’incarico è stato assegnato a Christine Lagarde.

Proprio la francese, ex numero uno del Fmi, fa sapere oggi che “rimpiangerà immensamente” il contributo di Weidmann, che, come tutti i governatori dell’Eurozona, siede nel Consiglio direttivo della Banca centrale europea. “Jens è un buon amico sulla cui lealtà ho sempre potuto contare – scrive Lagarde in una nota – Come membro più anziano del Consiglio aveva un’esperienza senza eguali, che era sempre pronto a condividere. Negli ultimi due anni abbiamo costruito una relazione molto solida e produttiva, basata sul nostro impegno comune a perseguire l’unità europea e il mandato sulla stabilità dei prezzi della Bce, aiutando l’economia dell’area euro durante una crisi senza precedenti causata dal coronavirus, e a stabilizzare l’economia globale scossa dagli effetti della pandemia”.

Sebbene “Jens avesse una sua chiara visione sulla politica monetaria – continua Lagarde – sono sempre stata colpita dalla sua ricerca di terreni comuni nel Consiglio direttivo dalla sua empatia per i colleghi dell’eurosistema, e dalla sua volontà di trovare un compromesso. Uno dei tanti momenti in cui questo è diventato evidente è stato nel nostro lavoro sulla revisione alla strategia della Bce, quando ha contribuito in maniera significativa al successo di un accordo unanime nel Consiglio. Mi mancheranno il suo approccio sempre costruttivo e il buon umore in tutte le discussioni”.

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