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Borse oggi in calo con l’occhio sul lavoro Usa e nel timore che possa cambiare la view sui tassi Fed del 2026. Focus sull’Ucraina

Gli investitori non riescono a liberarsi dai dubbi sulle prospettive dei tassi nel 2026 e sulla vera profittabilità dell’intelligenza artificiale e preferiscono vendere. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Unicredit

Borse oggi in calo con l’occhio sul lavoro Usa e nel timore che possa cambiare la view sui tassi Fed del 2026. Focus sull’Ucraina

Nell’attesa dei dati Usa a partire da oggi e delle riunioni delle banche centrali in settimana, le borse arretrano nel timone di cambiamenti nel panorama monetario nel 2026, mentre sullo sfondo restano i dubbi sulla vera profittabilità dell’intelligenza artificiale. Le azioni asiatiche hanno perso l’1,3% e i futures indicano il terzo giorno di perdite per l’S&P 500 e un’apertura in calo anche per le borse europee. Oggi il test è rappresentato dal dato sull’occupazione Usa che potrebbe aiutare a valutare la traiettoria della politica della Federal Reserve il prossimo anno. L’umore difensivo ha penalizzato anche il bitcoin che ha toccato il minimo delle due settimane poco sopra gli 86.000 dollari. Euro sopra 1,17 sul dollaro, l‘oro tiene sopra 4.200 dollari. Non è di conforto neppure il fatto che Trump ieri sera abbia dichiarato che un accordo volto a porre fine alla guerra della Russia in Ucraina è più vicino che mai.

Raffica di dati in vista. Oggi tocca al mercato del lavoro Usa

Il primo test in una setticana densa di eventi è oggi, quando verranno pubblicati i rapporti combinati per ottobre e novembre sull’occupazione negli Stati Uniti, in ritardo dopo il più lungo shutdown governativo della storia. Giovedì invece sarà pubblicato l’indice mensile dei prezzi al consumo, che viene attentamente monitorato per le tendenze dell’inflazione. Tra le altre pubblicazioni della prossima settimana, un rapporto sulle vendite al dettaglio contribuirà a fornire maggiori informazioni sulla crescita economica. I report aiuteranno a rispondere alla domanda fondamentale che ci si pone per il 2026: se la Fed sia vicina a terminare il ciclo di di allentamento monetario, dopo tre tagli consecutivi, o addirittura se debba adottare misure più da “falco”. Se l’inflazione o l’occupazione aumentano, i rendimenti aumentano e gli asset rischiosi, in particolare quelli con crescita a lungo termine, ne risentono per primi e la tecnologia è la prima tessera del domino.

Inoltre questa settimana sono attese le decisioni di un nutrito gruppo di banche centrali del G10: si prevede che la Banca del Giappone venerdì aumenterà i tassi di 25 punti base allo 0,75%, mentre la Banca d’Inghilterra potrebbe effettuare un taglio di pari entità al 3,75%. La Banca Centrale Europea giovedì dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse, così come la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese.

Wall Street ieri chiude in lieve calo. La candidatura di Hassett alla Fed è osteggiata

Ieri Wall Street ha chiuso in lieve calo in attesa dei dati economici, con gli investitori che stanno anche valutando i resoconti sui candidati della Federal Reserve e i commenti dei funzionari Fed per ottenere indizi sulle prospettive dei tassi di interesse nel 2026. Il Dow ha chiuso in calo dello 0,09%, S&P a -0,16%, Nasdaq a -0,59%.

Secondo Cnbc la candidatura del consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett alla presidenza della Fed, data quasi per scontata negli ultimi giorni, avrebbe ricevuto qualche resistenza da parte di persone vicine al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Hasset è considerato il paladino degli allentamenti monetari e le aspettative di un presidente Fed accomodante hanno alimentato le scommesse su un taglio dei tassi di interesse il prossimo anno. I funzionari della Fed restano divisi sulla situazione. Il governatore Stephen Miran, nominato da Donald Trump, ha affermato che i tassi sono ancora troppo elevati, mentre il presidente della Fed di New York John Williams li ha descritti come “più o meno al livello giusto”.

Otto degli 11 principali settori industriali dell’S&P 500 sono aumentati, guidati dal settore dei titoli sanitari, aumentato dell’1,3%. Le azioni del settore della tecnologia dell’informazione sono scivolate dell’1%, trascinate al ribasso da ServiceNow scesa dell’11,5% dopo la notizia che la società di sicurezza informatica è in trattative avanzate per l’acquisto della startup Armis. Continua la debolezza del settore tecnologico, con Broadcom ha registrato il peggior crollo in tre giorni dal 2020. Oracle Corp. ha esteso la sua svendita multi-sessione a circa il 17%. Tesla è salita del 3,5% dopo che il Ceo Elon Musk ha dichiarato che il produttore di veicoli elettrici stava testando i suoi robotaxi senza monitor di sicurezza sul sedile del passeggero anteriore. IRobot è crollato del 72,7% dopo che il produttore di aspirapolvere Roomba ha presentato istanza di fallimento. La General Motors Co. ha stipulato un accordo con Apple Inc. per integrare l’app Apple Music nei modelli Chevrolet e Cadillac a partire da lunedì, quando la casa automobilistica la invierà ai proprietari dei veicoli con un aggiornamento over-the-air. Ford Motor Co. ha annunciato una radicale ristrutturazione della sua attività di veicoli elettrici, dopo aver lottato per anni per renderla redditizia.

Asia in calo trascinata dai tecnologici. Attesa una Boj “falco”

Tutti i mercati asiatici, da Hong Kong a Shenzhen, dal Nikkei giapponese al Kospi sudcoreano, sono in calo sulla scia delle perdite di Wall Street. L’ampio indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone in calo dell’1,45%, il minimo delle ultime tre settimane.

In particolre sono scesi i titoli tecnologici, con il Kospi della Corea del Sud in calo dell’1,8% e l’indice di riferimento di Taiwan in calo dello 0,8%, mentre l’indice tecnologico Hang Seng è sceso del 2,7%.

I mercati sono diventati cauti nei confronti del Giappone in previsione di potenziali segnali aggressivi dalla Bank of Japan, quando si riunirà venerdì. Gli investitori danno quasi per scontato un aumento dei tassi a seguito dei recenti rialzi dell’inflazione. Tuttavia l’attività manifatturiera giapponese si è contratta a un ritmo più lento, mentre il settore dei servizi ha perso slancio a dicembre, secondo indagini del settore privato, pesando sull’economia alla fine del 2025. In prospettiva 2026, la fiducia delle imprese è rimasta solida ma in calo rispetto al mese precedente, in particolare nel manifatturiero, attribuendo le prospettive incerte alle condizioni economiche globali, all’invecchiamento della popolazione e all’aumento dei costi. L’indice PMI manifatturiero flash del Giappone di S&P Global è salito a 49,7 da 48,7 di novembre, estendendo la fase di contrazione per il sesto mese consecutivo. La soglia di 50,0 separa l’espansione dalla contrazione.

Invece i mercati prevedono che la Bank of Korea (BOK) manterrà il suo attuale tasso di interesse di riferimento al 2,50% durante la prossima riunione.

In Cina, tornano i timori di una crisi del settore immobiliare, mentre China Vanke sta cercando di ristrutturare il suo debito. La società ieri in una comunicazione alla Borsa di Hong Kong ha detto di non essere riuscita a ottenere l’approvazione degli obbligazionisti per posticipare di un anno il pagamento delle obbligazioni in scadenza lo stesso giorno. Il rifiuto, espresso in una votazione durata tre giorni e conclusasi venerdì scorso, concede al promotore immobiliare un periodo di grazia di cinque giorni lavorativi per pagare 2 miliardi di yuan (283,49 milioni di dollari).

Sul fronte valutario, l’euro si attestava a 1,1751 dollari, dopo aver toccato il massimo dall’inizio di ottobre nella sessione precedente. La sterlina si è leggermente indebolita a 1,3368 dollari. L’indice del dollaro, che misura la valuta statunitense rispetto ad altre sei valute, si è mantenuto stabile a 98,295, pur rimanendo ancorato ai minimi degli ultimi due mesi. Lo yen giapponese si è rafforzato a 155,07 per dollaro Usa in vista della decisione della Boj di venerdì, con i mercati che stanno scontando un aumento dei tassi.

Per quanto riguarda le materie prime, i prezzi del petrolio sono scesi poiché gli investitori hanno valutato l’impatto di un potenziale accordo di pace tra Russia e Ucraina. I future sul greggio Brent sono scesi dello 0,54% a 60,23 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate statunitense si è attestato a 56,48 dollari al barile, in calo dello 0,6%. Entrambi i contratti sono scivolati di oltre il 4% la scorsa settimana, appesantiti dalle aspettative di un surplus globale di petrolio nel 2026. Il prezzo dell’oro è sceso di circa lo 0,6%, attestandosi a 4.275,41 dollari l’oncia, scendendo al di sotto dei massimi delle ultime otto settimane registrati la settimana scorsa.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Unicredit

I future sull’Euro Stoxx 50 indicano un avvio in calo delle Borse europee, -0,5%.

Banco BPM – Gli analisti di KBW hanno abbassato il target price a 12,82 euro, dal precedente 13,28 euro.

Eni – L’Antitrust ha accolto gli impegni assunti dalla controllata Plenitude, riguardanti un’istruttoria sulle pratiche commerciali scorrette, e ha chiuso il procedimento senza accertare l’infrazione.

Ferrari – Berenberg ha abbassato il target price a 381 euro, dai 399 euro precedenti, mantenendo il giudizio Buy.

Fincantieri – Accordata l’estensione del residuo finanziamento garantito di 495 mln di euro concesso alla controllata Virgin Cruises dalla fine del 2025 a settembre 2030, con riclassificazione da corrente a non corrente. Confermata la guidance 2025 sul rapporto PFN/EBITDA pari a 2,7-3 volte.

Auto – Dopo aver ricevuto diverse sollecitazioni dal settore auto europeo, la Commissione europea è pronta a fare retromarcia sul divieto Ue alle auto con motore a combustione interna a partire dal 2035, consentendo fino al 10% di veicoli non elettrici. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, citato da Reuters, la Commissione europea starebbe analizzando un nuovo sistema di compensazione per consentire alle case automobilistiche di vendere veicoli con motore a combustione oltre il 2035.

Lusso – Il top management di Zegna conferma un outlook di supporto per il quarto trimestre 2025. Lettura positiva per il settore nel suo complesso, in particolare per il segmento high-end.

Unicredit – Gli analisti di KBW hanno alzato la raccomandazione a Outperform da Market Perform, target price a 76,88 euro, dai 73,79 euro precedenti.

Caltagirone – Il cda ha preso atto della decisione del presidente di rinunciare ai poteri di voto nelle assemblee di Mps e Generali.

Media for Europe – ProSieben ha annunciato la cessione del portale meteo wetter.com, l’importo non è stato comunicato.

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