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Btp in forte rimbalzo e Wall Street da record in vista della Fed

Alle ore 18 di stasera il Presidente della Fed confermerà l’avvio del tapering, mentre Wall Street colleziona nuovi record – La discesa dei rendimenti del Btp abbassa lo spread, mentre il Ftse Mib difende quota 27 mila – Oggi i conti di Intesa Sanpaolo

Btp in forte rimbalzo e Wall Street da record in vista della Fed

Silenzio, la parola ai banchieri. Stasera, alle 18 ora italiana, Jerome Powell confermerà lo scontato tapering, cioè il taglio di una parte degli acquisti sul mercato da parte della Banca centrale. Ma, soprattutto, dovrà calibrare le parole per convincere i mercati che l’inflazione è sotto controllo. E non sarà facile, perché cresce la schiera di chi teme una raffica di aumenti dall’anno prossimo. O addirittura da subito, perché domani la Bank of England potrebbe rompere per prima gli indugi e aprire al rialzo.

SCENDONO I TASSI AUSTRALIANI, SCENDE LA FEBBRE ANCHE A MILANO

In senso opposto, però, vale l’esempio della Reserve Bank of Australia: dopo gli interventi sula curva, i tassi delle obbligazioni a breve periodo sono in calo e le aspettative sull’inflazione scendono. Il bond governativo a due anni dell’Australia tratta a 0,55%, dieci punti base in meno rispetto a ieri e circa quaranta punti base sotto i livelli della scorsa settimana. Ma il movimento innescato dalle dichiarazioni del governatore Nick Lowe sulla transitorietà dell’inflazione prosegue un po’ ovunque, dopo aver contribuito al recupero di ieri del Btp.



Insomma, il grande gioco del denaro è più incerto che mai. I listini azionari ne approfittano, in Europa e più ancora negli Usa, inebriati dai conti record delle trimestrali: i profitti sono saliti in media del 40,2%. E l’indice Msci global basato su 50 mercati (ma le Borse Usa pesano per il 60%) sale ai massimi di sempre. Fa eccezione l’Asia: rispetto ai massimi di febbraio, l’indice è sotto del 13%.

DEBOLI I LISTINI CINESI, RECUPERA EVERGRANDE

Debole la Cina. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen (-0,6%) si avvia a chiudere la terza seduta consecutiva in ribasso. Le indicazioni arrivate stanotte alle 2.45 dall’indice Caixin PMI relativo alle aziende dei servizi sono state comunque positive. A ottobre la lettura è stata di 53,8 punti, in miglioramento dai 53,4 di settembre. Ma pesano probabilmente di più gli avvertimenti arrivati dal premier Li Keqiang: la televisione di stato CCTV, nel dare conto di una sua visita all’agenzia di regolamentazione dei mercati finanziari, ha riferito che, nel suo intervento, il capo del governo ha parlato con insistenza di pressioni al ribasso per l’economia.

L’Hang Seng di Hong Kong, in calo dell’1%, è alla settima seduta consecutiva di ribasso. Evergrande però rimbalza del 2,5%.

CHIUSA TOKYO, BOOM DI KAKAO PAY A SEUL

Chiusa oggi per festività la Borsa di Tokyo, perde colpi il Kospi coreano (-1,3%). Sale Kakao Pay nel giorno del debutto sul listino: la società dell’app per i pagamenti su Internet sta scambiando a più del doppio del prezzo dell’IPO.

Il rally dei prezzi dei minerali di ferro, la materia prima dell’acciaio, sta dando vigore alla borsa dell’Australia: S&P ASX200 +0,8%.

PFIZER +4,1%: IL VACCINO VALE 41 MILIARDI DI RICAVI

Corre Wall Street, al quarto giorno consecutivo di rialzo. Il Dow Jones +0,39% chiude per la prima volta sopra quota 36 mila. L’indice S& P avanza dello 0,37%. Nasdaq su dello 0,34%.

Vola Pfizer (+4,1%). Il colosso pharma ha annunciato che i ricavi del vaccino anti Covid-19 toccheranno quest’anno i 36 miliardi di dollari.

Il Treasury Note a dieci anni è poco mosso a 1,55%. Il derivato che documenta l’andamento delle aspettative sull’inflazione a cinque anni negli Stati Uniti è poco mosso, sui minimi delle ultime quattro settimane.

Petrolio Wti in calo dell’1,3% a 83 dollari il barile. Domani è in agenda il vertice del gruppo Opec Plus dei principali produttori.

ITALIA: L’INDUSTRIA SALE, IL BTP RISORGE

In attesa delle comunicazioni della Fed e delle decisioni della Bank of England si è allentato l’assedio al Btp dopo che nella seduta della vigilia, complice la giornata semifestiva, il rendimento del decennale aveva toccato quota 1,29% e il differenziale con il Bund 135 centesimi, record negativo rispettivamente da metà luglio 2020 e da novembre 2020. Un fenomeno non solo italiano, esasperato dalle difficoltà di comunicazione da parte delle banche centrali, in difficoltà nel gestire l’avanzata dell’inflazione. La situazione, però, non è nemmeno lontana parente di quella del marzo 2020, a inizio pandemia, quando lo spread arrivò a quota 280, e tantomeno di dieci anni fa, quando la forbice superò i 500 punti. Lo ha confermato l’indice Pmi manifatturiero, che ha segnalato ad ottobre un’ascesa a 61,1 da 59,7 di settembre, il sedicesimo di fila. E così il tonfo del Btp si è trasformato in un’occasione d’acquisto.

LO SPREAD CALA DI 9 PUNTI, A 123

I tassi del decennale italiano sono scesi in picchiata da1,23 a 1,07%: un calo record di 16 punti, il più elevato dal maggio 2020. In parallelo lo spread con il Bund si è stretto a 123 punti dai 132 della vigilia. Il titolo tedesco tratta a-0,14%. È probabile che la turbolenza sia destinata a durare anche nella seduta odierna, in attesa delle indicazioni della Fed sul tapering e sull’evoluzione dei tassi.

MILANO (-0,06%) RESTA SOPRA QUOTA 27 MILA

Piazza Affari ha consolidato i massimi da settembre 2008 raggiunti lunedì e registra in lievissimo ribasso (-0,06%) a 27.189 punti. Contrastate le altre piazze. È piatta Amsterdam; Madrid -0,84%, Francoforte +0,92%.

Assai meno brillanti rispetto all’Italia gli indici Pmi di ottobre di Francia, Germania e Francia: si fanno sentire i problemi di fornitura, specie nell’industria dell’auto, così che l’indice dell’Eurozona scende a 58,3 in ottobre dal 58,6 di settembre. È il dato più basso da otto mesi.

RECORD STORICO PER PARIGI: RESISTEVA DAL 2000

Parigi +0,5%; ieri mattina l’indice Cac 40 ha superato il record storico che resisteva dal settembre 2000, in piena bolla Internet. Da inizio anno l’incremento del 25%.

Se si guarda alla composizione del listino ci sono clamorosi cambiamenti: il leader del 2000, France Telecom, è sceso da 174 miliardi di valore a 25, scendendo in classifica alla posizione 28 (oggi si chiama Orange). Alcatel Lucent è scomparsa, mentre resiste Total (111 miliardi).

Al top oggi figura il lusso: Lvmh (346 miliardi di euro) davanti a L’Oréal (222 miliardi) ed Hermés (149 miliardi).   

Londra -0,21%. Rallenta BP (-2,27%) nonostante il forte aumento degli utili (3,3 miliardi di dollari). In calo anche i minerari: Anglo American -3,20%.

PRYSMIAN E RECORDATI, DUE FRECCE PER PIAZZA AFFARI

La maglia rosa di giornata a Piazza Affari tocca a Recordati (+2%), promossa da Barclays (52 euro da 50) e a Prysmian (+1,73%), che ha aggiornato in mattinata il massimo storico. La società, secondo Mediobanca Securities, parteciperà alle gare di Terna (+0,28%) per le interconnessioni elettriche sottomarine: il Tyrrhenian link, un cavo sottomarino di 950 km (il più lungo mai costruito in Italia) e l’Adriatic link.

INTESA +0,7%, OGGI LA TRIMESTRALE

Tra i bancari, sale Intesa (+0,7%) alla vigilia della trimestrale. Riprendono gli acquisti su Bper (+1,5%) e Bpm (+1,9%). Positiva anche Mps: il Tesoro punta a negoziare con la Commissione Ue “un lasso di tempo sufficientemente lungo” per riavviare la privatizzazione, il “punto di arrivo necessario”.

Unicredit cede l’1%, peggio FinecoBank (-1,9%).

FERRARI ALZA LA GUIDANCE, VIGNA APRE CON UN RECORD

Chiude in rialzo Ferrari, +1,19% nel giorno dei conti trimestrali, i primi dal debutto del ceo Benedetto Vigna. Dopo la conference call della Rossa con gli analisti, il titolo ha segnato un nuovo massimo storico a 212,2 euro. La casa di Maranello ha alzato la attese sull’Ebitda 2021 dopo la crescita di ricavi e margini sia rispetto all’anno scorso sia rispetto al 2019: l’utile netto realizzato è stato pari a 207 milioni di euro (+20,8%). Vigna ha confermato che il suv Purosangue arriverà il prossimo anno e la prima “full electric” nel 2025. Nel piano industriale di giugno sarà presentata una dettagliata strategia di come il Cavallino Rampante intende arrivare nel 2030 alla “neutralità” in termini di emissioni di anidride carbonica.

ENI FA SHOPPING NELL’EOLICO UK

In rosso Eni (-1,6%): il gruppo ha siglato un accordo con Equinor e Sse Renewables per aumentare la propria partecipazione nel progetto Dogger Bank Wind Farm in Gran Bretagna, il più grande parco eolico offshore al mondo.

Non si arresta la spirale negativa di Tim (-1,3%), ai nuovi minimi assoluti a 1,3024%. JP Morgan abbassa il prezzo obiettivo a 0,44 euro da 0,47.

Ancora in rosso Nexi (-1%), in gara con la francese Worldline per l’acquisto della greca Eurobank.

DEBUTTO SHOCK PER INTERCOS: +16,8%

Debutto strepitoso per una delle matricole più attese, Intercos, che è balzata del 16,8%, salendo a quota 14,60 euro. La società di packaging per la cosmetica è arrivata in borsa dopo un collocamento istituzionale a 12,5 euro ad azione. In base al prezzo di offerta, il valore totale dell’operazione risulta pari a circa 350 milioni di euro. Intercos è uno dei principali operatori business to business a livello globale nella creazione, produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici e per il trattamento della pelle, oltre che per il trattamento dei capelli e del corpo, destinati ai principali marchi nazionali e internazionali, ai marchi emergenti.

In rally anche Renergetica (+16,17%), società quotata sull’Euronext Growth Milan, che ha sottoscritto un accordo con Enel Green Power Italia, per lo sviluppo di 5 impianti fotovoltaici, situati in nord Italia, per un totale di 90 MWp.

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