Mercati, punto e a capo. Le Borse mondiali non trovano pace sugli sviluppi schizofrenici del conflitto in Medio Oriente, in cui un giorno sembra esserci la tregua e il giorno dopo la situazione peggiora in un attimo. E così dopo il tentativo di rimbalzo di ieri, oggi i listini appaiono di nuovo in rosso, dal Giappone agli Stati Uniti, con l’eccezione di Milano e del Nasdaq. In compenso riprende la corsa del petrolio, che però rimane intorno a quota 100 dollari, mentre come sappiamo nelle ultime settimane era arrivato anche a superare i 110 dollari al barile: il Wti Crude Oil scambia oggi poco sopra i 100 dollari al barile, e il Brent poco sotto. Risale un poco anche il gas, che però rimane ampiamente sotto i 50 euro/MWh, che comunque è il 63% in più rispetto ad inizio anno. Seduta positiva per oro e argento: il gold viaggia verso i 4.800 dollari l’oncia, il silver supera i 75 dollari con un balzo del 2%.
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In rosso quasi tutte le Borse. L’euro si rafforza sul dollaro, risale lo spread
In questo quadro come detto cadono le Borse di quasi tutto il mondo, a parte Milano +0,5% che recupera nel finale: poi Parigi -0,22%, Francoforte -1,3%, Londra -0,3%, indice Euro Stoxx 50 -0,58%, indice Nikkei di Tokyo -0,7%, Dow Jones al momento -0,1%, S&P 500 e Nasdaq Composite Index che riaffiorano intorno alla parità. Le tensioni in Medio Oriente e le conseguenze sugli equilibri finanziari stanno penalizzando il dollaro Usa, che oggi perde ancora terreno rispetto all’euro, col cambio che tocca la soglia di 1,17. Il Bitcoin invece oggi difende quota 71.000 dollari, dopo le ripetute oscillazioni, anche significative, delle ultime settimane. Risale un po’ la tensione sui titoli di Stato: oggi lo spread Btp Bund si allarga ma rimane sotto gli 80 punti base, col rendimento del nostro Btp decennale di riferimento al 3,75%.
Milano in controtendenza grazie al recupero di Leonardo sulle voci di Mariani nuovo Ad
Piazza Affari dunque si distingue, grazie soprattutto ai titoli energetici: Eni +4%, Tenaris +2,6%, Terna +2,5%, Italgas +2,2%, Snam +2%. Da segnalare anche il recupero di Leonardo +3,1% dopo il tonfo dovuto alle voci della non conferma del Ceo Roberto Cingolani: secondo i rumors riportati da Reuters, il Governo sarebbe orientato a indicare Lorenzo Mariani, oggi amministratore delegato di Mbda Italia ma già condirettore generale di Leonardo fino al 2025, come candidato alla carica di Ad del gruppo della Difesa. Il Medio Oriente in fiamme, si sa, non fa bene al lusso e infatti sulla scia di LVMH che a Parigi perde il 3%, a Milano cadono Brunello Cucinelli -1,4%, Moncler -0,4% e Ferrari -0,7%. Male anche alcune banche: Unicredit -0,6%, Mediolanum -1%, Intesa Sanpaolo -0,5%, Mps invece +0,7% a pochi giorni dalla decisiva assemblea che coronerà Fabrizio Palermo nuovo Ad.
Wall Street parte male ma poi si svegliano i titoli tech del Nasdaq. Crolla Palantir
Infine l’America. Rispetto ai listini europei, Wall Street appare in recupero, soprattutto col Nasdaq che nel tardo pomeriggio nostro viaggia ormai intorno alla parità, grazie alla reazione di alcuni titoli del settore tech. Da segnalare in particolare Intel +3,4%, Amazon +3,3%, Meta +2,8%, e poi più timidamente Nvidia +0,4% e Tesla che oscilla sulla parità. In territorio positivo pure Walmart +1% e Netflix +0,6%. Perdite pesanti invece per Axon e per la Palantir di Peter Thiel, che crolla del 7,5%. Di nuovo in negativo anche il settore viaggi e turismo: Booking -3,5%, Airbnb -3,1%, Marriott Hotels -1%. Tra i tech non sono in giornata Microfost -1,7%, PayPal -1,5%, Alphabet -1%, Cisco -1% e Apple -0,5%.