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Borse 29 settembre: Wall Street non scalda l’Europa. A Milano vola Cucinelli, male le banche

Piazza Affari è maglia nera a causa delle vendite sui titoli bancari, ma Brunello Cucinelli rimbalza dopo il crollo della scorsa settimana. Scende di molto il prezzo del petrolio mentre l’oro aggiorna i massimi di sempre

Borse 29 settembre: Wall Street non scalda l’Europa. A Milano vola Cucinelli, male le banche

Le borse europee inaugurano la settimana con una seduta fiacca, in attesa dei dati sull’inflazione in uscita nei prossimi giorni e con Wall Street positiva nonostante il rischio shutdown. La prospettiva pesa però sul dollaro e mette le ali all’oro, che aggiorna i suoi prezzi record. Crolla d’altra parte il prezzo del petrolio. 

La chiusura in Europa vede Milano in maglia nera, -0,22%, a causa delle vendite sulle banche, ancora in tensione per il contributo che il settore sarà chiamato a versare in occasione della prossima legge di bilancio. Rimbalza invece Brunello Cucinelli (+9,02%) dopo lo scivolone della scorsa ottava legato alle accuse degli hedge fund di aver violato le sanzioni alla Russia. Il gruppo, che ha già respinto l’addebito, anticipa la diffusione dei dati preliminari al primo ottobre, giorno in cui terrà una conference call. 

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Tra le altre piazze europee è in leggero calo anche Madrid -0,2%, mentre si apprezzano in misura modesta Francoforte +0,07%, Parigi +0,13%, Londra +0,14% e Amsterdam +0,36%. Dall’agenda macro si trae la notizia che, a settembre, è cresciuta l’incertezza percepita sull’andamento economico nell’Unione europea. Secondo i dati diffusi dalla Commissione, l’indice che misura l’incertezza economica è salito di 0,5 punti, attestandosi a quota 17,2.

Spread poco mosso. Il centrodestra vince nelle Marche 

Tornano all’azionario milanese, sul listino principale sono in evidenza anche Moncler +3,59%, Saipem +2,21%, Prysmian +2,18%, Leonardo +2,08%; arretrano Popolare di Sondrio -2,8%, Banco Bpm -2,77%, Unicredit -2,75%, Mediobanca -2,58%, Buzzi -2,31%, Eni -1,72%. L’obbligazionario chiude poco mosso e lo spread tra decennale italiano e tedesco si restringe a 86 punti base, mentre i tassi scendono rispettivamente al 3,57% e 2,71%.

In ambito politico in queste ore in Italia il focus è sulle elezioni regionali nelle Marche, dove è stato confermato il candidato presidente del centrodestra Francesco Acquaroli, contro il candidato di centrosinistra Matteo Ricci.

Wall Street, Nasdaq in rialzo con Nvidia

Oltreoceano a Wall Street si muove contrastata (DJ -0,16%, S&P 500 +0,23%, Nasdaq +0,53%), ma tra le mega cap suona la carica Nvidia (+2,37%), in spolvero dopo le vendite della scorsa ottava, quando la partnership da 100 miliardi di dollari con OpenAI aveva suscitato scetticismo degli investitori sulla sostenibilità del business dell’intelligenza artificiale.

In ambito geopolitico salgono timidamente le speranze di pace in Palestina nel giorno dell’incontro a Washington tra il presidente Usa Donald Trump e il leader israeliano Benjamin Netanyahu. In tema dazi invece arriva una nuova mazzata dagli Stati Uniti, che imporranno tariffe del 100% sui film prodotti all’estero, perché – scrive Trump su Truth – “il nostro settore cinematografico ci è stato rubato da altri Paesi, proprio come ‘le caramelle a un bambino” . 

Il rischio shutdown mette il turbo all’oro e zavorra il dollaro

Oggi Donald Trump cercherà di convincere democratici e repubblicani al Congresso affinché estendano i finanziamenti governativi, ma il rischio paralisi pesa comunque sul dollaro, che perde quota contro le principali valute e mette il turbo all’oro, che si porta su nuovi massimi storici. Tra l’altro lo shutdown potrebbe far slittare anche la pubblicazione del rapporto sulle buste paga di settembre in agenda per venerdì prossimo. Un dato che riveste sempre un grande interesse, soprattutto in un momento in cui il mercato scommette in nuovi tagli dei tassi da parte della Fed. Oggi Beth Hammack, presidente della Fed di Cleveland, ha dichiarato che è necessario mantenere una politica monetaria restrittiva per raffreddare l’inflazione, ma nonostante ciò i trader prevedono una probabilità del 91,4% di un taglio di 25 punti base alla prossima riunione della banca centrale Usa.

Il biglietto verde scivola soprattutto contro lo yen (-0,6%) per un cambio a 148,61. L’euro rosicchia lo 0,22% e il cross si muove vicino a 1,173. A fare la parte del leone è ancora una volta l’oro, che aggiorna i suoi massimi di sempre. Lo spot gold ha toccato un massimo di 3832,75 dollari l’oncia e al momento ridimensiona leggermente i guadagni a 3824,13 dollari con un progresso dell’1,7%.

Petrolio in profondo rosso tra nuovi tagli e ritorno del greggio iracheno 

Crolla oggi il petrolio sotto l’incalzare dei piani dell’Opec+ per un nuovo aumento della produzione a novembre e la ripresa delle esportazioni di greggio dal Kurdistan iracheno attraverso la Turchia. Un quadro che rafforza le prospettive sull’offerta globale. Secondo tre fonti citate da Reuters il cartello e i suoi alleati domenica prossima dovrebbero confermare un aumento di almeno 137.000 barili al giorno (bpd) per novembre.

Nel frattempo, sabato scorso il greggio ha ripreso a fluire attraverso un oleodotto dalla regione semi-autonoma del Kurdistan, nel nord dell’Iraq, verso la Turchia per la prima volta in due anni e mezzo, ha affermato il ministero del Petrolio iracheno. In questo contesto il future di novembre del Wti perdono il 3,56% per un prezzo di 63,38 dollari al barile; il future Brent dicembre 2025 arretra a 67,06 dollari al barile con un calo del 3,12%.

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