Le notizie di oggi sono tante, ma le borse reagiscono debolmente a quelle principali: la già prevista tregua commerciale tra Usa e Cina e l’azione opposta e già scontata delle banche centrali sulle due sponde dell’Atlantico (la Bce oggi ha lasciato i tassi fermi e ieri la Fed li ha tagliati di 25 punti base). Gli investitori si concentrano invece sulle moltissime trimestrali del giorno. La foto finale mostra così una chiusura poco mossa, seppur contrastata in Europa. Piazza Affari limita i danni allo 0,09% (43.202 punti base), con l’effetto conti che porta Campari (+11,03%) sul trono delle blue chip e Stellantis (-8,88%) in fondo al listino. L’ondata di risultati lambisce anche Parigi -0,53%, Madrid -0,73%, Londra -0,01%, Francoforte +0,02%, Amsterdam +0,64%.
Mentre, in ambito macro, si sono fatti i conti con il pil della zona euro, cresciuto leggermente più del previsto nel terzo trimestre (+0,2%), soprattutto grazie alla sorpresa francese (+0,5%) e tenendo conto che Italia e Germania sono risultate in stagnazione.
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Intanto Wall Street, a fine mattinata, mostra un andamento misto: DJ +0,34%, S&P 500 -0,43%, Nasdaq -0,95%. A pesare sull’indice dei tecnologici è soprattutto il crollo di Meta -11,12% che non ha presentato numeri deludenti, ma ha seminato dubbi con le sue previsioni di spesa in conto capitale nell’IA, salite tra i 70 e i 72 miliardi di dollari, dalle precedenti previsioni di 66-72 miliardi.
Microsoft cede l’1,92%, dopo che la direttrice finanziaria Amy Hood ha dichiarato che la spesa in conto capitale accelererà in questo anno fiscale. All’opposto Alphabet guadagna il 4,5% dopo ottimi risultati, sostenuti dai ricavi derivanti dalla pubblicità su Google Cloud e YouTube.
Euro in calo
Se le decisioni delle banche centrali in questi giorni apparivano abbastanza scontate, nessuno si aspettava però la frenata del presidente della Fed Jerome Powell sulle mosse future.
In particolare il numero uno della banca centrale Usa ha detto ieri che ci sono “opinioni fortemente divergenti su come procedere a dicembre”, mentre lo shutdown blocca l’aggiornamento dei dati macroeconomici. Questo ha fatto crollare le probabilità di un nuovo taglio il mese prossimo a circa il 70%, da quasi il 90% precedente, secondo il FedWatch del Cme Group
Lagarde oggi non si è staccata dalla sua usuale retorica e le scelte si faranno di volta in volta in base ai dati. Morale l’euro al momento tratta debole contro il dollaro a 1,156.
Il biglietto verde prevale nettamente contro lo yen per un cambio di 154,19, dopo che anche anche la BoJ è rimasta ferma, ma le parole del governatore Ueda avrebbero aperto la porta a politiche meno restrittive.
Tra le materie prime l’oro è in progresso, ma non riesce a tornare a 4000 dollari l’oncia, il petrolio è in timido guadagno (Brent 64,40 dollari al barile, +0,12%), sperando nell’accordo Usa Cina, grazie al quale gli Stati Uniti dovrebbero ridurre le tariffe sulle merci cinesi al 47%, in cambio di un alleggerimento dei controlli di Pechino sulle terre rare e di un impegno nella lotta al fentanyl.
Piazza Affari, l’effetto conti domina il listino
L’effetto conti domina oggi il listino di Piazza Affari dove Campari svetta dopo l’annuncio di una crescita organica resiliente nei primi nove mesi del 2025 e un incremento delle vendite e dell’Ebitda rettificato. Così JP Morgan ha alzato la raccomandazione a ’neutral’ da ’underweight’ e il target price a 6 euro da 5. I numeri sostengono anche Tenaris +4,85% e Italgas +4,17%.
Brillano inoltre sull’indice delle blue chip Telecom +4,81% e Ferrari +1,7%. All’opposto crolla Stellantis, con il mercato deluso soprattutto dal riferimento alla guidance per l’anno “confermata, tranne l’indicazione sull’adjusted Ebit che forse anticipa un peggioramento”, commenta Equita. I ricavi del terzo trimestre sono risultati invece in linea con le stime degli analisti.
Male anche Prysmian, -4,01%, nonostante la revisione al rialzo della guidance per l’intero 2025. Il titolo aveva già guadagnato molto e le attese erano molto altre, così non sono bastati a sostenere il rally dei risultati pur brillanti.
Amplifon -1,8% ha deluso e rivisto ulteriormente le stime per l’intero anno. Banca Akros ha così ridotto il prezzo obiettivo a 16 euro per azione da 22,5 euro precedente, portando la raccomandazione a ’neutral’ da ’accumulate’.
Nel quadro odierno le banche restano abbastanza defilate. Guardando alle big è in lieve rialzo Intesa +0,55%, ma Unicredit cede lo 0,82%. Secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta la tassazione sulle banche “è limitata” e non comporta rischi di “instabilità finanziaria”.
Fuori dal paniere principale Webuild (+0,8%) chiude positiva, dopo la depressione iniziale per il no della Corte dei Conti alla delibera del governo sulla costruzione del ponte di Messina. Il governo ha detto però che replicherà ai rilievi e che l’opera si farà.
Spread stabile
La crescita zero del terzo trimestre non pesa oggi sulla carta italiana, che si conferma saldamente ancorata a uno spread di 76 punti base. I rendimenti dei due decennali benchmark (Btp e Bund) risultano oggi leggermente in rialzo, rispettivamente al 3,4% e 2,64%.