Di venerdì spesso si accumulano sui mercati i timori accumulati nel corso della settimana e gli investitori sono portati a vendere le posizioni più rischiose e cercare rifugio in asset più sicuri. E questo venerdì conferma la regola: i timori di valutazioni troppo elevate dei titoli tecnologici, di un rinvio da parte della Fed della riduzione dei tassi, di dati economici in arrivo dopo la fine dello shutdown che indichino un’economia Usa poco brillante si sono incrociati e hanno portato gli investitori a vendere i titoli azionari, da Wall Street all’Asia e, dalle indicazioni dei futures anche in Europa. In calo anche i titoli obbligazionari, il bitcoin e il dollaro. A vincere è sempre lui, sua Maestà l’oro, insieme al suo fedele vassallo, l’argento. Sale invece il petrolio. Così tutto l’entusiasmo che era cosro sui mercati questa settimana per la fine del più lungo shutdown della storia è svanito come neve al sole.
Wall Street ieri è crollata guidata da Nvidia e altre Big tech. Occhi alla Fed
Ieri Wall Street ha chiuso in netto calo, con forti perdite per Nvidia e altri pesi massimi dell’intelligenza artificiale, mentre gli investitori hanno ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi di interesse a causa delle preoccupazioni sull’inflazione e delle divisioni tra i banchieri centrali sulla salute dell’economia Usa. Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato i cali percentuali giornalieri più marcati degli ultimi mesi: S&P 500 ha chiuso a -1,66%, Nasdaq a -2,29%, Dow a -1,65%.
Le azioni di alcune delle società con le migliori performance del mercato azionario Usa sono crollate, poiché gli investitori si sono preoccupati per le valutazioni elevate alimentate dall’ottimismo sull’intelligenza artificiale. Nvidia è scesa del 3,6%, Tesla del 6,6% e Broadcom del 4,3%. Da segnalre anche il crollo del 7,8% di Walt Disney dopo che il colosso dei media ha detto che la lotta con YouTube TV sulla distribuzione dei suoi canali via cavo potrebbe essere più lunga del previsto. Gli investitori metteranno presto alla prova queste elevate valutazioni delle Big tech quando Nvidia l’azienda con il valore più alto al mondo, pari a 4,5 trilioni di dollari, pubblicherà i risultati finanziari mercoledì prossimo. Il titolo è balzato del 39% quest’anno, superando sia l’S&P 500 che il Nasdaq 100.
Sale invece Cisco Systems, con un rialzo del 4,6%, dopo aver aumentato le previsioni di utili e ricavi per l’intero anno, scommettendo sulla domanda di apparecchiature di rete.
Negli ultimi giorni, un numero crescente di esponenti della Federal Reserve ha manifestato dubbi riguardo a ulteriori tagli dei tassi di interesse. I funzionari della Fed intervenuti di recente hanno citato preoccupazioni sull’inflazione e segnali di relativa stabilità nel mercato del lavoro dopo i due tagli dei tassi di interesse statunitensi di quest’anno. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori stimano una probabilità del 47% circa di un taglio dei tassi di 25 punti base a dicembre: un crollo rispetto alla probabilità del 70% della scorsa settimana.
Bloomberg scrive che Trump sta preparando consistenti riduzioni delle tariffe doganali per affrontare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di uso comune come carne bovina, banane e caffè e una serie di nuovi accordi commerciali, tra cui accordi quadro con Argentina, Guatemala, El Salvador ed Ecuador.
Asia, tutte le borse sono in calo. Vanno a ruba i tech sudcoreani
Sulla scia del crollo di Wall Street sono in calo anche tutte le borse dell’Asia con aziende tecnologiche a guidare i ribassi, dopo quattro giorni consecutivi di guadagni.
L’indice Msci Asia Pacific perde l’1,3%. In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong è in calo dell’1,3%, comunque in rialzo dell’1,9% nella settimana. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è a -0,7%, con un -0,3% sulla settimana. Taiex di Taipei è a -1,7%, e a -0,8% in settimana. Tencent è in calo dell’1% nonostante dati positivi del trimestre. Il colosso cinese ha registrato un aumento del fatturato del 15%, meglio delle aspettative. I ricavi internazionali derivanti dai giochi sono saliti del 43%. L’utile netto è aumentato di circa il 19%. La società ha ribadito di voler adottare un approccio prudente sullo sviluppo dell’IA, in contrasto con quel che fa la concorrenza: Alibaba e ByteDance che hanno investito miliardi nell’infrastruttura dell’IA e nel lancio di prodotti basati su questa tecnologia. I dati di oggi in Cina hanno dipinto un quadro macroeconomico contrastante. Le vendite al dettaglio, un importante indicatore della spesa dei consumatori, sono cresciute del 2,9% su base annua in ottobre. Il dato ha superato la previsione del 2,73% del fornitore di dati finanziari Wind e ha segnato un leggero calo rispetto all’aumento del 3% di settembre. La produzione industriale è aumentata del 4,9% in ottobre, rallentando rispetto all’espansione del 6,5% di settembre e risultando inferiore alla stima del 5,52% di Wind.
Indice Nikkei di Tokyo è a -1,8%, quasi azzerando la performance settimanale. Si rafforza leggermente lo yen, a 154,5 sul dollaro. In Corea del Sud, l’indice Kospi di Seul è a -3,8%, ma il bilancio settimanale, per effetto dei guadagni dei giorni scorsi resta molto positivo, +2%. SK Hynix perde il 6% ma si avvia a chiudere la sesta settimana consecutiva di rialzo, in ottobre il guadagno del titolo del produttore di chip di memoria è stato del 61%. Gli investitori stranieri hanno acquistato titoli sudcoreani per sei mesi consecutivi, puntando soprattutto su quelli dei semiconduttori, secondo i dati diffusi oggi dall’autorità di vigilanza finanziaria. Gli acquirenti offshore hanno comprato per un valore netto di 4,21 trilioni di won (2,9 miliardi di dollari Usa) nel mese di ottobre, rimanendo acquirenti netti da maggio, si legge nella nota del Financial Supervisory Service (FSS). Il mese scorso il governo ha rivisto le leggi e i regolamenti a sostegno del mercato azionario. Le partecipazioni straniere in titoli quotati locali ammontavano a 1.248,9 trilioni di won (851,6 miliardi di dollari) alla fine di ottobre, rappresentando il 30,1% della capitalizzazione di mercato totale.
Nel mercato delle materie prime, oro e argento hanno registrato un rialzo, con entrambi in procinto di registrare sostanziali guadagni settimanali. L’oro si è mantenuto vicino ai 4.200 dollari l’oncia, in rialzo di circa il 5% questa settimana. L’argento ha guadagnato oltre il 10% negli ultimi cinque giorni.
Il Bitcoin è sceso sotto i 98.000 dollari ai minimi da maggio e ha perso oltre il 20% da inizio ottobre.
Petrolio in rialzo dopo gli attacchi ucraini alle infrastrutture della raffinazione della Russia, Brent a 64 dollari il barile, WTI a 59,7 dollari.
Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi ad Azimut ed Enel
Le borse europee asono viste aprire in calo. Il future sull’Eurostoxx 50 è a -0,47%
Enel. Il colosso elettrico ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2025, periodo che ha visto un aumento dei ricavi e della redditività ordinaria. In crescita l’indebitamento. Il management di Enel ha confermato i target finanziari relativi all’esercizio 2025 e ha comunicato l’ammontare dell’acconto del dividendo 2026 (relativo all’esercizio 2025).
Azimut, crollata ieri in borsa del 10%, ha ribadito la volontà di proseguire con il progetto di spin-off della nuova wealth management bank Tnb, nonostante le incertezze legate ai rilievi dell’ispezione di Banca d’Italia e ha confermato la propria politica di remunerazione agli azionisti.
Terna ha chiuso i nove mesi con un utile netto di 852,7 milioni di euro, in crescita del 4,9% rispetto allo stesso periodo 2024 su ricavi pari a 2.882,3 milioni, in aumento dell’8,9%, Interpump riunisce il cda sui conti del terzo trimestre del 2025.
Webuild ha annunciato che gli ordini acquisiti da inizio anno sono pari a 9,3 miliardi, portando il totale di acquisizione ordini del triennio 2023-2025 a 45 miliardi. Il dato supera di quasi 10 miliardi il target previsto dal piano industriale “Roadmap al 2025-The Future is Now” per il triennio. Il gruppo di costruzioni ha costruito un portafoglio ordini tra i più alti del settore, che garantisce ampia visibilità sui ricavi futuri (4 anni), rappresentando una base solida per il prossimo piano industriale.
Fincantieri ha siglato con Kayo, società albanese specializzata nello sviluppo di infrastrutture industriali strategiche, un Memorandum of Understanding per avviare una joint venture dedicata alla costruzione e manutenzione di navi militari in Albania.
Banco BPM. KBW taglia il giudizio a Underperform, da Market Perform, target price a 13,28 euro.
Bper Banca. KBW taglia il giudizio a Market Perform, target price a 11,6 euro.
Banca Monte Paschi. KBW alza il giudizio a Out Perform, target price a 10,1 euro.
Intesa Sanapaolo. KBW taglia il giudizio a Market Perform, target price a 6,46 euro.
Richemont, società del lusso specializzata in gioielli e orologi, ha registrato una crescita più robusta nel secondo trimestre rispetto al periodo precedente. L’incremento organico, che si era attestato al 6% nel primo trimestre, ha raggiunto il 14% nel trimestre estivo. Nel secondo trimestre dell’esercizio 2025/26, terminato a fine settembre, anche il segmento orologi, ultimamente in difficoltà, è tornato a crescere. Inoltre, il mercato cinese ha ripreso a espandersi. I titolo sta per aprire in rialzo del 5%.
Poste Italiane – Barclays alza target price a 20 euro da 19,2. Jefferies alza target price a 21,5 euro da 18,9
Stellantis. Acc, joint venture tra Stellantis, TotalEnergies e Mercedes, starebbe per rinunciare “definitivamente” al progetto di costruzione di una gigafactory a Termoli che era già stato messo in stand-by. Lo scrive MF.