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Borse in affanno, ma Telecom brilla

Listini europei in rosso a metà seduta: tra i settori più bersagliati il tech e il minerario – Gli operatori promuovono però la riunione del Cda di Telecom che ha confermato l’asse con Mediaset – Bancari contrastati: oggi l’Ufficio di presidenza della Commissione di inchiesta decide sulle nuove audizioni

Borse in affanno, ma Telecom brilla

Mercoledì difficile per le Borse europee. A metà seduta Milano perde mezzo punto percentuale, come Parigi. Ancora peggio Francoforte (-0,8%). Piatta Londra. Le vendite arrivano in scia al segno meno di Wall Street e dell’Asia, con Tokyo che ha archiviato la peggiore seduta dell’anno con un calo del 2%.

Sui mercati pesano anche le tensioni politiche internazionali, dalla decisione degli Usa di spostare l’ambasciata a Gerusalemme alla vicenda del Russiagate. Non si allentano neanche le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord.

Trai settori più bersagliati dalle vendite figurano il tech e il minerario, dopo il ribasso dei prezzi dei metalli.

Sul Ftse Mib brilla la stella di Telecom Italia, che guadagna l’1,7%, mettendo a segno il miglior rialzo del Ftse Mib. Ieri Tim ha confermato l’asse con Mediaset, che sembra preludere alla pax tra Vivendi e Mediaset: il Cda ha dato il via libera al management per l’acquisto dei contenuti del Biscione. Il Consiglio ha avviato l’esame del nuovo Piano industriale e approvato il budget preliminare 2018, confermando gli obiettivi. Sul tavolo anche le attese ipotesi di separazione della rete, che il nuovo ad Genish sta valutando.

Fra I titoli migliori anche Yoox Net-A-Porter (+1,57%), Leonardo (+0,97%) e Unicredit (+0,65%, in controtendenza rispetto agli altri bancari).

Sul versante opposto, a Piazza Affari il titolo peggiore è quello di Stmicroelectronics, che viaggia in fondo al Ftse Mib con un ribasso di tre punti percentuali. La società italofrancese continua a pagare l’ondata di vendite che si sta abbattendo sui tech a livello globale. Il DJ Stoxx tech europeo è il peggior benchmark settoriale in Europa con una discesa dell’1,12% mentre sui circuiti asiatici il sell-off sugli high tech ha zavorrato molte Borse. Il comparto è vittima di prese di profitto dopo i poderosi rialzi messi a segno da inizio anno.

Ribassi pesanti anche per Mediobanca (-2,08%), Banco Bpm (-1,68%) e Buzzi Unicem (-1,67%). Tra le banche, in rosso anche Intesa Sanpaolo (-0,4%).

È prevista per oggi la decisione dell’Ufficio di presidenza della Commissione di inchiesta sulle banche sulle nuove audizioni, compresa quella dell’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni.

Fuori dal Ftse Mib, denaro su De’ Longhi (+3,5%) dopo che Banca Imi ha migliorato il giudizio sul titolo a “buy” e alzato il target price a 13,5 euro.

In controtendenza anche Mondo Tv (+1%): Panini ha acquistato dal broadcaster una licenza per i territori di Italia, Spagna, Portogallo e Andorra per lo sfruttamento dei diritti di licensing e merchandising della serie TV Robot Trains.

Sul mercato valutario movimenti limitati, con l’euro in lieve flessione sul dollaro a 1.1813 (da 1,1816 di ieri) e 132,64 yen mentre il dollaro/yen è a 112,13.

In flessione il petrolio: -1,1% per il Wti (a 56,94 dollari al barile) e -1% per il Brent (a 62,21 dollari al barile).

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