Di nuovo con il fiato sospeso e, nell’incertezza, si compra oro: il metallo giallo si è spinto al nuovo record con gli investitori che guardano ai rischi sempre più concreti di una chiusura del governo Usa oggi visto che ieri non è stato raggiunto un accordo tra dem e repubblicani. Domani primo ottobre è anche il giorno in cui scatterà un parte dei nuovi dazi imposti da Trump, mentre ieri sera un proclama presidenziale ha aggiunto dazi sul legname citando la sicurezza nazionale. Per quanto riguarda gli sviluppi geopolitici, Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno dichiarato di aver concordato un piano in 20 punti volto a porre fine alla guerra a Gaza , sebbene le prospettive di pace restino poco chiare senza il coinvolgimento diretto di Hamas. Le azioni asiatiche sono in leggero rialzo, mentre i futures per le borse europee un’apertura sulla parità.
Trump impone dazi anche sul legname citando la sicurezza nazionale
Trump va avanti nel suo attacco tariffario ai partner commerciali globali e ieri sera ha annunciato che avrebbe imposto dazi del 10% sul legname, in aggiunta ai dazi del 25% sui mobili da cucina, sui mobili da bagno e sui mobili imbottiti importati. Trump lo ha fatto con un proclama presidenziale argomentando che le importazioni di legname e mobili stanno erodendo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I paesi più colpiti dalla nuova imposizione sono Canada, Vietnam e Messico, grandi fornirtori di legneme agli Stati Uniti, mentre i dazi sui prodotti del legno provenienti dalla Gran Bretagna sono limitati al 10% e quelli provenienti dall’Unione Europea e dal Giappone al 15%, aliquote in linea con l’aliquota tariffaria di base prevista dagli accordi quadro. In particolare nella proclamazione si annuncia che le tariffe sarebbero entrate in vigore il 14 ottobre, ma si aggiunge che i dazi sarebbero aumentati il 1° gennaio al 30% per i prodotti imbottiti in legno e al 50% per i mobili da cucina e i mobili da bagno importati da paesi che non hanno un accordo con gli Stati Uniti. La scadenza del 1° ottobre annuciata la scorsa settimana resta per l’importazione di prodotti farmaceutici brevettati e di autocarri pesanti.
Il rischio di uno shutdown del governo Usa alla mezzanotte di oggi si fa più concreto
Ieri sera durante un incontro alla Casa Bianca, Trump e i suoi oppositori democratici hanno fatto pochi passi per cercare di scongiurare una chiusura del governo che potrebbe interrompere un’ampia gamma di servizi già a partire da domani. Entrambe le parti sono uscite dall’incontro affermando che la colpa sarebbe dell’altra se il Congresso non prorogasse i finanziamenti governativi oltre la scadenza della mezzanotte di oggi. “Penso che ci stiamo dirigendo verso una chiusura”, ha affermato il vicepresidente JD Vance. I democratici affermano che qualsiasi accordo per estendere tale termine deve anche preservare i sussidi sanitari in scadenza, mentre i repubblicani di Trump insistono sul fatto che la sanità e i finanziamenti governativi devono essere trattati come questioni separate. Se il Congresso non interviene, migliaia di dipendenti del governo federale potrebbero essere sospesi dal lavoro, dalla NASA ai parchi nazionali, e un’ampia gamma di servizi verrebbe interrotta. I tribunali federali potrebbero essere costretti a chiudere e i sussidi per le piccole imprese potrebbero subire ritardi. Negli ultimi 15 anni, le divergenze di bilancio sono diventate relativamente all’ordine del giorno a Washington e spesso vengono risolte all’ultimo minuto. Ma la volontà di Trump di ignorare le leggi sulla spesa approvate dal Congresso ha iniettato una nuova dimensione di incertezza. In gioco ci sono 1,7 trilioni di dollari di spese “discrezionali” che finanziano le operazioni dell’agenzia, pari a circa un quarto del bilancio totale del governo, pari a 7 trilioni di dollari. Gran parte della restante parte è destinata a programmi sanitari e pensionistici e al pagamento degli interessi sul crescente debito pubblico di 37,5 trilioni di dollari.
Una chiusura potrebbe ostacolare la pubblicazione dei report economici, a cominciare dal dato chiave sul mercato del lavoro di questo venerdì, privando gli investitori e la Fed di dati cruciali per valutare l’economia statunitense.
Wall Street ieri ha chiuso in rialzo con il sostegno dei tecnologici
Ieri gli indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo, con il Nasdaq in testa ai guadagni, poiché gli investitori hanno acquistato titoli tecnologici di peso e hanno ignorato l’incertezza di un possibile shutdown del governo statunitense e le dichiarazioni aggressive dei funzionari della Federal Reserve. Dow 0,15%, S&P 500 0,26%, Nasdaq 0,48%.
Protagonisti sono stati i leader dei chip AI: Nvidia in aumento del 2%, e Microsoft in rialzo dello 0,6%. Le azioni di Electronic Arts sono salite del 4,5% dopo che l’editore del gioco ha accettato di essere privatizzato in un accordo da 55 miliardi di dollari, alimentando le speranze di prospettive di accordi più ampi
Oro a nuovi massimi. Argento, platino e rame si prendono una pausa
Il contesto è terreno fertile per far crescere ancora l’oro che ha guadagnato oggi fino allo 0,9%, raggiungendo il livello storico di 3.867,25 dollari l’oncia, superando il picco raggiunto ieri, quando aveva chiuso in rialzo del 2%. Quest’anno l’oro è salito del 47%, sulla buona strada per il maggiore guadagno annuale dal 1979, e ha stabilito una serie di record sulla domanda delle banche centrali e sulla ripresa dei tagli dei tassi di interesse da parte della Fed. Goldman Sachs Group Inc. e Deutsche Bank AG hanno affermato di prevedere che il rally si estenderà. Tra gli altri metalli preziosi, argento e platino si sono presi una pausa oggi, dopo aver raggiunto i massimi pluriennali nella sessione precedente. I metalli sono aumentati rispettivamente di circa il 63% e il 76% da inizio anno. Anche i prezzi del rame sono arretrati. Le preoccupazioni per un possibile lockdown hanno anche pesato sui titoli del Tesoro Usa rimasti sui livelli raggiunti ieri, mentre l’indicatore del dollaro ha mantenuto le perdite.
Borse asiatiche in lieve rialzo
Le azioni asiatiche sono salite dello 0,4% e sono pronte per il sesto mese consecutivo di guadagni, la serie di vittorie più lunga dal 2018. Settembre si sta per chiudere con un rialzo del 3,7% dell’indice di riferimento, l’MSCI Asia Pacific. Il bilancio trimestrale è +7,8%.
L’indice Nikkei di Tokyo è sulla parità: il trimestre si sta per chiudere con un rialzo dell’11,3%. Lo yen si apprezza per il terzo giorno consecutivo sul dollaro, a 148,5, anche per effetto delle ultime indicazioni di politica monetaria arrivate dai verbali della riunione del consiglio esecutivo della Banca del Giappone del 18-19 settembre. “Potrebbe essere il momento di considerare un nuovo aumento del tassi di interesse di riferimento” ha detto nella sintesi dell’evento uno dei nove membri del consiglio. Tuttavia, “poiché il grado di rallentamento dell’economia statunitense rimane incerto, è opportuno che la banca mantenga la sua attuale posizione”. Il dato di oggi mostra una produzione industriale in Giappone diminuita per il secondo mese consecutivo ad agosto, poiché le aziende hanno mantenuto un atteggiamento cauto in un contesto globale offuscato dalla campagna tariffaria intrapresa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il calo è stato dell’1,2% rispetto al mese precedente, lo stesso ritmo di luglio. La flessione, guidata dai prodotti metallici e dai macchinari elettronici, è stata più pesante delle previsioni mediane di un calo dello 0,9%
In Cina le borse sono poco mosse nell’ultimo giorno del trimestre. Hang Seng di Hong Kong -0,1%, +10,5% la variazione dei tre mesi. Zijin Gold International ha esordito su questo listino con un rialzo del 65%: la società controllata dal primo operatore minerario cinese ha raccolto 3,2 miliardi di dollari nell’offerta pubblica iniziale, la più grande del mondo da maggio. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +0,2%+17,5% il bilancio trimestrale. L’attività manifatturiera in Cina ha registrato un leggero miglioramento, ma ha prolungato il suo declino per il sesto mese consecutivo, il periodo di recessione più lungo dal 2019. L’indice ufficiale dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero è stato di 49,8, contro i 49,4 di agosto, secondo quanto comunicato oggi dall’Ufficio Nazionale di Statistica, sotto le stime di un 49,6. L’indice dell’attività non manifatturiera nel settore delle costruzioni e dei servizi è sceso più del previsto a 50 da 50,3 del mese scorso
La borsa della Corea del Sud è piatta, l’indice Kospi si avvia a chiudere il trimestre con un rialzo dell’11,5%. Lo scorso mese, la produzione industriale coreana è salita meno del previsto. In India l’indice BSE Sensex di Mumbai, oggi sulla parità, è in calo del 3,2% rispetto al primo giorno del trimestre.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Intesa Sanpaolo, Poste italiane
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità, future EuroStoxx 50 -0,1%.
Germania. Le vendite al dettaglio tedesche sono inaspettatamente diminuite ad agosto, con un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente, in base ai dati pubblicati sul sito web dell’ufficio federale di statistica. Gli analisti intervistati da Reuters avevano previsto un aumento dello 0,6%.
Il Fondo Nazionale Strategico sponsorizzato dal Tesoro e dal CDP ha approvato il primo fondo lanciato da Eurizon, altri 5 fondi dovrebbero ottenere l’approvazione entro la fine dell’anno e arrivare a 10 entro la metà del 2026, iniziando a investire nella prima metà del 2026. L’obiettivo di 0,7/1,0 miliardi di euro di raccolta dovrebbe essere raggiunto.
Banca Monte Paschi. Tre banchieri italiani di cui uno è il country manager di Ubs, Riccardo Mulone: è questa, secondo MF, la short list per il ruolo di ceo di Mediobanca messa a punto dal comitato nomine del Montepaschi in vista della scadenza di venerdì 3 ottobre.
Brunello Cucinelli. La società anticipa al primo ottobre il rilascio dei dati preliminari, un segnale di fiducia per gli investitori. Bernstein ha alzato il giudizio da Market Perform a Outperform, target 119 euro
Intesa Sanpaolo. “Le attività di asset management hanno raggiunto dimensioni apprezzabili”. Lo ha detto Tommaso Corcos, responsabile della divisione wealth management della banca torinese. Il manager ha aggiunto che “non ci sono operazioni sul tavolo”.
Leonardo. Dopo le proteste pro-Palestina e contro la guerra della vigilia l’amministratore delegato Roberto Cingolani, in un’intervista al Corriere della Sera ha delineato la strategia dell’azienda relativa alla consegna di armamenti.
Poste italiane. Berenberg alza il target price a 22,6 euro.
Saipem. Le trattative per l’acquisto di Sonsub, la divisione di droni sottomarini di Saipem, da parte di Fincantieri vanno avanti, ma bisognerà attendere prima la fusione effettiva fra Saipem e la norvegese Subsea7.
MFE. Prorogata di sei mesi l’esclusiva tra Rai, socio di controllo di RaiWay, e F2i e MediaForEurope, azionisti di EiTowers, per negoziare l’eventuale aggregazione tra le due societa’ di torri di trasmissione del segnale televisivo. Lo si legge in una nota. Le parti avevano siglato un memorandum di intesa non vincolante a dicembre 2024 in scadenza alla data di oggi, 30 settembre. L’allungamento dei tempi, precisa il comunicato, riguarda anche tutti gli altri termini per il compimento di atti o attivita’ non ancora compiute o completate previste dal memorandum.
Pirelli ha comunicato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha archiviato il procedimento avviato contro CNRC (ie Sinochem) per presunte violazioni del Decreto Golden Power del 16 giugno 2023. L’archiviazione è stata decisa perché non sono emerse prove che i consiglieri designati da CNRC abbiano compromesso l’autonomia gestionale di Pirelli.