Il mondo sembra ribaltato stamane, passando in meno di 24 ore dai fuochi incrociati ai messaggi di distensione. Due i dossier che sembrano destinati a raffreddarsi dopo aver provocato angoscianti terremoti: la Groenlandia da una parte, l’Ucraina dall’altra. Le borse hanno iniziato a festeggiare già ieri sera a New York e continuano stamane in Asia, mostrano il ritorno dell’affezione per i titoli tecnologici, con la Corea del Sud che volta oltre i 5.000 punti. Anche le borse europee sono viste aprire con un forte rimbalzo, mentre gli investitori si allontanano dai beni rigugio come oro e argento. Tuttavia la mancanza di dettagli negli accordi di ieri suggeriscono la prudenza agli investitori e in effetti i guadagni delle azioni non hanno recuperato completamente le perdite della settimana e nemmeno i cali dei metalli preziosi sono così vistosi.
Trump ci ripensa sulla Groenlandia: niente dazi nè uso della forza
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bruscamente fatto marcia indietro sulle minacce di imporre dazi come leva per impadronirsi della Groenlandia, ha escluso l’uso della forza e ha lasciato intendere che un accordo è in vista per porre fine a una disputa sul territorio danese che rischiava la rottura più profonda nelle relazioni transatlantiche degli ultimi decenni. Non sono stati forniti dettagli.
Dopo l’incontro con il Segretario generale della Nato Mark Rutte a Davos, Trump ha affermato che gli alleati dell’Artico occidentale potrebbero stipulare un nuovo accordo sulla Groenlandia, che soddisfi il suo desiderio di un sistema di difesa missilistico “Golden Dome” e di accesso a minerali essenziali, bloccando al contempo le ambizioni di Russia e Cina nell’Artico. “È un accordo di cui tutti sono molto soddisfatti”, ha detto Trump ai giornalisti. “È un accordo a lungo termine. Mette tutti in una posizione favorevole, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e i minerali”. Rutte ha poi affermato che la questione se la Groenlandia rimarrà o meno alla Danimarca non è stata sollevata nei suoi colloqui con Trump. “Questa questione non è più emersa nelle mie conversazioni di stasera con il presidente”, ha dichiarato Rutte in un’intervista al programma “Special Report with Bret Baier” di Fox News.
“Lui (Trump) è molto concentrato su cosa dobbiamo fare per garantire che quella vasta regione artica, dove in questo momento si stanno verificando dei cambiamenti e dove cinesi e russi sono sempre più attivi, possa essere protetta.”
Putin discuterà oggi di pace in Ucraina con gli inviati Usa. Trump: accordo abbastanza vicino
Ma stamane è arrivato anche un messaggio distensivo anche per il dossier Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà oggi a Mosca gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere di un possibile piano di pace per l’Ucraina, e Trump ha detto che un accordo per porre fine alla guerra è “ragionevolmente vicino”.
Putin, intervenendo ieri sera a una riunione del Consiglio di sicurezza russo, ha detto inoltre che con gli inviati Usa vuole anche continuare il dialogo sull’idea di Trump di un “Board of Peace” e sulla possibilità di utilizzare i beni russi congelati.
L’oro si sgonfia, ma Goldman Sach lo vede a 5.400 dollari entro l’anno
I metalli preziosi sono scesi dopo i messaggi di distensione dal fronte della Groenlandia, ma non in modo consistente, mentre potrebbe continuare la salita per una diversificazione degli investimenti, secondo gli analisti. L’oro è a circa 100 dollari l’oncia al di sotto del massimo storico e in rialzo dell’11% quest’anno, mentre l’argento, anch’esso al di sotto dei recenti massimi storici, è in rialzo del 30%. Tuttavia Goldman Sachs ha alzato le sue previsioni sul prezzo dell’oro per la fine del 2026 a 5.400 dollari l’oncia rispetto alle sue precedenti stime di 4.900 dollari l’oncia, sottolineando la diversificazione degli investimenti in oro da parte delle banche centrali del settore privato e dei mercati emergenti.
Ieri l’oro spot ha raggiunto un picco di 4.887,82 dollari l’oncia. Il metallo rifugio è salito di oltre l’11% dall’inizio del 2026, prolungando un rally che lo aveva visto balzare del 64% lo scorso anno, mentre oggi è in calo dello 0,7%. La società di intermediazione prevede inoltre che gli acquisti da parte delle banche centrali raggiungeranno una media di 60 tonnellate nel 2026, poiché è probabile che le banche centrali dei mercati emergenti continuino a diversificare le loro riserve in oro.
Torna la voglia di tech dopo i messaggi del ceo di Nvidia e il Kospi di Seul vola sopra i 5.000 punti
La maggiore distensione porta gli investitori a puntare di nuovo sul settore dell’intyelligenza artificiale, anche dopo i messaggi rincuoranti del Ceo di Nvidia ieri a Davos.
Il Kospi della Corea del Sud, ad alto contenuto tecnologico, è in ottima forma stamane, salito di oltre il 2% fino a un nuovo massimo storico oltre quota 5.000 punti. L’indice è stato sostenuto dai guadagni dei titoli dei semiconduttori e del settore automobilistico, poiché gli investitori hanno puntato sul loro crescente potenziale nell’intelligenza artificiale e nella robotica.
Samsung Electronics e SK Hynix sono balzate tra il 3% e il 4% in seguito alle notizie secondo cui intendono ridurre parte della produzione di chip di memoria per sostenere i prezzi e i margini, beneficiando entrambe di una domanda eccezionalmente forte guidata dall’AI.
Il sentiment più ampio verso i titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale è stato rafforzato dai commenti positivi del Ceo di Nvidia, Jensen Huang, intervenuto mercoledì al World Economic Forum. Huang ha elogiato l’IA come motore della “più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità”. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, citando una fonte vicina alla questione, Huang ha in programma di recarsi in Cina a fine gennaio per cercare di riaprire un mercato fondamentale per i chip di intelligenza artificiale dell’azienda. Secondo il rapporto, si prevede che Huang parteciperà agli eventi aziendali in vista delle festività del Capodanno lunare a febbraio e potrebbe anche visitare Pechino.
In Giappone solido rialzo per l’indice Nikkei, che recupera parte delle perdite subite all’inizio della settimana, con i rialzi dei principali titoli bancari che hanno segnalato un affievolirsi delle preoccupazioni per l’eccessiva spesa fiscale del Paese. Anche i titoli tecnologici giapponesi sono avanzati grazie ai commenti di Huang: SoftBank Group segna un rialzo di oltre il 13%, mentre il fornitore di Nvidia Advantest Corp. balza di quasi il 5%. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono in calo, dopo una prolungata vendita sul mercato del debito che aveva spinto i rendimenti ai massimi di diversi decenni. L’attenzione è ora rivolta alla riunione di due giorni della Bank of Japan, con la banca centrale ampiamente attesa lasciare i tassi di interesse invariati domani.
Gli indici cinesi hanno invece sottoperformato, con gli indici CSI 300 di Shanghai e Shenzhen e lo Shanghai Composite che si sono mossi in un range ristretto, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è rimasto sostanzialmente piatto.
Wall Street ieri in rialzo di oltre l’1%, il maggior rialzo in due mesi
La notizia dell’accordo quadro sulla Groenlandia ha spinto al rialzo già ieri sera gli indici di Wall Street. Hanno chiuso in rialzo il Dow dell’1,21%, S&P 500 dell’ 1,16%, Nasdaq dell’1,18%, registrando il maggiore guadagno percentuale giornaliero in due mesi. Il VIX, che misura la volatilità a Wall Street, è sceso di oltre il 15%.
Tutti i principali settori industriali sono cresciuti, con l’indicatore tornato in territorio positivo per il 2026. I titoli energetici hanno guidato i guadagni, raggiungendo i massimi storici. Le small cap hanno superato il benchmark azionario statunitense per la tredicesima sessione consecutiva. Anche le grandi aziende tecnologiche hanno registrato un rialzo. Dalle azioni statunitensi ai titoli del Tesoro, dalle obbligazioni societarie ai mercati emergenti, i fondi negoziati in borsa che monitorano questi asset principali hanno registrato il rally pan-market più forte da agosto.
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, secondo Reuters, ha incontrato i principali investitori del Medio Oriente per organizzare i finanziamenti per un nuovo round di investimenti che potrebbe ammontare ad almeno 50 miliardi di dollari. Inoltre Apple Inc. ha in programma di rinnovare Siri entro la fine dell’anno, trasformando l’assistente digitale nel primo chatbot con intelligenza artificiale dell’azienda, spingendo il produttore di iPhone in una corsa all’intelligenza artificiale generativa dominata da OpenAI e Google.
Nel frattempo, i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti hanno dichiarato di essere cauti nei confronti del tentativo di Trump di licenziare il governatore della Federal Reserve, Lisa Cook, a causa di accuse non provate di frode sui mutui, affermando che la mossa potrebbe mettere a repentaglio l’indipendenza della Fed e scuotere i mercati.
Borse europee viste aprire con un forte rimbalzo. A Piazza Affari occhi a Eni, Tim, Webuild
I mercati europei dovrebbero aprire in rialzo. Future sull’ indice Euro Stoxx 50 +1%.
Banco Bpm – Credit Agricole ha raggiunto il 20,104% dei diritti di voto, lo rivela un documento di Consob aggiornato al 16 gennaio.
Bper – Ubs alza il target price a 13,10 euro, dai precedenti 11,80 euro, giudizio Buy confermato.
Brunello Cucinelli – Ha presentato il nuovo sito e-commerce, sviluppato da un progetto che offre ai visitatori un’esperienza digitale basata sull’AI.
Eni – Ha siglato un accordo con Socar, società petrolifera statale della Repubblica dell’Azerbaijan, per cessione del 10% del progetto Baleine in Costa d’Avorio.
Hera – Ha presentato il nuovo piano industriale al 2029 che prevede investimenti complessivi di 5,5 miliardi di euro e una crescita di utili e dividendi.
Nexi – Presenterà il nuovo piano strategico il 5 marzo.
Pirelli – La divisione pneumatici di Continental e Michelin hanno riportato i risultati preliminari sul quarto trimestre 2025, l’EBIT è in linea, il FCF migliore delle attese. I dati di Michelin sul mercato globale degli pneumatici, relativi al mese di dicembre, mostrano un calo del -2% per il ricambio e del -1% per l’OEM. Il trend è coerente con le previsioni.
Telecomunicazioni: Secondo la bozza di legge della Commissione Europea (Digital Network Act), gli operatori telecom europei possono utilizzare lo spettro per un periodo illimitato. Lo spegnimento del rame è previsto entro il 2035.
Stellantis – Bnp Paribas alza il target a 9,10 euro, dai 7,80 euro precedenti, confermato il giudizio Underperform.
Telecom Italia – TIM Brasil annuncia un accordo con American Tower volto alla sostenibilità e all’evoluzione della propria rete mobile (circa 9mila torri, 30% dell’infrastruttura di TIM Brasil).
Danieli – Berenberg ha alzato il target price a 51 euro da 40 euro
Webuild – Il Corriere riporta che l’offerta di FS (Ferrovie dello Stato) per gli asset Pizzarotti (in amministrazione) è stata accettata e ora dovrebbe essere soggetta alle autorizzazioni. FS ha offerto 180 milioni di euron per ottenere ordini ferroviari per 3,5 miliardi. L’articolo segnala i dubbi e le opposizioni di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili)