Borse positive oggi in Europa e negli Stati Uniti, mentre rialza la testa il settore tech che ieri aveva frenato la propensione al rischio negli Usa e che questa mattina ha zavorrato gli scambi asiatici.
Piazza Affari chiude con un progresso dello 0,96% a 43.484 punti base e si riporta ai massimi dal 2007, grazie agli acquisti sui titoli del lusso, della difesa e delle banche. Regina del listino è Prysmian (+4,25%) dopo la promozione di vari broker. Nel resto del continente svetta Parigi +1,07%, nonostante la crisi politica sia ancora in mezzo al guado. Bene Francoforte +0,91%, Londra +0,7%, Madrid +0,92%, è piatta Amsterdam -0,19%. Tocca nuovi record l’oro, oltre i 4000 dollari l’oncia anche con lo spot gold.
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Bene Wall Street in attesa della Fed e la Nuova Zelanda taglia i tassi
Si muove in rialzo Wall Street in avvio, ignorando il perdurare dello shutdown. A spingere gli investitori sono le attese di prossimi tagli dei tassi da parte della Fed, con una nuova riduzione di 25 punti base questo mese. Intanto la Nuova Zelanda si allinea al volo delle colombe e sorprende tutti con un taglio dei tassi di 50 punti base, segnalando la possibilità di un ulteriore allentamento e facendo scendere il dollaro neozelandese di quasi l’1% e trascinando l’Aussie al ribasso per simpatia.
Il lingotto pesa sempre di più. Euro debole, con la crisi francese e i dati macro tedeschi
A segnalare che l’incertezza non è del tutto vinta c’è il prezzo dell’oro, che supera nuovamente se stesso conquistando altri record. Dopo il future anche lo spot gold si muove ormai saldamente oltre i 4.000 dollari l’oncia al momento a 4046,80 con un progresso dell’1,5% circa. Gli investitori – sostengono alcuni esperti – cercano rifugio nel lingotto per assicurarsi contro il rischio bolla dell’intelligenza artificiale, un timore che periodicamente torna ad affacciarsi sui mercati.
Anche ieri la frenata di Wall Street è stata indotta dal fatto che Oracle ha messo in discussione la sostenibilità del settore. Oggi però il colosso informatico rimbalza e anche Nvidia tratta in progresso, sostenuta dalle dichiarazioni del Ceo, Jensen Huang, secondo il quale la domanda per l’IA è notevolmente aumentata negli ultimi sei mesi. Per l’energia sale il prezzo del petrolio: Brent +1,39%, 66,36 dollari al barile.
Sul mercato dei cambi l’euro si conferma debole, per un cross contro dollaro a 1,161. A farsi sentire è la crisi francese insieme ai dati macro provenienti dalla Germania, dove ad agosto c’è stato un calo inatteso della produzione industriale (-4,3% su mese e -3,9% su anno). Secondo le stime del governo il PIL crescerà pochissimo quest’anno (+0,2%), ma vedrai una ripresa nel 2026 e nel 2027, rispettivamente dell’1,3% e 1,4%.
Piazza Affari, Avio (+18,2%) a nuovi massimi
La debolezza dell’euro favorisce i titoli di aziende espositrici e abbassa leggermente il peso dei dazi. Nel complesso oggi Piazza Affari vede in buon progresso titoli industriali come Prysmian, Leonardo +2,41%, Cucinelli +1,68%. Il titolo dei cavi si avvale del rialzo del prezzo target da parte di Ubs (a 105 euro da 85) e Goldman Sachs (a 99 euro da 90).
La difesa festeggia i sempre maggiori investimenti nel settore. Insieme a Leonardo chiude una seduta stellare Avio +18,32, che aggiorna il suo massimo storico. Da inizio anno le azioni della società aerospaziale hanno un saldo positivo di oltre il 320%. In un report Banca Akros cita le dichiarazioni dell’AD di Leonardo che ha quantificato in oltre 10.000 satelliti i volumi pronti per essere lanciati nello spazio nei prossimi anni.
Bene Fincantieri +1,37%. Oggi rimbalzano anche le banche a partire da Banco Bpm +2,32%, Unicredit +2,01%, Popolare di Sondrio +1,33%. Le prese di profitto penalizzano Telecom -2,76%. Anche Stellantis, -1,23%, scivola in rosso, in scia alle perdite di Bmw (-5,65% a Francoforte), dopo che ieri la società automobilistica tedesca ha tagliato le stime di utili per il 2025 a causa dei dazi Usa e alla crescita inferiore alle attese in Cina.
Acquisti sul secondario e spread in calo
La seduta si chiude in verde sul secondario dove lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata arretra a 83 punti base, con rendimenti in ribasso rispettivamente al 3,5% e 2,68%. In attesa che il primo ministro dimissionario Sébastien Lecornu parli ai cittadini del suo paese al telegiornale delle 20, anche la carta francese beneficia di questo allentamento delle tensioni sui titoli di Stato. Il quadro politico e finanziario pesa comunque sullo spread che chiude a 84 punti base (uno più del Btp). Il rendimento dell’Oat decennale è indicato in chiusura al 3,52%.
Si continua a parlare della Francia come grande malato d’Europa e si sottolinea il mini-sorpasso della spread rispetto all’Italia. Una valutazione non tanto lusinghiera per il Belpaese, che continua a fungere da unità di misura del peggio.