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Brexit, Tusk: “Progressi, fase 2 a dicembre”

Il Presidente del consiglio europeo apre alla possibilità di un inizio della seconda fase delle trattative entro dicembre. Sulle soluzioni da raggiungere sulle tre questioni della prima fase del negoziato filtra positività da entrambe le parti. Theresa May: “La parte finanziaria dell’accordo farà parte dell’accordo conclusivo che includerà le relazioni future”.

Brexit, Tusk: “Progressi, fase 2 a dicembre”

Donald Tusk ha frenato le voci di uno stallo sulla trattative fra Regno Unito e Ue in tema Brexit. Il presidente del Consiglio europeo è intervenuto così a margine del summit Ue di Bruxelles: “le notizie delle ultime settimane sono esagerate. I progressi nelle trattative non sono ancora sufficienti, ma ciò non significa che non ci siano stati per niente”.

Theresa May dunque non tornerà a casa a mani vuote. Questa era la sua grande preoccupazione prima dell’inizio del Vertice, dover affrontare i “brexitiani convinti” di Boris Johnson. Il premier britannico si è detto ottimista sul futuro delle trattative ma non ha dato dettagli sull’ammontare della fattura che Londra è disposta a pagare.

Tusk ha espresso la speranza che “le discussioni possano passare alla seconda fase in dicembre”. Si tratta del momento dei negoziati relativi alle future relazioni commerciali. Ad oggi i tre principali temi oggetto degli incontri sono stati: diritti dei cittadini europei residenti in Regno Unito (tre milioni di persone di cui 600mila italiani), confine fra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord britannica e, per finire, obblighi finanziari di Londra nei confronti dell’Ue.

Il Consiglio europeo “accoglie con favore” i progressi fatti sui diritti dei cittadini Ue che dovranno essere protetti “dall’accordo di ritiro incluso attraverso procedure amministrative snelle e semplici e il ruolo della Corte di Giustizia della Ue”.

Tusk inoltre ha riconosciuto che “c’e’ stato qualche progresso” su principi e obiettivi per il rispetto dell’accordo irlandese e il mantenimento di un’area comune di mobilita’ tra Irlanda e Regno Unito.

“Nota che mentre il Regno Unito ha indicato di voler onorare i propri obblighi finanziari assunti durante la sua partecipazione alla Ue – spiega il documento finale del Vertice Ue – cio’ non si e’ ancora tradotto in un concreto e preciso impegno a definire tutti questi obblighi”. Ecco i motivi per cui la Ue ritiene che i risultati del negoziato sulla Brexit non abbiano raggiunto un punto che permetta di procedere all’apertura delle discussioni sulle relazioni future, come vorrebbe Londra.

Non tornerà a casa a mani vuote Theresa May, che dai leader europei incassa una simbolica concessione. Durante il vertice a Bruxelles, i 27 hanno deciso di iniziare le discussioni interne relative alla seconda fase dei negoziati sulla Brexit. La parte finanziaria “completa e finale” dell’accordo per la Brexit “farà parte dell’accordo conclusivo che includerà le relazioni future” tra Regno Unito e la Ue, ha annunciato la premier britannica. In occasione della conferenza finale del vertice europeo, venerdi Theresa May ha cercato di rassicurare un po’ tutti: “quello che ho chiarito ai nostri partner europei in relazione al contributo finanziario è quanto ho affermato nel mio discorso a Firenze: e cioè che non c‘è da preoccuparsi per quanto riguarda il bilancio europeo. Nessuno pagherà di più o riceverà di meno come conseguenza dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea”.

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