La propensione al rischio si è affievolita oggi in Europa, dopo l’avvio contrastato di Wall Street dopo la notizia che a novembre gli Usa hanno perso 32mila posti di lavoro. La chiusura per la maggior parte delle borse continentali è così nuovamente fiacca, mentre Wall Street è alle prese con dati macro da leggere in chiave Fed ed è appesantita da Microsoft (-1,83%) su indiscrezioni relative alla riduzione delle stime di vendita di prodotti di intelligenza artificiale del colosso di Seattle.
Milano tiene con Stellantis e Mps; spread sotto 70 punti base
Piazza Affari è praticamente incolore (+0,06%), ma preserva il segno più soprattutto grazie a Stellantis (+7,7%), con il titolo promosso da alcuni broker e incoraggiato dalle attese di una proposta del presidente Usa Donald Trump a favore delle auto a benzina. Tra banche deboli rialza la testa Monte dei Paschi (+1,36%) dopo quattro sedute consecutive in profondo rosso a causa dell’indagine sulla scalata a Mediobanca (+0,42%).
A fare scintille in giornata è stato in realtà il secondario con lo spread tra decennale italiano e tedesco che è sceso brevemente sotto la soglia psicologica di 70 punti base, per chiudendo con un ribasso del 2,51% e tassi in calo rispettivamente al 3,45% e 2,75%.
Madrid splende con Zara
Tornando all’azionario europeo svetta su tutte le piazze Madrid, +0,73%, che ha toccato i suoi massimi storici al traino di Inditex (+9,78%), casa madre di Zara, che ha visto un forte avvio delle vendite invernali, ben oltre le stime. Francoforte è timidamente negativa, -0,07%, Londra arretra dello 0,14%, Parigi +0,07%. Meglio Amsterdam, +0,51%.
Usa: delude il lavoro
La giornata è stata ricca di dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti e molto attesi in vista della riunione della Federal Reserve del 9-10 dicembre. In particolare delude la fotografia sul mercato del lavoro di novembre nel settore privato scattato da Adp, società che fa le buste paga. Il mese scorso sono stati persi 32mila posti, contro attese di una crescita di diecimila. Il PMI servizi appare ben oltre la linea di 50, che separa contrazione ed espansione, ma il dato di novembre è inferiore al quello di ottobre: 54,1 punti, contro i precedenti 55 punti e 55 punti attesi.
L’Ism servizi sale a 52,6 oltre le stime di 52. La produzione industriale lo scorso mese ha fatto un mini passo avanti dello 0,1%, mentre i prezzi alle importazione sono rimasti invariati. Un quadro che nel complesso sembra rafforzare le probabilità di un taglio dei tassi di un quarto di punto da parte della Fed, ma che non sta così entusiasmando l’azionario. Si ricorda comunque che ben cinque dei 12 responsabili delle politiche di voto del Federal Open Market Committee della banca centrale hanno espresso opposizione o scetticismo nei confronti di un’ulteriore riduzione dei tassi, mentre un nucleo di tre membri del Consiglio dei Governatori con sede a Washington vuole che i tassi scendano.
Inoltre ogni stormir di fronda solleva dubbi a Wall Street sulla tenuta dei titoli legati all’IA benché il settore sia anche in fermento dopo che la notizia che Marvell Technology acquisirà Celestial AI in un’operazione in contanti e azioni dal valore di 3,25 miliardi di dollari, per rafforzare il business nei semiconduttori dedicati all’AI e ai data center cloud. Sempre nel settore dell’intelligenza artificiale, il Financial Times ha scritto che la start-up Anthropic ha incaricato lo studio legale Wilson Sonsini di avviare i lavori per una delle più grandi Ipo di sempre, che potrebbe arrivare già nel 2026 e bruciare sul tempo OpenAI.
Dollaro in calo e yen in rialzo
Le attese di una Fed colomba si riflettono anche sul mercato valutario, con il dollaro che oggi perde terreno contro le principali valute. L’euro tratta a 1,166 con un progresso dello 0,32%. Anche la Bce terrà la sua riunione di politica monetaria questo mese, il 18 dicembre, ma non sono attesi cambi di rotta e interventi sul costo del denaro. Oggi la presidente Christine Lagarde, parlando al parlamento europeo, ha osservato che l’inflazione “resta vicina al nostro obiettivo del 2%”.
Sempre sul mercato dei cambi il dollaro prede terreno anche contro lo yen, a 155,18 (-0,44). La banca centrale giapponese si riunisce il 18-19 dicembre e il sentore di un suo intervento sui tassi al rialzo si è leggermente affievolito, ma resta in ogni caso un ampio margine di incertezza. Tra le materie prime oggi recupera terreno il petrolio, mentre la pace in Ucraina, dopo i colloqui di Mosca, sembra ancora lontana.
Il future Wti di gennaio tratta a 59,51 dollari al barile (+1,48%) e il Brent di febbraio a 63,20 dollari al barile (+1,2%). Oro in lieve progresso a 4219,13 dollari (+0,32%). Tonico l’argento, il cui valore è più che raddoppiato da inizio anno. Il gas tratta poco sopra 28 euro al MWH ad Amsterdam, nel giorno in cui la Ue ha approvato il divieto totale di tutte le importazioni di gas russo entro il 2027.
Piazza Affari, bene Stm e titoli oil
Al netto delle blue chip già citate sale oggi in Piazza Affari Stm, +5,65%, in scia all’annuncio di Marvell Technology. La ripresa delle quotazioni del greggio sostiene l’appeal dei titoli milanesi del settore: Saipem +2,97%, Tenaris +2,34%, Eni +1,01%. Nell’auto (con Stellantis) brilla Ferrari +2,66%. Tornano gli acquisti sui titoli della difesa, Leonardo +1,68%. I maggiori ribassi sono per Lottomatica -3,1%, Prysmian -2,55%, Italgas -2,17%.
Giornata di realizzi anche su Buzzi -1,55% e Generali -1,82%. Le banche hanno perso terreno nel corso degli scambi. Mps recupera, ma Banco Bpm arretra dell’1,93 e anche le big Intesa (-0,34%) e Unicredit (+0,08%) chiudono fiacche.