Piazza Affari chiude oggi regina in Europa (+1%, 42.911 punti base) grazie a un forte ritorno degli acquisti sulle banche, mentre lo spread si avvicina ai suoi minimi di sempre. Oltreoceano d‘altra parte Wall Street aggiorna i suoi record dopo l’accordo quadro tra Stati Uniti e Cina, che dovrebbe trovare il pieno compimento giovedì con il summit di Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. Nel corso di questa ottava si attendono inoltre i responsi di tre banche centrali come Fed, BoJ e Bce e un’importante tornata di trimestrali, a partire da molte mega tech Usa.
Tornando all’azionario europeo: chiudono caute, ma positive le piazze di Francoforte +0,31%, Londra +0,06%, Parigi +0,16%, Amsterdam +0,31%. Meglio Madrid, +0,86%, che ha aggiornato i suoi massimi di sempre in giornata. Nel resto del mondo la settimana si apre complessivamente nel migliore dei modi, visto il rally dei listini asiatici (per tutti il Nikkei, +2,46%, ha segnato un altro record) e quello della Borsa di Buenos Aires (+20% al momento) dopo la netta vittoria del presidente Javier Milei alle elezioni legislative di metà mandato. In un contesto di forte propensione al rischio soffre l’oro, che perde circa il 3% e tratta in questi istanti sotto i 4000 dollari l’oncia.
Wall Street corre in avvio di una settimana clou per le trimestrali e la politica monetaria
L’ottimismo sull’evolversi delle relazioni tra Washington e Pechino porta oggi anche Wall Street ad aggiornare i suoi massimi , mentre prende il via il viaggio in Asia del presidente Donald Trump a partire dal Giappone. In questo momento il DJ si apprezza dello 0,49%, lo S&P 500 dello 0,98%, il Nasdaq dell’1,63%. La settimana si prospetta ricca di eventi, a partire dalle riunioni delle banche centrali. La Federal Reserve statunitense concluderà il suo meeting mercoledì e l’attesa è che tagli i tassi dello 0,25%, anche alla luce di un’inflazione meno aggressiva di quanto temuto. Il focus del mercato sarà su quanto dirà il governatore Jerome Powell e se fornirà indicazioni sulle riunioni successive, vista la penuria di dati macroeconomici a causa del perdurante shutdown. Intanto la Casa Bianca è al lavoro per sostituire Powell e il segretario al Tesoro Scott Bessent afferma che la rosa dei nomi ha ormai solo cinque petali e che il prescelto sarà probabilmente annunciato dopo il Ringraziamento.
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Nel corso di questa ottava presenteranno le trimestrali molte mega tech, come Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon e Meta. Queste, secondo gli analisti, dovranno mettere sul piatto risultati concreti provenienti dall’IA, per convincerli che le elevate valutazioni di Wall Street sono adeguate. Intanto New York butta il cuore oltre l’ostacolo e scommette sulle azioni di colossi tecnologici come Qualcomm, Intel, Nvidia e Broadcom, Tesla, Apple, Super Micro Computer, insieme ai titoli delle società cinesi quotate negli Stati Uniti.
Euro-dollaro poco mosso
In attesa delle scelte delle banche centrali l’euro-dollaro tratta poco mosso in area 1,163, mentre il biglietto verde tocca la settima seduta in progresso contro lo yen a 153,08. A mettere sotto pressione la valuta giapponese sarebbe la nomina della nuova premier Sanae Takaichi, considerata una colomba in ambito fiscale, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio ha aggiunto stress sulla valuta.
Giovedì anche la Bce e la BoJ alzeranno il velo sulle loro decisioni. Tra le materie prime oggi a soffrire sono oro e argento, mentre il petrolio galleggia senza una direzione precisa dopo il recente recupero in scia alle sanzioni Usa alla Russia. Il future Brent gennaio 2026 tratta in progresso dello 0,11% a 65,27 dollari al barile, mentre il Wti, dicembre 2025, sale dello 0,4% a 61,75 dollari.
Piazza Affari, Monte Paschi domina il listino
Piazza Affari si avvicina nuovamente a 43 mila punti oggi grazie alla spinta delle banche, a partire da Monte dei Paschi di Siena che sale del 3,25%. Mps beneficia della promozione di Bnp Paribas – che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 10,6 euro – e guarda all’assemblea della controllata Mediobanca (+1,79%), che domani nominerà il nuovo cda indicato da Siena, con presidente Vittorio Grilli e ad Alessandro Melzi d’Eril.
Nel settore sono in evidenza anche Bper +2,75%, Unicredit +2,3%, Popolare di Sondrio +2,61%, Intesa +1,81%, Banco Bpm +1,68%. In un più largo ambito finanziario brillano Unipol +2,38% e Poste +1,62%. Tra i titoli petroliferi fa capolino nella top ten del giorno Tenaris +2,71%. Chiude una seduta no invece Campari -2,07%, in linea con il comparto alcol a livello europeo dopo che un report sul settore ha mostrato un ulteriore peggioramento dei consumi statunitensi.
Scende inoltre Lottomatica, -1,4% e alcuni titoli della sanità come Amplifon -1,37, Recordati -0,77%, Diasorin -1,14%k influenzati negativamente dal tonfo di Roche (-1,83% a Zurigo), penalizzata dalla retrocessione di Jeffries, che ha declassato il titolo a “underperform” da “hold” a causa delle preoccupazioni sulle prospettive del gruppo biofarmaceutico, riducendo l’obiettivo di prezzo sul titolo da 270 a 230 franchi svizzeri.
Spread in calo, verso i minimi di agosto
Chiude una seduta in verde anche la carta italiana, che in giornata si è avvicinata ai 77 punti base, differenziale minimo toccato a metà a agosto e in miglioramento rispetto al record del 2010. La chiusura odierna è intorno a 78 punti base, con un rendimento del Btp decennale del 3,4%, contro il 2,62%, in un contesto di acquisti sui titoli di Stato della zona euro.
Migliora leggermente anche lo spread tra il decennale francese e quello tedesco, che non si stacca però da 80 punti base. L’Oat chiude infatti con un tasso del 3,42%, anche perché Moody’s ha modificato l’outlook su Parigi da ‘stabile’ a ‘negativo’ a causa dell’instabilità politica del paese.