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Borse oggi, gli ottimi conti di Nvidia non eccitano i mercati: reazione tiepida. Salgono oro e petrolio: occhio ai colloqui Usa-Iran

I conti, pur ottimi di Nvidia, non sono stati l’onda travolgente per i mercati che hanno reagito in modo tiepido. Restano le preoccupazioni per l’impatto dell’AI su alcuni settori oltre che per le tensioni tra Usa e Iran. Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Poste Italiane, Stellantis, Tenaris

Borse oggi, gli ottimi conti di Nvidia non eccitano i mercati: reazione tiepida. Salgono oro e petrolio: occhio ai colloqui Usa-Iran

Gli investitori si aspettavano che, come in passato, gli ottimi conti di Nvidia sarebbero stati un’onda benefica che avrebbe percorso tutti i mercati. Ma non è stato così questa volta, segnando per alcuni analisti la fine di un’epoca. La reazione dei mercati oggi è tiepida, con gli investitori incapaci di distogliere l’attenzione da ciò che li ha preoccupati nelle ultime sedute: l’azione dirompente dell’intelligenza artificiale su molti settori di business. Inoltre restano accese le preoccupazioni per le tensioni Usa-Iran, con il terzo round di colloqui in scena oggi a Ginevra, che mantengono elevato il prezzo del petrolio e quello dell’oro, mentre il dollaro scende. Festeggia invece ancora il Kospi coreano che raggiunge nuovi record, ma i futures statunitensi sono in calo e quelli europei poco variati.

Nvidia mantiene le promesse, ma il buono non basta più

Con aspettative decisamente alte per Nvidia anche un solido miglioramento degli utili non è riuscito a soddisfare gli investitori alla ricerca di profitti maggiori. Le azioni della società più preziosa al mondo sono rimaste (+0,2%) invariate dopo l’orario di chiusura, invertendo un breve rimbalzo dopo i risultati che hanno mostrato che le vendite del trimestre hanno superato le aspettative degli analisti e una previsione di fatturato per il trimestre in corso superiore alle proiezioni di mercato: il produttore di chip ha previsto un fatturato del primo trimestre compreso tra 76,4 e 79,6 miliardi di dollari, superando le stime di 72,8 miliardi di dollari. Alcuni analisti avevano stimato cifre prossime agli 80 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

La sensazione è che il boom dell’intelligenza artificiale non sarà più la marea che solleva tutte le barche, secondo gli analisti. La tiepida reazione suggerisce che gli investitori potrebbero richiedere prove più chiare che la crescita degli utili possa giustificare multipli elevati prima di estendere il rally. Le azioni di Nvidia sono aumentate del 4,9% quest’anno, superando i guadagni degli indici S&P 500 e Nasdaq 100.

Negli ultimi giorni i mercati sono stati scossi da un rapporto di una società poco conosciuta chiamata Citrini Research, che delineava i potenziali rischi dell’intelligenza artificiale per vari settori, utilizzando scenari ipotetici ambientati nel futuro. Il potenziale dirompente della tecnologia ha agitato le azioni di tutti i settori per settimane, in quella che è diventata nota come la “crisi della paura dell’IA”. Salesforce ha fornito una previsione tiepida sulla crescita delle vendite nel nuovo anno fiscale, alimentando i timori di Wall Street che il gigante del software possa perdere terreno rispetto ai nuovi concorrenti nell’era dell’intelligenza artificiale.

Ieri a Wall Street tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato un rialzo, prima dei conti di Nvidia, con il Nasdaq, alimentato dai chip, che ha registrato il guadagno percentuale maggiore: Dow ha chiuso a +0,63%, S&P 500 a +0,81%, Nasdaq a +1,26%. Stamane i futures sno in calo dello 0,3%.

Occhi oggi al terzo round di colloqui Usa-Iran. Sale il petrolio

La geopolitica continuava a gettare ombre sui mercati. I negoziatori statunitensi e iraniani si incontreranno a Ginevra più tardi oggi per il terzo round di colloqui di quest’anno sull’attività nucleare di Teheran. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti hanno costituito uno dei loro più grandi schieramenti militari in Medio Oriente in vista di possibili attacchi alla Repubblica Islamica. Trump aveva brevemente esposto le sue ragioni per un possibile attacco all’Iran nel suo discorso sullo stato dell’Unione all’inizio di questa settimana, affermando che preferiva risolvere il problema attraverso la diplomazia, ma che non avrebbe permesso a Teheran di possedere un’arma nucleare. Secondo l’Iran la sua attività nucleare è destinata alla produzione di energia civile. La retorica degli Stati Uniti ha mantenuto elevati i prezzi del petrolio oggi, con gli investitori preoccupati per una potenziale interruzione dell’approvvigionamento in caso di conflitto. I futures sul Brent crescono dello 0,16% a 70,80 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,15% a 65,52 dollari al barile.

Resta apero anche il dossier dazi, con Trump che firmerà nei prossimi giorni una direttiva che aumenterà la sua tariffa globale al 15% “ove appropriato” e sta cercando “continuità” con le nazioni che hanno stipulato accordi commerciali, ha affermato il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer .

In Asia nuovo record per la Corea alimentato dai chip. In Giappone braccio di ferro tra governo e Boj

I mercati asiatici viaggiano contrastati, con la Corea del Sud a guidare le performance positive: l’indice Kospi coreano è balzato di oltre il 3,5% fino a un nuovo massimo storico. Sebbene Nvidia abbia mostrato incertezza nelle contrattazioni after-hours, i suoi risultati hanno comunque innescato un rally tra i produttori asiatici di chip kegati alla società. In prima linea Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno anch’essi raggiunto massimi storici, poiché gli utili del colosso americano indicano una domanda ancora sostenuta di chip avanzati alimentata dall’intelligenza artificiale. Le azioni coreane sono state sostenute anche dalla Bank of Korea, che ha lasciato i tassi di interesse invariati come ampiamente previsto, migliorando le prospettive di crescita economica grazie al crescente ottimismo sulle aziende sudcoreane dei semiconduttori.

In Giappone il Nikkei sale dello 0,2%. Le spinte contrapposte tra i voleri del governo giapponese e quelli della Banca centrale del Giappone si stanno riflettendo sullo yen, attestandosi vicino al minimo delle ultime due settimane dopo che il governo giapponese ha nominato due accademici, considerati dai mercati forti sostenitori degli stimoli economici, nel consiglio di amministrazione della Banca del Giappone. La mossa ha sorpreso i dealer che l’hanno interpretata come un riflesso delle preferenze di politica monetaria accomodante del primo ministro Sanae Takaichi, mettendo in discussione le prospettive di ulteriori aumenti dei tassi di interesse delle banche centrali. In supporto alla valuta è arrivato dal governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda ha lasciato aperta la possibilità di un aumento dei tassi a breve termine, ha riportato il quotidiano locale Yomiuri, e Hajime Takata, un ‘falco’ all’interno del board della Boj, analogamente ha chiesto un graduale inasprimento della politica monetaria. L’attenzione si concentra ora sui prossimi dati sull’inflazione al consumo di Tokyo, attesi domani: ulteriori segnali di rallentamento dell’inflazione potrebbero ridurre le aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan.

L’indice australiano S&P/ASX 200 sale dello 0,5%, toccando un massimo storico grazie ai continui guadagni dei titoli minerari e bancari locali.

In Cina gli indici cinesi CSI 300 e Shanghai Composite calano leggermente, prendendo fiato dopo il forte rally delle ultime due sessioni. L’ottimismo per l’aumento della spesa dei consumatori durante le festività del Capodanno Lunare aveva sostenuto nettamente entrambi gli indici fino a ieri. L’indice di Hong Kong Hang Seng scende dello 0,5%, con i titoli tecnologici locali in calo: il colosso Baidu perde oltre il 2% in attesa dei risultati.

Mentre gli operatori valutano le tensioni in Medio Oriente e l’impatto dei dazi statunitensi sul commercio globale l’oro è salito, sfiorando i 5.200 dollari l’oncia, il Bitcoin è sceso dell’1% e i titoli del Tesoro Usa hanno guadagnato terreno, con il rendimento del benchmark decennale in calo di un punto base al 4,04%.

Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Poste Italiane, Stellantis, Tenaris

I mercati europei sono attesi aprire sulla parità: indice Euro Stoxx 50 +0,1%

Eni – Il quarto trimestre si conclude con un utile operativo proforma adjusted di 2,87 miliardi di euro, +6%. L’utile netto adjusted è salito del 35% a 1,20 miliardi, sopra le attese di 960 milioni. Approvata la terza tranche del dividendo 2025 pari a 0,26 euro per azione.

Leonardo – Potrebbe firmare un accordo di joint venture per la propria unità aerospaziale entro la fine di giugno, ha affermato l’AD Roberto Cingolani. Il gruppo è in trattative da oltre 14 mesi con un partner finanziario e industriale.

Pirelli – Chiude l’esercizio 2025 con un miglioramento dell’utile e dei ricavi e un calo della leva finanziaria che permette il pagamento di un dividendo straordinario.

Poste Italiane – Ha chiuso il 2025 con ricavi record e una crescita del 10% dell’utile netto. La guidance dell’Ebit adjusted è indicata a 3,3 miliardi con utile netto a 2,3 miliardi.

Prysmian – Ha chiuso il quarto trimestre con un aumento del 20% dell’Ebitda rettificato, poco sotto delle aspettative di mercato. Prevede per il 2026 un Ebitda rettificato compreso tra 2,63 e 2,78 miliardi di euro.

Stellantis – Nella seconda metà del 2025, ha registrato una perdita netta di 20,1 miliardi di euro dopo aver precedentemente annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi.

Tenaris – Intesa Sanpaolo ha abbassato la raccomandazione a Neutral da Buy.

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