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Borse in stand by in attesa di Yellen e Trump. Sprint finale di Mediaset

Chiusure contrastate in Europa, Milano in leggero rialzo, Dow Jones e Nasdaq prudenti. Vanno a ruba i Btp 15 anni, segnali contrastanti su banche e assicurazioni. Bene Banco Bpm e Intesa. Il Biscione ritrova slancio nel giorno del piano industriale. Nel lusso brillano Ferragamo e Moncler.

Borse in stand by in attesa di Yellen e Trump. Sprint finale di Mediaset

Chiusura contrastata per Piazza Affari e le altre Borse europee, in attesa dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca Usa e del direttorio di domani della Bce. Stasera la Fed rilascerà il Beige Book, il rapporto sulla congiuntura economica del Paese. Alle 21 è previsto un intervento della presidente della Fed Janet Yellen.

Milano ha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,32%, dopo avere più volte cambiato la direzione di marcia. L’euro si indebolisce su dollaro a 1,068 da 1,071 della chiusura.

Il nuovo Btp a 15 anni 1 settembre 2033 per l’importo di 6 miliardi di euro lanciato stamane dal Tesoro h raccolto ordini per 21,3 miliardi. il titolo è stato prezzato a 18 punti base sopra il rendimento dell’attuale benchmark marzo 2032 scambiato in mattinata a 91,70, per un rendimento del 2,32%. Il rendimento del nuovo titolo risulta quindi in area 2,50 il livello più alto dal luglio del 2015 per un’emissione del Tesoro sulla scadenza 15 anni.

Il petrolio Brent tratta a 54,5 dollari al barile: -1,7%. Secondo un rapporto dell’IEA (International Energy Agency), nel 2017 la produzione di shale oil in Usa tornerà a crescere notevolmente. Eni sale dello 0,65%, Saipem +1,3%, Tenaris +2,74%. Saras scende del 4,66% a 1,569 euro: con una vendita lampo annunciata ieri sera, Rosneft ha ceduto a investitori istituzionali l’intera quota del 12% che ancora possedeva al prezzo di 1,53 euro per azione.

Cauta la Borsa Usa. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones cede 71 punti, lo 0,36%, a quota 19.755,7. L’S&P 500 perde 4 punti, lo 0,17%, a quota 2.264. Il Nasdaq scivola di 2,5 punti, lo 0,05%, a quota 5.536. Si muovono poco le due grandi banche che oggi hanno annunciato la trimestrale:

– Goldman Sachs +0,3%. I ricavi sono stati pari a 8,1 miliardi di dollari meglio dei 7,76 miliardi indicati dal consensus degli analisti. Significativo il contributo degli utili da trading, a 3,60 miliardi, meglio dei 3,28 miliardi previsti.

– Citigroup – 0,7%. Nel quarto trimestre l’utile per azione è stato 1,14 dollari, contro attese di 1,12 dollari. Gli utili da trading ammontano a 3,01 miliardi contro attese di 2,83 miliardi.

Settore finanziario contrastato anche a Milano: Unicredit -0,37%. Il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio sarà effettivo dal 23 gennaio. Fra le altre banche, Intesa perde lo 0,25%, Banco Bpm lo 0,29%, Ubi +0,4%.

Si è messo in evidenza Creval +15,87% dopo avere annunciato la scelta di due adviser, Equita e Mediobanca, per aiutarla a selezionare possibili opzioni strategiche tra cui spicca l’integrazione con Bper +0,37%.

Tra le assicurazioni avanza Cattolica Assicurazioni +1,28%: Scor, tra i principali gruppi di riassicurazione al mondo, basato in Francia con una quota del 10% sul mercato italiano, è entrato nel capitale della compagnia con una quota del 2%.

Generali -0,81%. “E’ stato un anno ‘abbastanza soddisfacente’ per il gruppo Generali, con una performance ‘in linea con il piano” ha detto il ceo, Philippe Donnet a margine dei lavori del World Economic Forum. ‘Il 2016, tenuto conto della difficolta dei mercati, dei tassi d’interesse bassi e della volatilita’, diciamo che mi sembra un anno abbastanza soddisfacente’, ha aggiunto Donnet, precisando che l’andamento è “”in linea con il piano”.

Mediaset è salita nel finale +0,86%, nel giorno in cui i vertici della società hanno presentato a Londra il piano strategico al 2020. L’azienda punta a migliorare l’utile operativo delle attività televisive italiane di 468 milioni. Buona parte di questo incremento, circa 200 milioni, arriverà da Mediaset Premium.

Scende anche Telecom Italia -0,78%. Poco mossi i titoli dell’industria: Fiat Chrysler +0,56%: Dbrs ha messo sotto osservazione con implicazioni “developing” il rating, a cui era stato assegnato il rating BB (low) con un trend positivo. Nel settore della moda sono ben richieste Moncler +1,91% e Ferragamo +2,61%. StM +0,65%, Leonardo +0,93%.

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