Seduta a diverse velocità oggi per le borse europee, per quelle statunitensi e per quelle asiatiche, mentre gli investitori continuano a tutelarsi facendo incetta di oro e argento, che toccano nuovi massimi. I listini del Vecchio Continente chiudono deboli, soprattutto per prese di profitto mentre si avvicinano le feste natalizie e la pace in Ucraina sembra ancora lontana: Milano -0,35% (in un listino che vede ai poli opposti Diasorin +4,66% e Stellantis -4,63%); Francoforte -0,04%; Londra -0,39%; Parigi -0,37%; Amsterdam -0,2%; Madrid -0,05%.
Diversamente Wall Street si muove tonica nelle prime ore di scambi, sorretta – come nelle ultime sedute della scorsa ottava – da un ritorno di fiducia nei titoli dell’IA e dalle attese di una Fed colomba nel 2026. In questi minuti il DJ segna +0,49%; lo S&P 500 +0,55%; il Nasdaq +0,55. Svetta il listino delle piccole imprese, Russell 2000 +1,61%. Bene le borse asiatiche, dove il Nikkei di Tokyo ha guadagnato l’1,81%, grazie alla debolezza dello yen e agli acquisti sui titoli tech; le piazza cinesi invece hanno apprezzato la decisione della banca centrale di lasciare invariati i tassi.
Oggi il Financial Times stila anche una prima classifica di vincitori e vinti sui mercati azionari nel 2025. In Europa campeggia il settore della difesa e in particolare Rheinmetall (+154%), dopo la decisione del cancelliere tedesco Friedrich Merz di sbloccare centinaia di miliardi per investimenti militari. In Italia è tra i migliori Leonardo, +90%. Negli Usa hanno corso anche il comparto dell’intelligenza artificiale, e dei metalli preziosi, mentre hanno sofferto i titoli legati ai consumi, per colpa dei dazi.
Nuovi record per oro e argento
Continuano a fare fuochi d’artificio oro e argento, che aggiornano oggi i loro prezzi record. Lo spot gold tratta oltre i 4420 dollari l’oncia (con un rialzo vicino al 2% e dopo aver toccato un massimo di 4429,23 dollari). A spingere questo lungo rally dei preziosi metalli è la forte domanda di beni rifugio, in un mondo che avrà ancora molte matasse da dipanare nei prossimi mesi. I prezzi si rafforzano inoltre a fronte di un indebolimento del dollaro e sulle attese che la Federal Reserve taglierà i tassi di un quarto di punto altre due volte nel 2026. Anno nel quale si assisterà anche a un cambio della guardia ai vertici della banca centrale Usa e il presidente americano Donald Trump, che da tempo chiede una politica monetaria più accomodante, nominerà il successore di Jerome Powell, il cui mandato terminerà a maggio prossimo.
Il petrolio trova spunti nelle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, dopo che gli USA hanno intercettato una petroliera in acque internazionali al largo delle coste del paese sudamericano, sollevando timori di interruzione delle forniture. I future di Wti e Brent si apprezzano del 2,3%, con prezzi rispettivamente di 57,83 dollari al barile e 61,82 dollari.
Sul mercato dei cambi il dollaro si conferma debole e l’euro tratta attualmente in progresso dello 0,4% contro il biglietto verde per un cross di 1,176. La divisa statunitense la prossima settimana dirà addio a un anno deludente e, nonostante la recente stabilizzazione, molti investitori ritengono che il declino della valuta riprenderà l’anno prossimo, con la ripresa della crescita globale e l’ulteriore allentamento della Fed.
Piazza Affari in calo con utility e banche
Piazza Affari arretra a 44.593 punti base, nella prima seduta di una settimana cortissima che terminerà domani. Tra le blue migliori del giorno c’è oggi Saipem, +4,33%, che in partnership con Offshore Oil Engineering, si è aggiudicata un contratto Epci da Qatar Energy del valore di circa 3,1 miliardi di dollari per la sola oil service e di circa 4 miliardi di dollari in totale. Tra i titoli petroliferi segna un buon rialzo anche Eni +0,97%.
Continua a muoversi sotto una buona stella Telecom Italia +2,55%, che in mattinata è arrivata a perdere fino al 6%, forse su prese di beneficio in prossimità della fine di un anno da incorniciare. Ieri il cda della società di tic ha approvato la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie con un concambio 1 a 1 e conguaglio in denaro pari a 0,12 per azione di risparmio. Una scelta che ha spinto le Telecom R a +8,6%. Gli analisti valutano positivamente anche la restituzione del canone concessorio da un miliardo, anche se la mossa della Cassazione arrivata oggi era in buona parte già scontata nelle quotazioni.
Si apprezza Nexi +1,91%, in scia a ipotesi di stampa secondo cui Cdp starebbe valutando di aumentare la propria quota nella regina dei pagamenti digitali poco sotto il 30%, coinvolgendo altri investitori italiani. Fincantieri, +0,61%, debutta in timido progresso sul Ftse Mib. Vendute invece Stellantis, Campari, -2,4%, Ferrari -0,9%. Inoltre sono deboli le banche e le utility, azioni che sono andate molto bene nei mesi scorsi. Arretrano oggi Banco Bpm -0,93%, Mps -1,33%, Unicredit -0,88%; Hera -0,8%, Terna -0,78%, Italgas -0,64%. Fuori dal paniere principale resta intatto l’appetito per il titolo della Juventus, +2,14%, promosso a “hold” da Kepler Cheuvreux. Il mercato continua a guardare alla possibilità Tether rilanci dopo che la prima proposta di acquisto della società è stata respinta dalla famiglia Agnelli.
Sale lo spread
La chiusura è in rosso sul secondario per la carta italiana. Lo spread tra Btp decennale e Bund di medesima durata si allarga a 67 punti base (+3,55%) e i tassi salgono rispettivamente al 3,57% e 2,9%.