Giornata no oggi sui mercati azionari europei, ancora alle prese con tante trimestrali in chiaroscuro e con le incertezze di Wall Street, dove tornano pesanti le vendite sul settore tech. Il rischio bolla dei titoli legati all’IA, i dubbi della Corte Suprema sui dazi e lo shutdown creano un clima di avversione al rischio.
Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,85% a 43.068 punti base. Agli estremi del Ftse Mib ci sono i titoli di due aziende che hanno superato in modo opposto la prova dei conti: Azimut (+4,99%) svetta dopo aver alzato la guidance e migliorato la politica dei dividendi; Diasorin crolla del 18,77%, a causa dei risultati del terzo trimestre sotto le attese e del taglio delle stime per l’anno, in un contesto debole per le società di diagnostica europee dopo lo scivolone di Biomerieux due giorni fa.
Tra le principali piazze europee la peggiore è Parigi, -1,35%, penalizzata dalle vendite sui titoli del lusso, ma soprattutto dallo scivolone di Legrand, -12,19%, dopo risultati sotto le previsioni di mercato. I ribassi sono robusti per Francoforte -1,28% e Amsterdam -1,04%, mentre Madrid si è mossa in controtendenza e sale dello 0,11%.
LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI
Londra perde lo 0,66%, nel giorno in cui la BoE ha scelto di lasciare il tasso di riferimento invariato al 4%, anche se il consiglio si è spaccato e la decisione è passata con 5 voti favorevoli, mentre 4 componenti avrebbero voluto un taglio di 25 punti base. Una divisione che fa pensare a possibili riduzioni del costo del denaro nei prossimi appuntamenti.
Wall Street arretra: attese sui dazi, dubbi sull’IA e dati sul lavoro contraddittori. Tesla è in rosso, nel giorno del via libera al bonus ciclopico per Musk
I venti dell’ovest non hanno aiutato oggi le borse europee, visto che Wall Street si sta muovendo in calo a fine mattinata, con il Nasdaq che guida i ribassi (-1,67%). Tra i colossi arretra Nvidia (-3,43%) e Tesla (-5,25%) sprofonda nel giorno in cui è atteso il via libera degli azionisti al bonus ciclopico da mille miliardi di dollari per il ceo Elon Musk.
La paura di bolla dell’intelligenza artificiale riaffiora a intermittenza, mentre gli investitori e la Fed devono accontentarsi di dati sul lavoro che arrivano solo dal settore privato, visto il perdurante shutdownn. Dopo il balzo degli occupati nel settore privato, visto ieri con le buste paga, oggi è arrivata la doccia fredda dei posti tagliati, che secondo la società globale di ricollocamento Challenger, Gray & Christmas sono stati oltre 150.000 il mese scorso, in aumento del 175% rispetto allo stesso mese del 2024 e ai massimi da oltre vent’anni.
Lo shutdown scuote anche il settore dei viaggi, visto che la parziale chiusura delle attività governative sta costringendo le autorità a tagliare migliaia di voli. A creare qualche incertezza è infine il futuro dei dazi, voluti dal presidente Usa Donald Trump in attesa che la Corte Suprema si pronunci sulla discussa politica commerciale del tycoon. Ieri i giudici dell’Alta Corte hanno espresso un certo scetticismo sulla legalità delle tasse doganali e non si escludono miliardi di rimborsi per le tariffe già riscosse.
Dollaro in calo
In un contesto dai contorni ancora frastagliati si muove oggi in calo il dollaro. L’euro recupera circa lo 0,3% contro il biglietto verde, per un cambio che torna oltre 1,15. Le scelte della BoE danno sprint anche alla sterlina, per un cross con la divisa Usa 1,3 dopo aver toccato un massimo a 1,3125.
Tra le materie prime fallisce il rimbalzo il petrolio, che attualmente tratta in calo con il greggio nuovamente sotto quota 60 dollari al barile. Il Brent, gennaio 2025, perde lo 0,57% e tratta a 63,16 dollari. Oro inchiodato sui valori della vigilia: lo spot gold mostra un prezzo di 3982,35 dollari l’oncia.
Piazza Affari, bene il risparmio gestito, ma le banche sono deboli
In Piazza Affari festeggiano oggi i numeri trimestrali titoli del risparmio gestito come Azimut e Banca Mediolanum +2,29%. Le banche però sono deboli e anche Popolare di Sondrio -0,07% e Bper -0,39% devono rinunciare alla festa di matrimonio, nel giorno in cui i rispettivi cda hanno approvato il progetto di incorporazione della prima in Bper, un processo che dovrebbe completarsi entro aprile. Il rapporto di concambio per gli azionisti di minoranza di Pop Sondrio che non avevano aderito all’offerta è pari a 1,45 azioni Bper, allineato a quello di offerta.
Nel comparto i titoli peggiori sono quelli di Mediobanca -3,45% e Mps -2,35%. Piazzetta Cuccia paga un po’ l’effetto risultati (in linea con le stime) e soffre il peso degli oneri legati all’offerta vittoriosa di Siena. Arretra dello 0,47% Banco Bpm, che pure ha presentato un utile dei primi nove mesi oltre le stime.
Archiviano una seduta da dimenticare Lottomatica -6,08%, Campari -5,36% e Buzzi -3,61%. Telecom cede l’1,74%, dopo i risultati del trimestre in linea con il consensus. Fuori dal paniere principale brilla Brembo +9,22%, che nel terzo trimestre ha visto salire l’utile del 58,9% a 65 milioni, oltre le attese degli economisti. Fuochi d’artificio per Datalogic +18,32%.
Spread in rialzo
Chiude in rosso oggi anche il secondario: lo spread tra Btp decennale Bund di durata uguale sale a 76 punti base, con tassi rispettivamente al 3,41% e 2,65%.