Condividi

Brasile, ecco le città in cui investire nei prossimi anni

Un territorio immenso, diseguaglianze sociali ed economiche molto accentuate tra una regione e l’altra, situazioni politiche molto diverse: il Brasile è un Paese tanto vasto quanto disomogeneo – Ecco dunque una mappa per conoscere meglio le città brasiliane e orientare i propri investimenti per i prossimi anni.

Brasile, ecco le città in cui investire nei prossimi anni

La febbre brasiliana è in continuo aumento. Nel mezzo di una pesante crisi che scuote Europa e Stati Uniti, il gigante verdeoro è diventato il sogno di molti europei in cerca di fortuna oltreoceano. Stabilità economica e politica, un clima favorevole, un popolo accogliente e opportunità d´affari in crescita esponenziale hanno trasformato il Brasile in una terra promessa per gli investitori, ma soprattutto in un Paese alla moda.

Eppure considerare il Brasile come un´unica Nazione è fuorviante e impreciso. Se si prendono in considerazione le condizioni sociali, economiche e geografiche si può suddividere il Paese in cinque macro regioni, molto differenti tra loro. Chi ha intenzione di investire nel colosso verdeoro, deve dunque approfondire la conoscenza di uno Stato che, per rendere meglio l´idea, si estende su di una superficie di poco inferiore a quella del vecchio continente.

Una ricerca condotta dal Centro de Liderança Pública e dal Nucleo di Intelligenza dell´inglese The Economist ha perció confrontato le regioni del Brasile e ha stilato una classifica per orientare gli investitori. Secondo quanto riportato dalla rivista brasiliana Veja, infatti, gli investimenti diretti stranieri hanno superato nel 2011 la cifra record di 60 miliardi di dollari.

Dal ranking è emerso che gli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Rio Grande do Sul, Paraná, Distrito Federal e Santa Catarina sono gli unici che presentano un buon ambiente per fare affari nel settore produttivo del Paese. San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Porto Alegre, Brasília, Curitiba e Florianópolis (capitali degli Stati sopra citati) sono le città che trainano l´economia verdeoro. Le previsioni indicano che anche per gli anni a venire le regioni del sud e sudest continuerrano ad essere la locomotiva brasiliana.

Nonostante i piccoli passi in avanti che negli ultimi anni si sono verificati nelle principali città del nordest, da Salvador a Natal, passando per Fortaleza e Recife, e che fanno ben sperare per il futuro, nel resto del Paese (soprattutto nelle vaste regioni del centro-ovest e del profondo nord) tasse elevate, burocrazia, carenza di infrastrutture adeguate e di mano d´opera qualificata continuano ad essere i fattori che spaventano maggiormente l´afflusso di capitali stranieri.

Lo Stato di San Paolo presenta il miglior ´ecosistema` per fare affari. Possiede stabilità politica, le migliori università, una buona infrastruttura e un´industria di servizi consolidata. Ha bisogno solo di semplificare il proprio sistema tributario” spiega Luiz Felipe D´Avila, direttore dell´istituto brasiliano che ha condotto la ricerca.

Tra tutti i fattori presi in considerazione, San Paolo si colloca infatti al primo posto come ambiente economico propizio per gli affari, per l´innovazione e per la mano d´opera qualificata. Gode di buone politiche di incentivo agli investimenti e dal punto di vista delle infrastrutture è la regione più avanzata del Paese.

Anche Rio de Janeiro vanta buone politiche di incentivo agli investimenti, un sistema fiscale tra i migliori del Brasile e capacità di innovazione. Rispetto a San Paolo il punto debole sono le infrastrutture, anche se in vista dei prossimi eventi sportivi (Mondiali nel 2014 e Olimpiadi nel 2016) si prevedono sostanziali miglioramenti. Anche lo Stato del Minas Gerais si conferma una delle regioni preferite dagli stranieri per fare business, anche se la carenza di infrastrutture può rappresentare un freno agli investimenti.

Fanalino di coda è invece lo Stato del Piauí, sulla costa settentrionale brasiliana: le istituzioni pubbliche arrancano in mezzo a corruzione e inefficienze, le infrastrutture sono all´anno zero, mentre le politiche per attrarre capitali sono praticamente inesistenti.

Prima di lasciarsi incantare dalle sirene del boom economico del gigante sudamericano, è bene dunque analizzare con cura le possibilità, ma anche i limiti che un Paese così disomogeneo presenta. Altrimenti il sogno di trasferirsi in un paradiso terrestre, all´ombra di una palma di fronte all´oceano, rischia seriamente di trasformarsi nel peggior incubo.

Guarda la classifica degli Stati brasiliani pubblicata sulla rivista Veja

Commenta