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Borse, la paura della Fed pesa sull’Asia

Causa del perdurante pessimismo sui mercati le recenti dichiarazioni della Federal Reserve secondo cui il rallentamento di parti dell’economia globale potrebbe ritardare il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti

Borse, la paura della Fed pesa sull’Asia

Le borse asiatiche hanno iniziato la settimana al ribasso, seguendo il destino dei futures sugli indici Usa. Causa del perdurante pessimismo le recenti dichiarazioni della Federal Reserve secondo cui il rallentamento di parti dell’economia globale potrebbe ritardare il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.  Sempre oggi, lo yen ha ripreso quota insieme all’oro, mentre il petrolio è calato. 

L’indice MSCI Asia Pacific excluding Japan cadeva dello 0,8% alle 10:15 del mattino a Seul, avvicinandosi così alla peggior chiusura dallo scorso marzo. L’ Hang Seng di Hong Kong scivolava dello 0,7% e lo Shanghai Composite dell’1,1 per cento. Il sudcoreano Kospi lascIAva sul terreno lo 0,7% in un giorno in cui il mercato giapponese era chiuso per vacanza. L’australiano S&P/ASX 200 si contraeva dello 0,5% e il neozelandese NZX 50 faceva un balzo indietro dell’1 per cento. 



Sul fronte valutario la moneta giapponese si rafforzava ai livelli più alti delle ultime tre settimane, mentre una serie di valute dell’area, da quella coreana al dollaro australiano, perdevano in valore. 

Con la Fed che starebbe terminando la politica di acquisto di bond, l’azionario è sceso a vantaggio di asset più sicuri. A preoccupare anche la debolezza dell’area euro e il rallentamento cinese. La Cina dovrebbe rilasciare dati  commerciali oggi, mentre a Hong Kong la pozia ha cominciato a rimuovere blocchi stradali all’inizio della terza setimana di proteste. 

“Ci sono molte buone ragioni per vendere” spiega Walter Todd, chief investment officer di Greenwood Capital Associates. “Gli investitori sono preoccupati dalla situazione europea sono sono in molti a chiedersi per quanto tempo di Stati Uniti continueraano a andare Ok senza che il resto del mondo mostri segni di miglioramento”. 


Allegati: Bloomberg

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