Le principali borse europee chiudono in positivo una seduta contrastata, con Milano (+1%) che si conferma la migliore d’Europa: il Ftse Mib guadagna l’1% a un soffio dai 43mila punti, sostenuto dai titoli bancari con Mps, Bper e Unicredit in pole. Madrid aggiorna nuovi massimi storici sfiorando i 16.000 punti, mentre Parigi chiude debole dopo che Moody’s ha rivisto l’outlook dei titoli di Stato francesi da “stabile” a “negativo” a causa dell’instabilità politica. Francoforte chiude poco sopra la parità. Il mercato resta sostenuto dall’ottimismo su un accordo preliminare siglato nel weekend dai due Paesi, che potrebbe sfociare in un’intesa ufficiale al vertice tra Donald Trump e Xi Jinping in programma giovedì in Corea del Sud. Wall Street continua il rally, spinta dai titoli tech, e gli indici sono pronti a toccare nuovi record. Dopo la vittoria elettorale di Javier Milei, la Borsa di Buenos Aires vola di oltre il 20%, il peso argentino si rafforza del 9% e i rendimenti dei bond crollano sotto il 10%.
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I riflettori restano puntati sulla Federal Reserve, che mercoledì annuncerà la sua decisione sui tassi: il mercato sconta un nuovo taglio di 25 punti base, dopo che l’inflazione americana di settembre è risultata sotto le attese. Nella seconda parte della settimana toccherà anche a Bce e Bank of Japan. E poi continua la stagione delle trimestrali, in arrivo i conti di 5 delle “Magnifiche Sette”: Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon e Meta.
Sul fronte valutario, l’euro quota 1,1640 dollari. Petrolio e gas virano in negativo: Brent -0,35% a 65,71 dollari, Wti -0,37% a 61,27 dollari, gas a 31,2 euro al megawattora (-2,4%). L’oro scende sotto i 4.000 dollari l’oncia (-2,2% spot, -2,5% future).