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Borse oggi: l’oro oltrepassa i 4.000 dollari l’oncia. Restano i timori per la politica in Usa, Giappone e Francia. Euro in calo

L’oro ha visto l’incredibile guadagno del 50% nel 2025, il suo più forte rialzo annuale dal 1979, che si aggiunge a un’impennata del 27% nel 2024 e a un aumento del 13% nel 2023. Oltre all’oro salgono argento e platino. Wall Street in retromarcia, crollano Oracle e Tesla. Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Ferragamo e Eni

Borse oggi: l’oro oltrepassa i 4.000 dollari l’oncia. Restano i timori per la politica in Usa, Giappone e Francia. Euro in calo

Non si allentano i problemi politici in Giappone, Francia e Stati Uniti e nel settore della tecnologia si inizia a soffrire di un senso di vertigine per la troppa altezza, e allora gli investitori si rivolgono al loro investimento rifugio preferito, l’oro, spingendolo per la prima volta oltre la vetta dei 4.000 dollari l’oncia. Wall Street ha chiuso in calo ieri e le borse asiatiche, per lo più ancora chiuse per festività, si devono accontentare di un livello di parità della borsa di Tokyo. Il cambio Euro/Dollaro scende sotto la media a 100 giorni per la prima volta da un anno, in calo dello 0,37% a 1,1612 dollari

Gli investitori guardano con trepidazione al mondo politico francese, dove il presidente Emmanuel Macron è sottoposto a crescenti pressioni affinché si dimetta o indichi elezioni parlamentari anticipate, dopo le dimissioni del suo quinto primo ministro in meno di due anni. Il premio di rischio sui rendimenti dei titoli di Stato francesi vicino al massimo degli ultimi nove mesi.

Oro oltre 4.000 dollari l’oncia. Balzano anche argento, platino e palladio

Dire che l’oro spot è in forte espansione è un eufemismo: l’incredibile guadagno del 50% registrato finora quest’anno, il suo più forte rialzo annuale dal 1979, si aggiunge a un’impennata del 27% nel 2024 e a un aumento del 13% nel 2023. Solo due anni fa veniva scambiato sotto i 2.000 dollari, oggi è salito a 4.021 dollari l’oncia, con rendimenti che superano quelli azionari di questo secolo. Il metallo ha superato i 1.000 dollari l’oncia all’indomani della crisi finanziaria globale, i 2.000 dollari durante la pandemia di Covid e i 3.000 dollari quando i piani tariffari dell’amministrazione Trump hanno travolto i mercati globali a marzo.

Tuttavia, l’interesse degli investitori per tutto ciò che riguarda l’oro rimane insaziabile. Secondo i dati del World Gold Council, gli afflussi negli ETF sull’oro a livello globale hanno raggiunto i 64 miliardi di dollari da inizio anno, con un record di 17,3 miliardi di dollari solo a settembre.

Tra i motivi alla base di questo rally mai visto ci sono le diffuse aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine, le preoccupazioni per le incertezze geopolitiche ed economiche, insieme ai timori per un’imminente scoppio della bolla dell’intelligenza artificiale.

Probabilmente significa che c’è ancora spazio per ulteriori guadagni a causa delle crescenti tensioni geopolitiche, e questo è un segnale di preoccupazione. Questa settimana Goldman ha alzato le sue previsioni sull’oro per dicembre 2026 a 4.900 dollari l’oncia, rispetto ai precedenti 4.300 dollari.

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito dell’1,2% a 48,42 dollari l’oncia, mentre platino e palladio hanno guadagnato terreno.

Wall Street in retromarcia. Crollano Oracle e Tesla

Tutti e tre gli indici statunitensi hanno chiuso in territorio negativo ieri dopo che un sondaggio della Federal Reserve di New York ha mostrato un peggioramento delle aspettative dei consumatori e un aumento delle proiezioni sull’inflazione. Gli investitori, a causa dello shutdown del governo Usa che è entrato nell’ottavo giorno, hanno dovuto fare affidamento su dati secondari, prodotti in modo indipendente, insieme alle osservazioni dei responsabili delle politiche monetarie, per valutare la probabilità che la Federal Reserve attuerà il suo secondo taglio dei tassi dell’anno nella riunione di politica monetaria di questo mese. Gli operatori stanno scontando 45 punti base di allentamento quest’anno, portando i guadagni annuali a oltre il 50%.

L’indice S&P 500 ha perso terreno, così come i titoli tecnologici, con l’aumentare dei timori che l’impennata dai minimi di aprile fosse eccessiva e ora gli investitori attendono con trepidazione l’arrivo della prossima stagione dei dati di bilancio aziendali per avere rassicurazioni. Alcuni esperti di Wall Street hanno notato che il fatto che diversi grandi titoli tecnologici registrino un’impennata a due cifre in rapida successione potrebbe essere un segnale che le valutazioni si sono allontanate dai fondamentali sottostanti. Il Dow ha chiuso in calo dello 0,20%, S&P 500 a -0,38%, Nasdaq a -0,67%

Tesla ha perso il 4,5% dopo che la casa automobilistica elettrica ha presentato il suo modello low-cost Model Y, sotto i 40.000 dollari, rendendo i suoi veicoli principali più accessibili per contrastare la perdita degli incentivi statunitensi per le auto elettriche. Amd è salita del 3,8% dopo che Jefferies ha alzato il rating del titolo a “buy” e altre società di brokeraggio hanno aumentato i loro target price il giorno dopo l’accordo di fornitura del produttore di chip con OpenAI. Dell Technologies (+1,07%) ha quasi raddoppiato le sue stime di crescita per vendite e profitti per i prossimi due anni e ha affermato che la domanda di prodotti di intelligenza artificiale estenderà queste proiezioni più elevate almeno fino all’anno fiscale 2030. Le azioni di Oracle sono crollate dopo la pubblicazione di un rapporto secondo cui il margine di profitto del produttore di software nel suo settore di cloud computing è inferiore a quanto stimato da molti a Wall Street. Sebbene Oracle abbia generato circa 900 milioni di dollari di fatturato dal noleggio di server basati su chip Nvidia Corp. nei tre mesi conclusi ad agosto, l’azienda ha registrato un utile lordo di soli 125 milioni di dollari, secondo quanto riportato da Information , citando documenti aziendali interni. Le azioni Oracle sono scese fino al 7,1%, prima di recuperare gran parte del calo, mentre Nvidia ha perso fino allo 0,6%.

Asia appensantita dal calo dei tech. Salgono i governativi giapponesi

Le azioni asiatiche si preparavano al loro maggiore calo in due settimane, con l’indice Msci delle azioni globali che si allontana dal suo massimo storico raggiunto dopo un rally di sette giorni.

Mentre la maggior parte dei mercati asiatici continua la chiusura per festività, l’indice Nikkei della borsa di Tokyo è intorno alla parità dopo due sedute consecutive da record. Sale il rendimento del bond governativo a dieci anni, a 1,68%, massimo degli ultimi quindici anni. Lo yen è scivolato al livello più basso rispetto alla valuta statunitense da febbraio, mentre continua a pesare la sorprendente vittoria di Sanae Takaichi come nuovo leader del partito liberaldemocratico al governo, vista come sostenitrice di forti spese pubbliche e allentamenti monetari. Takaichi potrebbe incotrare Trump già il prossimo 28 ottobre. Tra i titoli principali, Alibaba segna un calo dell’1,94% e Hsbc un -1,17%.

Lo yen si è indebolito fino a toccare quota 152,34 rispetto al dollaro, raggiungendo anche un nuovo record nei confronti dell’euro dall’istituzione della moneta unica nel 1999. Secondo dati di oggi i salari in Giappone sono aumentati al ritmo più lento degli ultimi tre mesi, mentre gli stipendi reali hanno continuato a diminuire.

La borsa di Hong Kong è in ribasso, indice Hang Seng -1%. Scende anche il Taiex di Taipei, -0,5%. Restano chiuse le borse della Cina e della Corea del Sud. In lieve rialzo l’azionario dell’India, indice BSE Sensex di Mumbai +0,3%. La Banca Mondiale ha ridotto le sue previsioni di crescita economica per i paesi l’Asia meridionale di quasi un punto percentuale, in parte a causa delle pesanti tariffe imposte dagli Stati Uniti all’India.

La pausa nel rally è arrivata dopo che gli investitori hanno esultato questo mese per un’ondata di alleanze in ambito IA, che hanno coinvolto OpenAI, Nvidia Corp. e aziende tecnologiche asiatiche come Hitachi Ltd. e Fujitsu Ltd. Anche la startup di intelligenza artificiale xAI , sostenuta da Elon Musk , sta raccogliendo più finanziamenti di quanto inizialmente previsto, tra cui un investimento azionario da parte di Nvidia, per portare il suo round di finanziamenti in corso a 20 miliardi di dollari.

Petrolio WTI +1% a 62,40 dollari al barile. Bitcoin a 121.270 dollari, -0,6%.

Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi su Eni e su Ferragamo

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta: -0,04% il futures sull’Eurostoxx50

Germania. E’ scesa più delle attese la produzione industriale tedesca ad agosto: -4,3%, dopo il +1,3% di luglio. Le stime degli economisti erano per un decremento dell’1%. Su base annua il calo è stato del 3,9% dal +1,5% del mese precedente. Il dato che esclude l’energia e le costruzioni ha registrato un decremento del 5,6% su base mensile. La produzione di energia è scesa dello 0,5%.

Ferragamo. Mediobanca ha alzato la raccomandazione da Underperform a Neutral. Nuovo target price a 5,40 euro, dai 5 euro precedenti.

Anima – La raccolta netta di settembre si attesta a 242 milioni di euro.

Banca Monte dei Paschi – Dopo l’acquisizione di Mediobanca, ha presentato una lista di candidati per il consiglio di amministrazione, sulla quale gli azionisti si pronunceranno il 28 ottobre. Alessandro Melzi d’Eril è proposto come amministratore delegato e Vittorio Grilli come presidente.

Bper – JP Morgan aveva il 4,463% del capitale della banca al primo ottobre. Sono le ultime rilevazioni della Consob.

Eni – La società e Ypf, principale azienda energetica argentina, stanno portando avanti con successo il progetto di esportazione di gas naturale liquefatto del bacino di Vaca Muerta. Attesa a breve una decisione finale sull’investimento. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Leonardo – Ha firmato una nuova linea di credito revolving collegata a criteri ESG, del valore di 1,8 miliardi di euro, con un pool di banche internazionali e nazionali della durata di cinque anni. La nuova linea sostituisce l’attuale Revolving Credit Facility, riducendo il margine del 30% e prolungando la durata fino al 2030.

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