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Borse oggi in balia delle notizie contrastanti sullo Stretto di Hormuz. Petrolio in lieve calo ma sempre sopra i 100 dollari

Non c’è pace in Medio Oriente e l’operazione “Project Freedom” di Trump non dà sicurezza. Wall Street ieri in calo. FedEx e UPS crollano per l’apertura della rete logistica di Amazon. In Asia scambi ridotti per le festività. L’Australia alza i tasse di 25 punti base. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Unicredit, Stellantis

Borse oggi in balia delle notizie contrastanti sullo Stretto di Hormuz. Petrolio in lieve calo ma sempre sopra i 100 dollari

La fragilità della tregua tra Stati Uniti e Iran ha creato un clima di incertezza sui mercati, mentre si scambiano colpi di arma da fuoco nel Golfo. I prezzi del petrolio cedono leggermente stamane ma si mantengono ben al di sopra dei 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono in calo seppur tra scambi contenuti per via della festività in diversi paesi.

L’operazione “Project Freedom” di Trump non è una sicurezza

I prezzi del petrolio si sono mossi in leggero calo stamane dopo la notizia che una nave per il trasporto di veicoli battente bandiera statunitense è riuscita a lasciare indenne il Golfo attraverso lo stretto, scortata dall’esercito americano, attenuando in parte i timori di interruzioni delle forniture. Tuttavia l’operazione “Project Freedom” pomposamente annunciata dal presidente Trump nelle ultime ore non ha offerto molte altre garanzie: diverse navi mercantili nel Golfo hanno segnalato esplosioni o incendi, tra cui una nave sudcoreana, gli Stati Uniti hanno affermato di aver distrutto sei piccole imbarcazioni militari iraniane e un porto petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, che ospita una grande base militare statunitense, è stato incendiato da missili iraniani.

I future sul petrolio Brent con scadenza a luglio sono scesi di 1,22 dollari, pari all’1,1%, a 113,22 dollari al barile dopo aver chiuso in rialzo del 5,8%ieri. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è sceso di 2,02 dollari, pari all’1,9%, a 104,40 dollari, dopo aver guadagnato il 4,4% nella sessione precedente.

Wall Street ieri in calo. FedEx e UPS crollano per l’apertura della rete logistica di Amazon

Wall Street ha chiuso in ribasso ieri, soprattutto per via delle preoccupazioni legate alla guerra in Medio Oriente. L’S&P 500 si è ritirato dai recenti massimi storici e ha chiuso in calo dello -0,41%, Nasdaq a -0,19%, Dow a -1,13%.

Eppure gli investitori si sono trovati finora di fronte a risultati trimestrali migliori del previsto. Secondo LSEG I/B/E/S, le società dell’indice S&P 500 dovrebbero registrare una crescita aggregata degli utili del 28% su base annua nel primo trimestre, il doppio rispetto al 14% previsto all’inizio di aprile. Gran parte di questo ottimismo è dovuto ai colossi di Wall Street nel settore dell’intelligenza artificiale. Da segnalare il crollo del 10% delle azioni di GameStop e il balzo del 5% di eBay dopo che il rivenditore di videogiochi ha presentato una proposta per acquisire il marketplace online per circa 56 miliardi di dollari, in un’operazione che prevede un mix di contanti e azioni. La capitalizzazione di mercato di GameStop si aggira intorno agli 11 miliardi di dollari.

L’azienda di spedizioni FedEx è calata del 9,1% e United Parcel Service è crollata del 10,5% dopo Amazon.com ha annunciato il lancio di “Amazon Supply Chain Services”, con la quale consentirà ad altre aziende di immagazzinare e spedire merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, attraverso la sua vasta rete, che si estende via mare, strada, ferrovia e aria, nell’ambito della strategia del gigante dell’e-commerce volta a sfidare un mercato a lungo dominato proprio da Ups e FedEx. Questa mossa potrebbe posizionare Amazon come un attore di primo piano nel settore Amazon vanta una flotta di oltre 100 aerei cargo, seconda solo a FedEx e UPS, oltre a una vasta rete di magazzini e centri di smistamento. Il calo di FedEx e UPS ha trascinato al ribasso l’indice Dow Jones Transportation Average del 4,8%, raggiungendo il livello più basso da quasi un mese.

L’operatore di crociere Norwegian è crollato dell’8,6% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni annuali a causa dell’aumento dei costi del carburante legato al conflitto in Medio Oriente. Apple ha avviato colloqui esplorativi sull’utilizzo di Intel e Samsung Electronics per la produzione dei processori principali dei suoi dispositivi, una mossa che offrirebbe un’opzione secondaria rispetto al partner di lunga data Taiwan Semiconductor Manufacturing. Palantir Technologies (+1,4%) ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per l’anno in corso, superando le stime degli analisti e offrendo una prospettiva ottimistica per un’azienda controversa, al centro dei dibattiti su dati, sorveglianza e guerra basata sull’intelligenza artificiale. Elon Musk ha raggiunto un accordo con la Sec in merito alla causa relativa alle rivelazioni su Twitter, ricevendo una multa di 1,5 milioni di dollari. Tra le trimestrali in agenda oggi ci dati del gigante dei chip Amd e l’azienda farmaceutica Pfizer.

Durante la sessione statunitense, i titoli di stato Usa hanno registrato un calo su tutta la curva dei rendimenti, spingendo il rendimenti dei titoli trentennali al 5%, il livello più alto da luglio. Gli operatori hanno incrementato le scommesse sul fatto che la Federal Reserve dovrà invertire la rotta e alzare i tassi di interesse per frenare l’inflazione in seguito all’impennata dei prezzi del petrolio.

In Asia scambi ridotti per le festività. L’Australia alza i tasse di 25 punti base

Le borse di Giappone, Cina e Corea del Sud sono chiuse per festività, mantenendo bassi i volumi di scambio nella regione dell’Asia-Pacifico. I mercati aperti sono tendenzialmente in calo risentendo dell’andamento negativo di Wall Street. L’indice azionario Msci Asia Pacific è sceso dello 0,4% rispetto al massimo storico di chiusura di ieri.

L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dello 0,8%. L’indice Straits Times di Singapore cala dello 0,3%, mentre il Nifty 50 dell’India perde lo 0,4%.

L’indice ASX 200 australiano scende dello 0,7% e il dollaro australiano è in ribasso dello 0,08% a 0,7162 dollari, dopo che la Reserve Bank of Australia ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base per la terza volta quest’anno, come nelle attese per cercare di combattere il rialzo dell’inflazione. Tra i titoli in borsa da segnalare la discesa di Westpac Banking a -1,8% dopo che l’utile del primo semestre fiscale è stato inferiore alle aspettative di mercato. Il produttore d’oro Regis Resources crolla del 4,6% dopo aver annunciato l’acquisizione della concorrente Vault Minerals.

Il dollaro si è rafforzato rispetto alla maggior parte delle valute del G10. L’oro è salito dello 0,3% a circa 4.540 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin ha raggiunto quota 80.500 dollari.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Unicredit e Stellantis

Le borse europee sono attese aprire in calo: futures sull’Eurostoxx 50 a -0,21%

UniCredit registra un utile trimestrale record e dà il via all’offerta per Commerzbank. I ricavi del primo trimestre 2026 sono cresciuti del 5% anno su anno a 6,9 miliardi di euro e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi. L’utile netto è aumentato del 16,1% a 3,2 miliardi, EPS in rialzo del 19,7% a 2,15 euro, RoTE in rialzo di 2,7 p.p. al 25,8%. “UniCredit ha riportato un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia”, afferma l’A.D. Orcel.

Le azioni di Rheinmetall perdono l’1,8% nelle contrattazioni pre-mercato dopo che i ricavi del primo trimestre sono risultati inferiori alle aspettative

Banca Mps – Carlo Vivaldi è decaduto dalla carica di consigliere perché ricopre anche l’incarico di consigliere di amministrazione in Banca Mediolanum. Energia – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che potrebbe sostenere l’introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche.

Eni – In aprile ha ripreso l’estrazione di greggio venezuelano come corrispettivo per il gas prodotto nel Paese, per recuperare i crediti passati maturati nei confronti di Caracas. Ha inoltre avviato la vendita del 5% nella joint venture Renaissance in Nigeria.

Stellantis – In aprile, le vendite del gruppo in Italia sono aumentate del 14,4% su anno con una quota di mercato pari al 31,25%, a fronte di un mercato automobilistico in crescita dell’11,6%. Sono dati Reuters basati sulle immatricolazioni comunicate dal ministero dei Trasporti.

Stmicroelectronics – Mira a superare, dal 2026 al 2028, 3 miliardi di dollari di ricavi per il business dei semiconduttori nel settore spaziale.

Appuntamenti: Amplifon – Cda 1° trimestre. Banco Bpm – Cda 1° trimestre. Ferrari – Cda 1° trimestre. Italgas – Cda 1° trimestre. Lottomatica – Cda 1° trimestre.

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