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Borse oggi in stand by poco sotto i massimi in attesa di grandi eventi ma il sentiment positivo porta a vendite di oro e azioni minerarie

Alla vigilia dei grandi eventi, tra trimestrali delle megacap e annunci di politica monetaria, i mercati si prendono una pausa dopo aver raggiunti i massimi storici. Trump incontrao la neo premier giapponese. Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi a Stellantis, Leonardo

Borse oggi in stand by poco sotto i massimi in attesa di grandi eventi ma il sentiment positivo porta a vendite di oro e azioni minerarie

Alla vigilia di fatti eccezionali i mercati consolidano le posizioni vicini ai massimi storici raggiunti. Domani sarà la Fed a segnare il ritmo del mercato, non solo con la sua decisione di ridurre i tassi di 25 punti base, data per scontata, quanto per le indicazioni sullo stato dell’economia Usa presente e futura. Sempre da domani piomberanno sul mercato le trimestrali di cinque aziende Usa che da sole rappresentano circa un quarto dell’indice di riferimento di Wall Street. Nel frattempo Trump continua il suo viaggio in Asia e dopo aver fornito speranze di un accordo con la Cina quando incontrerà Xi giovedì, si è intrattenuto a firmare trattati con la neopremier giapponese. Il clima di distensione porta da una parte gli investitori a uscire di loro rifugi con l’oro che scende sotto il livello di 4.000 dollari l’oncia e le azioni delle terre rare che crollano, mentre la fiducia in una ripresa economica porta a un aumento del prezzo del rame. Intanto il colosso petrolifero russo Lukoil ha comunicato che venderà i suoi asset esteri, dopo che Washington ha annunciato sanzioni contro le società Rosneft e Lukoil, con l’obiettivo di bloccare i guadagni della Russia e costringerla a negoziare un cessate il fuoco in Ucraina. Giovedì anche Bce e Boj si pronunceranno sui tassi.

Dopo una chiusura in netto rialzo ieri a Wall Street, le borse asiatiche oggi si sono leggermente allontanate dai picchi di ieri e quelle europee indicano un’apertura

Wall Street ieri in volata grazie alla distensione Usa-Cina. Crollano le azioni minerarie

Ieri i principali indici di Wall Street hanno registrato massimi di chiusura record per il secondo giorno consecutivo, con investitori fiduciosi sulle prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, in attesa di una settimana ricca di conti trimestrali tecnologici di alto profilo e di un taglio dei tassi di interesse statunitensi ampiamente previsto.

Il Dow ha chiuso in rialzo dello 0,71%, S&P 500 dell’1,23% chiudendo per la prima volta sopra il livello di 6.800, Nasdaq a +1,86%. Tra gli 11 principali settori dell’indice S&P 500, tre hanno registrato un forte rialzo. I servizi di comunicazione hanno registrato un aumento del 2,3%, con Alphabet in testa alla classifica con un rialzo del 3,6%. I tecnologici hanno chiuso in rialzo del 2%, insieme all’indice Philadelphia Semiconductor che ha aggiunto il 2,7%. La miglior performance è di Qualcomm, che ha registrato un’impennata dell’11% dopo aver presentato due chip AI per data center, la cui disponibilità commerciale inizierà l’anno prossimo. Nvidia, leader nei chip AI, è cresciuta anche del 2,8% e ha fornito la spinta maggiore all’indice S&P 500. Tesla ha registrato un rialzo del 4,3% grazie all’ottimismo sui colloqui tra Stati Uniti e Cina. Amazon. ha annunciato che taglierà posti di lavoro in diversi reparti aziendali chiave, tra cui logistica, pagamenti, videogiochi e cloud computing, secondo fonti vicine alla vicenda. I licenziamenti, previsti già per martedì, potrebbero interessare fino a 30.000 posti di lavoro, ha riportato ieri Reuters, citando fonti interne.

Invece sono crollate le azioni delle società minerarie di terre rare quotate negli Stati Uniti, poiché le prospettive di un accordo tra Stati Uniti e Cina hanno attenuato i timori di interruzioni dell’approvvigionamento che avevano sostenuto il settore quest’anno. Le azioni di Critical Metals ha chiuso in ribasso del 13,7%, mentre NioCorp Developments, è sceso dell’11,5% e Ramaco Resources è sceso del 2,6%. Azioni quotate negli Stati Uniti di società cinesi tra cui Alibaba Group Holding, JD.com, PDD Holdings ha registrato un rialzo tra il 2,7% e il 3%, mentre Baidu è salito del 4,8%. Le azioni delle società argentine quotate negli Stati Uniti sono balzate dopo la vittoria elettorale del presidente Javier Milei .

Il rally di Wall Street e soprattutto l’inarrestabile corsa del settore tecnologico verrà messo alla prova da domani, con gli investori che vorranno verificare se le incredibili spese in conto capitale legate all’intelligenza artificiale hanno riscontro su ricavi e i profitti. Mercoledì e giovedì, cinque aziende che rappresentano circa un quarto del benchmark statunitense – Microsoft Corp. , Alphabet Inc. , Meta Platforms Inc. , Amazon.com e Apple Inc. – pubblicheranno i risultati. Ieri, un indicatore delle megacap “Magnifiche Sette” è balzato del 2,6%. Le aspettative sono elevate, dato che del 30% delle società dell’indice S&P 500 che hanno pubblicato i risultati finora, l’85% ha superato Wall Street in termini di utili per azione.

L’Asia storna dai picchi. Forte feeling tra Trump e la neo premier giapponese Takaichi

I mercati azionari asiatici si prendono una pausa con gli indici di Giappone, Taiwan e Corea del Sud tutti vicini ai massimi storici. Il Nikkei è in calo dello 0,2%, dopo essere balzato del 2,5% ieri, grazie al rally registrato in tutti i settori tecnologici che lo ha portato a guadagni di quasi il 27% dall’inizio dell’anno. Il nuovo primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Tokyo per discutere di legami di difesa, scambi commerciali e un pacchetto di investimenti negli Stati Uniti, nell’ambito di un accordo da 550 miliardi di dollari concluso all’inizio di quest’anno. Trump e Takaichi promettono un'”età dell’oro” per l’alleanza tra i due Paesi.

Le azioni sudcoreane sono scese dell’1,2%, riducendo solo in parte il balzo del 2,6% di ieri. Il sentiment è stato favorito dai dati di oggi che mostrano che l’economia ha superato le previsioni nel terzo trimestre, trainata dalla solidità dei consumi e delle esportazioni. L’indice più ampio di MSCI per le azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è sceso dello 0,2%, mentre le blue chip cinesi sono in rialzo dello 0,2%. L’indice composito di Shanghai ha superato la soglia dei 4.000 per la prima volta dalla metà del 2015. Hsbc, il titolo del colosso bancario anglo cinese è in rialzo del 3% all’indomani della pubblicazione dei dati del terzo trimestre superiori alle stime, trainati dalle sue principali attività patrimoniali, nonostante un accantonamento di 1,1 miliardi di dollari legato ai casi di frode di Bernard Madoff abbia pesato sugli utili.

Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping si incontreranno giovedì per decidere un quadro che potrebbe sospendere i dazi doganali più pesanti imposti dagli Stati Uniti e le restrizioni all’esportazione di terre rare della Cina. Alcuni analisti hanno messo in guardia: l’accordo sembra ignorare questioni spinose. Le lotte fondamentali per la sicurezza nazionale sono rimaste irrisolte, dicono gli analisti, così come la missione principale dichiarata da Trump di riequilibrare gli scambi commerciali. A complicare ulteriormente il tutto, gli investimenti cinesi in America rimangono fortemente limitati.

Le scommesse su una prospettiva accomodante della Fed hanno visto il dollaro scivolare dello 0,4% a 152,20 yen, dopo essersi fermato poco prima del recente picco di 153,29 durante la notte. L’euro è salito fino a 1,1660 dollari, ma rimane al di sotto della resistenza a 1,1728 dollari. L’indice del dollaro ha perso lo 0,3% a 98,643, ma è rimasto ben all’interno del recente intervallo di negoziazione.

Nei mercati delle materie prime, il rame, un indicatore della crescita globale, è in rialzo. Invece i prezzi del petrolio sono scesi in seguito a un rapporto di Reuters secondo cui otto nazioni Opec+ sono propense a un altro modesto aumento della produzione di petrolio per dicembre, quando si incontreranno domenica, mentre l’Arabia Saudita spinge per riconquistare quote di mercato. Il Brent è sceso dello 0,2% a 65,51 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è sceso dello 0,2% a 61,20 dollari al barile. L‘oro è in calo dell’1% a 3.930 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi a Stellantis e Leonardo

Le borse europee sono attese in lieve calo in avvio di seduta: -0,2% il futures sull’Eurostoxx50

Auto Europa: Acea, nuove immatricolazioni salgono del 10,7% a settembre. Crescita a doppia cifra in Spagna (+16,4%) e Germania (+12,8%) e dai progressi in Italia (+4,2%) e Francia (+1,0%) Quelle di Stellantis salgono dell’11,5% annuo trainata da Citroën e Fiat, quelle di Tesla scendono del 10,5%.

Eni. Hsbc taglia il giudizio da Buy a Hold, target 16,50 euro.

Leonardo. La Turchia ha firmato con il primo ministro britannico Keir Starmer un accordo da 8 miliardi di sterline per l’acquisto di 20 jet Eurofighter Typhoon. Il ministero della Difesa turco ha fatto inoltre sapere di avere intenzione di acquistare ulteriori 24 Typhoon, 12 dall’Oman e 12 dal Qatar.

Poste italiane. Il Ceo Matteo Del Fante ha confermato che il dividendo può crescere in sintonia con il prezzo delle azioni, il rendimento non diminuirà. Lo stesso, ha affermato che non è necessario entrare nel Consiglio di Amministrazione di TIM. Esclusa la fusione tra Poste Vita e Banco Posta perché ci sono complicazioni regolamentari.

Interpump. La società elvetica Bucher Industries, attiva in ambiti industriali analoghi, ha presentato dati del trimestre positivi, in particolare per quel che riguarda i nuovi ordini.

Unicredit. Goldman Sachs ha alzato il target a 84,30 euro.

Avio ha confermato la guidance 2025 presentando i risultati dei primi nove mesi dell’anno, con un portafoglio ordini di 1,86 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto alla fine del 2024, e un EBITDA reported di 15,2 milioni di euro, in crescita del 25,9% su base annua, grazie all’aumento dei ricavi, in parte compensato dall’aumento dei costi energetici.

Sogefi ha registrato nei primi nove mesi del 2025 un calo dei ricavi a cambi correnti, mentre l’utile netto delle attività in continuità è cresciuto significativamente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

BNP Paribas ha comunicato risultati inferiori alle previsioni sugli utili del terzo trimestre, dopo aver segnalato i costi per l’integrazione di AXA Investment Managers e l’aumento della liquidità necessaria per le sofferenze, tra cui una non meglio definita “situazione creditizia” nella divisione dei mercati globali.


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