Il mercato obbligazionario aveva lanciato l’allarme da settimane, mentre i mercati azionari, drogati dall’intelligenza artificiale continuavano a correre. Ma le nuove indicazioni di un’inflazione galoppante, che potrebbe portare ad aumenti dei tassi, hanno fatto aprire gli occhi anche agli investitori azionari che hanno iniziato a vendere in modo consistente in Asia, mentre i futures indicano un’apertura in calo anche per le borse europee e per Wall Street. Intanto i titoli di stato globali continuano a mostrare rendimenti in crescita, con il benchmark trentennale Usa che è salitooltre il 5%. Del resto il contesto non è dei migliori, con il petrolio in rialzo e Trump che ha detto di aver perso la pazienza con l’Iran. Gli investitori portano a casa benefici in vista del weekend.
Trump dice di aver perso la pazienza con l’Iran e il petrolio sale di oltre l’1%
A incombere su tutto c’è la crisi in Medio Oriente, con Trump che ha detto di aver perso la pazienza con l’Iran mentre persistono preoccupazioni per gli attacchi e i sequestri di navi, nonostante Teheran avesse detto che circa 30 imbarcazioni erano transitate attraverso lo Stretto di Hormuz: si tratta comunque di un flusso esiguo rispetto al normale traffico prebellico. Inoltre stanotte Trump ha detto in un’intervista a Fox News che gli Stati Uniti non hanno alcuna necessità di una riapertura dello Stretto di Hormuz: il Ministero degli Esteri della Cina ha invece chiesto un ritorno alla libera navigazione ed un proseguimento del negoziato con l’Iran.
Crescono le preoccupazioni che lo stretto rimanga ostruito anche dopo giugno, prosciugando le riserve globali e trascinando il mondo in una vera e propria crisi energetica. I futures del petrolio Brent sono aumentati di 1,32 dollari, pari all’1,25%, raggiungendo i 107,04 dollari al barile, mentre i futures del West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono saliti di 1,33 dollari, pari all’1,31%, a 102,50 dollari.
In rialzo i rendimenti dei titoli di Stato ovunque
Gli investitori già da giorni hanno manifestato un calo dell’interesse per i titoli di stato, proprio mentre l’inflazione si sta surriscaldando. Questa settimana le deboli aste di titoli del Tesoro statunitensi sono state un ulteriore segnale d’allarme con il titolo trentennale che ha chiuso al 5% per la prima volta dal 2007. Stamane i rendimenti hanno toccato il 5,061%, il massimo degli ultimi 10 mesi. Nemmeno la parte a breve termine è al sicuro, con il rendimento biennale che ha raggiunto il 4,055%, il picco di un anno.
I mercati stanno rapidamente ridefinendo le prospettive della Federal Reserve. La probabilità di un ulteriore aumento dei tassi quest’anno è più che raddoppiata in una settimana, raggiungendo il 45%, persino con Kevin Warsh, il candidato scelto da Trump per guidare la Fed.
In Giappone il rendimento del titolo trentennale ha raggiunto il livello più alto dal suo debutto nel 1999, mentre anche i rendimenti dei titoli a 20 e 40 anni hanno toccato i massimi da decenni, riflettendo anche le rinnovate preoccupazioni sulla situazione fiscale del Giappone, dopo le notizie secondo cui il governo starebbe valutando misure supplementari di mitigazione del caro vita, secondo l’agenzia di stampa Kyodo News. La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha ribadito che il governo non ha bisogno di elaborare un bilancio supplementare per il momento, aggiungendo che il recente aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi fa parte di una tendenza globale più ampia. “I rendimenti obbligazionari sono in aumento in tutti e tre i principali mercati”, ha dichiarato Katayama ai giornalisti questa notte. “Questi sviluppi interagiscono tra loro, creando una sorta di effetto cumulativo”, ha detto, aggiungendo che la situazione è sotto controllo: “Abbiamo 1.000 miliardi di yen (6,3 miliardi di dollari) in fondi di riserva per il bilancio dell’anno fiscale 2026. Non abbiamo ancora utilizzato questi fondi”.
Wall Street ieri in netto rialzo con un’impennata di Nvidia e Cisco
Ieri Wall Street ha raggiunto nuovi massimi grazie trainate da un rally dei titoli tecnologici, mentre gli investitori hanno assimilato dati economici generalmente solidi. Dow Jones ha chiuso a +0,75%, S&P 500 a +0,77%, Nasdaq a +0,88%. l’S&P 500 e il Nasdaq hanno raggiunto l’ennesimo massimo storico di chiusura.
Trump ha partecipato al vertice in Cina accompagnato da un seguito che includeva Tesla Il ceo di Tesla Elon Musk e il ceo di Nvidia Jensen Huang. Le azioni di Nvidia hanno chiuso in rialzo del 4,4% dopo che gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita dei chip H200 dell’azienda a società cinesi. Cisco è balzato del 13,4% raggiungendo un massimo storico dopo che il gigante delle reti informatiche ha annunciato il taglio di quasi 4.000 posti di lavoro nell’ambito di un piano di ristrutturazione e ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato annuo. La Cina ha concordato l’acquisto di 200 aerei da Boeing, ha detto il presidente Trump a Fox News. Ciononostante, il titolo del costruttore di aerei è sceso del 4,7%.
Sul fronte economico, le vendite al dettaglio sono state in linea con le aspettative, ma sostenute dall’aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra con l’Iran. La benzina è stata in gran parte responsabile del maggiore aumento dei prezzi delle importazioni da ottobre 2022. Una serie di rapporti sull’inflazione pubblicati questa settimana ha evidenziato il rischio che l’impennata dei costi energetici si propaghi ad altri beni e servizi, spegnendo le speranze di tagli dei tassi di interesse a breve termine da parte della Federal Reserve statunitense. Il presidente della Federal Reserve di Kansas City, Jeffrey Schmid, ha definito l’inflazione il “rischio più pressante” per l’economia statunitense, che ha descritto come “resiliente”.
Stamane i future indicano invece una direzione inn calo: quelli del Nasdaq sono scesi dello 0,6%, mentre i future dell’S&P 500 hanno perso lo 0,4%
Asia quasi tutta in rosso. La visita di Trump a Xi si chiude con un incontro privato
Si apre oggi l’ultima giornata di visita di Trump a Xi Jinping con un incontro privato Zhongnanhai, che ospita i vertici del Partito comunista cinese e si estende su una superficie di circa 600 ettari, di cui 280 costituiti da un lago, e comprende padiglioni, giardini e uffici, riporta la Cnn.
Le borse sono quasi tutte in rosso. Nella Corea del Sud, l’indice Kospi perde il 6,6% nel finale di seduta, a 7.500 punti, dopo che invece all’inizio della seduta aveva toccato la soglia degli 8.000 punti. Il bilancio settimanale resta ampiamente positivo, +2%. Il sottoindice tecnologico del Kospi ha subito il peso maggiore della svendita estera, con deflussi netti superiori a 2 miliardi di dollari. Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno contribuito in larga parte al rally di circa l’80% del Kospi quest’anno, perdono almeno il 5%.
L’indice Nikkei giapponese ha perso il 2,6% dopo che i prezzi alla produzione hanno registrato il maggiore aumento degli ultimi tre anni, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone a giugno.
In Cina, l’indice Hang Seng di Hong Kong -0,9% (-0,9% il bilancio settimanale). CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen perde l’1,4%. Taiex di Taipiei -0,5%.
A Taiwan, da segnalare il rialzo del 5% di Hon Hai Precision Industry, importante partner di Nvidia per l’assemblaggio di server, dopo aver annunciato una aumento degli utili trimestrali del 19% superiore alle aspettative. Hon Hai prevede una crescita sostanziale delle vendite quest’anno, con l’hardware per l’IA come principale motore di crescita.
Il dollaro si avviava a registrare un guadagno settimanale dell’1,3% spingendo lo yen al di sotto della soglia di 158, tenendo gli operatori in allerta per possibili ulteriori interventi da parte di Tokyo. La sterlina è scesa al minimo di un mese a 1,3357 dollari, dopo aver perso lo 0,9% nella sessione precedente a seguito delle dimissioni del ministro della Sanità britannico Wes Streeting, aggravando la crisi politica nel Paese.
Borse europee verso un’apertura in calo. A Piazza Affari occhi a Stellantis, Unipol
Le borse europee sono viste aprire in in calo: Euro Stoxx 50 -1,5%.
A2A – Ha identificato a Brescia e Cassano d’Adda i siti dove realizzare i primi data center a partire dal 2027, ha detto l’AD Renato Mazzoncini.
Stellantis – Ha rafforzato la partnership con Dongfeng per produrre nuovi modelli NEV Peugeot e Jeep destinati al mercato cinese. È previsto un investimento di 130 mln con l’obiettivo di produzione fino a 500 mila veicoli.
Telecom Italia – Fitch ha alzato il rating a ‘BB+’, confermando l’outlook stabile.
Unipol – Ha chiuso il primo trimestre con un risultato netto consolidato reported pari a 329 milioni di euro +15,4% su base annua. Il risultato netto consolidato ammonta a 433 milioni, +6,2%. Raccolta diretta assicurativa in crescita a 4,8 miliardi, +7,1%.
Cy4gate – Nel primo trimestre ha superato nettamente le aspettative in termini di ricavi, margini e generazione di liquidità. Le previsioni sui ricavi sono state confermate
Ferragamo – Il gruppo del lusso ha chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell’1,2%, mentre le vendite wholesale sono scese del 19%.
Webuild – Il CDA ha esaminato i dati relativi all’andamento del business da inizio 2026, con nuovi ordini per 3 miliardi interamente in geografie a basso profilo di rischio.
