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Borse in profondo rosso e spread in rialzo

Il rischio di nuove tensioni sui dazi spaventa i mercati, tutti in netto calo – Piazza Affari perde circa il 2% per il forte ribasso dei titoli maggiori – In controtendenza solo Amplifon e Campari.

Borse in profondo rosso e spread in rialzo

Alcuni dati macroeconomici deludenti, una serie di trimestrali peggiori del previsto e i cinguettii di Donald Trump su Cina e Fed deprimono le borse europee, che chiudono in rosso, accentuando le perdite dopo l’apertura negativa di Wall Street.

Piazza Affari perde quasi il 2% (-1,99%) e scende a 21.278 punti, con la maggior parte delle blue chip in calo. Fra i titoli peggiori c’è Fiat (-4,32%), che nel corso della seduta è stata anche fermata in volatilità. Male le banche, anche se lo spread alla fine resta sotto il tetto dei 200 punti. Il differenziale fra Btp 10 anni e Bund di pari durata risale a 197,7 punti base (+0,66%) e il rendimento del decennale italiano rstazione a 1,58%.

Sul primario sono andate bene in ogni caso le aste della mattinata e il Tesoro ha collocato sei miliardi di Btp a 5 e 10 anni, con tassi in retromarcia. Il rendimento medio del decennale è sceso a 1,56% dal 2,09% di giugno rivedendo i minimi da ottobre 2016 e il tasso del quinquennale è andato a 0,8% da 1,34%. Venduti anche Ccteu con scadenza gennaio e aprile 2025 per 1,25 miliardi, rispettivamente al tasso di 1,06% (da 1,6%) e dell’1,11%.

Nel resto d’Europa la fuga dall’azionario colpisce Francoforte, -2,12%, penalizzata dai conti e dalle previsioni di Bayer (-3,35%) e Lufthansa (-5,92%). S’inabissa Madrid -2,54%, giù Parigi -1,61%. Londra limita i danni allo 0,49% dopo i guadagni di ieri, con la sterlina ancora fiaccata dal concreato rischio di una Brexit senza accordo. Il cambio premia la moneta unica che si muove intorno a 0,917. L’euro dollaro è piatto intorno a 1,114.  

Wall Street intanto procede debole, nel giorno dell’avvio della riunione della banca centrale, che si concluderà domani e da cui ci si attende un taglio del costo del denaro di un quarto di punto. Particolare attenzione sarà dedicata alle parole di Jerome Powell per capire se questo passo, che arriva dopo un decennio, è il primo di una serie di correzioni volte a sostenere l’economia.

Trump manifesta ancora la sua delusione per la politica monetaria della Fed e invoca una grande riduzione dei tassi, mentre il Wall Street Journal attacca l’istituto centrale che apparirebbe “confuso” e troppo intimorito dalla Casa Bianca. Un certo nervosismo sui mercati è dovuto anche a una serie di attacchi di Trump a Pechino, mentre la delegazione Usa è a Shanghai per riprendere i colloqui sulle tariffe commerciali. Le tensioni pesano sui titoli tecnologici e le vendite prevalgono su Apple (-0,7%), in attesa dei conti che dovrebbero essere divulgati questa sera, dopo la chiusura della borsa americana.

Chi oggi ha aspettato i propri conti, alla viglia della pubblicazione, con grande nervosismo è Fiat, che in Piazza Affari ha lasciato sul campo il 4,32%, insieme a Exor -3,25%. Male i finanziari: Finecobank -4,76%; Bper -3,91%; Unicredit -3,23%. 

Si fermano in profondo rosso Buzzi -4,06%; Telecom -3,47%; Leonardo -3,23%. Sul listino principale gli unici due titoli positivi sono Amplifon +0,65% e Campari +0,028%. Perdono Hera -3,35%, Terna -1,67%, Italgas -1,77%, nonostante le buone semestrali.

In verde le materie prime, con il Brent che guadagna lo 0,66% e sale a 64,13 dollari al barile e l’oro che tenta di riagguantare quota 1430 dollari l’oncia (al momento 1428,55 dollari). 

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