La giornata sembra iniziare sotto i migliori auspici: gli ostaggi che vengono rilasciati a Gaza nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, mentre nel pomeriggio si terrà il Summit internazionale per la Pace, Trump che ieri sera si è detto disponibile a raggiungere un’intesa con la Cina per placare le nuove tensioni commerciali, mentre Macron ha nominato un nuovo governo riprovando a sedare la crisi. Ce n’è abbastanza per i mercati per riprendersi dal forte calo che aveva caratterizzato la seduta di venerdì e di nuovo c’è la corsa per salire sul treno. Solo le azioni cinesi sono in calo, con Pechino che sembra non vorrer rinunciare alla sua stretta sulle terre rare. Invece i future sugli indici di Wall Street sono tutti in rialzo e anche le borse europee sono viste aprire in territorio positivo. Le aspettative rimangono elevate per la stagione dei dati trimestrali Usa che parte domani con le principali banche.
Gli ostaggi vengono liberati a Gaza in questi minuti
Nel quarto giorno del proclamato cessate il fuoco a Gaza è arrivato il momento più atteso: secondo la Croce Rossa è iniziato il rilascio dei 20 ostaggi israeliani ancora vivi a Gaza e la consegna di altri 28, di cui 26 morti e due la cui sorte è sconosciuta. Il Ministero della Giustizia israeliano ha diffuso i nomi di 250 palestinesi condannati per omicidio e altri gravi crimini, la cui pubblicazione è prevista nello scambio. L’elenco escludeva figure di alto profilo come alti comandanti di Hamas, nonché Marwan Barghouti e Ahmed Saadat, richieste chiave di Hamas. I colloqui sulla lista definitiva sono in corso, ha affermato l’ufficio informazioni per i prigionieri di Hamas. Saranno rilasciati anche 1.700 cittadini di Gaza detenuti dal 7 ottobre 2023.
La tregua e lo scambio di ostaggi e prigionieri hanno offerto un barlume di speranza, ma la perdita di vite umane, la devastazione e il trauma hanno mostrato le difficoltà ancora da risolvere per arrivare a una pace duratura. Molto dipenderà ora dagli impegni globali che potrebbero essere assunti da un vertice di oltre 20 leader mondiali, guidato da Trump, in programma più tardi oggi a Sharm el-Sheikh. Vi parteciperanno anche Emmanuel Macron per la Francia, Keir Starmer per il regno Unito e Giorgia Meloni per l’Italia.
Trump, prima di arrivare in Egitto, si recherà in Israele, dove incontrerà più tardi oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e terrà un discorso al parlamento del Paese e incontrerà anche alcune famiglie degli ostaggi.
Asia: Trump ottimista riguardo i commerci con la Cina. Ma Pechino non cede
Nel fine settimana Trump ha usato un tono molto ottimista sui social media, ben diverso da quello usato venerdì che aveva fatto crollare Wall Street. “Non preoccupatevi per la Cina, andrà tutto bene! Il rispettatissimo Presidente Xi ha appena attraversato un brutto momento. Gli Stati Uniti vogliono aiutare la Cina, non danneggiarla!!!” ha detto, non risparmiando punti esclamativi. “Da qui a fine ottobre c’è “un’eternità” ha detto il presidente facendo riferimento alla scadenza del primo novembre sui dazi.
Pechino ha risposto difendendo le sue restrizioni sulle terre rare e rifiutandosi di rispondere alle chiamate della Casa Bianca, cosa ormai normale. Le novità di ieri sera hanno provocato un rimbalzo del petrolio e del bitcoin, non dell’azionario della Cina.
I dati hanno evidenziato la resilienza della Cina nel commercio, con le esportazioni balzate dell’8,3% su base annua a settembre, il doppio delle previsioni e anche le importazioni hanno ampiamente superato le stime. Le esportazioni di terre rare sono diminuite del 31% rispetto ad agosto, presumibilmente a causa dell’inasprimento delle restrizioni sui produttori occidentali di tecnologia e difesa.
Le azioni asiatiche stanno ancora subendo le conseguenze di venerdì. I futures del Nikkei (la borsa è chiusa per festività) sono rimbalzati dell’1,6% a 46.835, ma ben al di sotto dei 48.088 punti di chiusura di venerdì. In Giappone, la coalizione di governo si è sgretolata venerdì. I colloqui tra il capo del Partito Liberal Democratico, la neo eletta Sanaei Takaichi e il leader del partito di minoranza, Komeito, Tetsuo Saito sono saltati. Non è chiaro se e quando ci sarà un altro incontro.
L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è in calo dell’1,5%. L’Hang Seng di Hong Kong perde il 3%, l’Hang Seng Tech scende sui minimi delle ultime quattro settimane: Xiaomi -7%. Salgono invece le azioni dei produttori cinesi di chip, sulle aspettative di un freno, da parte di Pechino, alle importazioni di tecnologia statunitense. Semiconductor Manufacturing International segna un +5%, Hygon Information +3,5%, Cambricon +2,2%. Gli analisti di Citi scrivono in una nota che “le tensioni commerciali riemerse potrebbero indurre gli investitori a evitare il rischio legato ai titoli orientati all’esportazione e a orientarsi verso nomi legati alla localizzazione (semiconduttori e software) e società non orientate all’esportazione”. La borsa di Seul è in ribasso dell’1,5%, in lieve calo l’azionario dell’India, in avvio di seduta: indice BSE Sensex -0,4%
Le valute si sono stabilizzate, con lo yen in calo.
L’oro ha raggiunto un altro picco intorno ai 4.059 dollari e il petrolio ha recuperato oltre l’1%.
I futures di Wall Street rimbalzano dopo il crollo di venerdì
I principali indici azionari statunitensi sono crollati venerdì, con il Nasdaq che ha chiuso in calo del 3,6%, frenando lo slancio in corso, per effetto delle inaspettate minacce di nuovi pesanti dazi alla Cina a partire dalla fine del mese. Ma dopo le sue dichiarazioni week end gli investitori sembrano dare per scontato che la scadenza del primo novembre sui dazi verrà nuovamente prorogata, portando al rialzo i future sull’S&P 500 dell’1,3% e quelli sul Nasdaq dell’1,8%.
L’attenzione è soprattutto per le prospettive dei tassi in calo della Fed e per la stagione dei dati trimestrali che si apre quats asettimana. I mercati prevedono una probabilità del 96% di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine del mese, e una probabilità analoga per dicembre. Il presidente della Fed Powell avrà l’opportunità di fornire le sue indicazioni quando parlerà delle prospettive economiche alla riunione annuale della Nabe domani. Questa settimana si terranno anche le riunioni del Fmi e della Banca Mondiale a Washington dalle quali si aspettano dichiarazioni da numerosi altri membri della Fed e da altri esponenti di spicco di altre banche centrali.
Martedì JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e Goldman Sachs apriranno la stagione delle trimestrali Usa, a cui faranno seguito, mercoledì, Bank of America e Morgan Stanley.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Eni e Leonardo
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo: future dell’indice EuroStoxx 50 +0,5%.
Francia. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato la formazione di un nuovo governo, mentre aumentano le pressioni su di lui e sul suo riconfermato primo ministro, Sébastien Lecornu, affinché risolvano la crescente crisi politica della Francia e approvino un bilancio. Il governo si riunirà per la prima volta domani, giorno in cui il primo ministro dovrebbe proporre il bilancio. I futures sui titoli di Stato francesi sono in calo stamane e l’euro ha registrato un leggero calo rispetto al dollaro in area 1,1600 dollari.
Banche. Secondo il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, il governo punta a un accordo sul contributo del settore alla manovra che dovrebbe ricalcare lo schema utilizzato lo scorso anno, intervenendo su un differimento delle Dta, con un nuovo slittamento dei tempi in cui le banche possono utilizzare questi crediti fiscali per ridurre quanto dovuto al fisco.
Interpump. Il numero uno dell’azienda, Fulvio Montipò, punta a realizzare un paio di acquisizioni di aziende, tra Italia ed estero, prima della fine dell’anno e pensa che il 2025 si chiuderà con un margine operativo lordo migliore degli oltre 460 milioni stimati dagli analisti. “Forse sui margini faremo meglio”, dice in una intervista a L’Economia del Corriere.
Eni. Citi alza il target price a 14,5 euro. Ha finalizzato un accordo di ingegneria con l’argentina Ypf per il progetto di gas naturale liquefatto di Vaca Muerta
Ferrari – Citi taglia il target price a 340 euro.
Diasorin, Recordati. L’industria farmaceutica italiana prevede di chiudere il 2025 con una produzione che sfiorerà 70 miliardi e con l’export sopra 65 miliardi, entrambi in aumento del 20%, dice il presidente di Farmindustria Marcello Cattani al La Stampa. Finora i dazi Usa al 15% non hanno avuto alcun impatto, saranno scaricati soprattutto sui consumatori americani, aggiunge. I dazi al 100% sono irrealistici perché priverebbero gli Usa di medicine e vaccini vitali, dice Cattani.
Leonardo. La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall ha ricevuto un ordine da circa 700 milioni di euro dall’esercito italiano per la fornitura di Lynx, veicoli su ruote blindati da combattimento, secondo Il Fatto Quotidiano di domenica
Saipem. Morgan Stanley alza il target price a 3,35 euro, da 3,15 euro.