Il pil cinese del terzo trimestre superiore al previsto (+1,1%), la schiarita nelle relazioni Pechino-Washington, le speranze per il nuovo governo giapponese e per la pace in Ucraina: i pianeti si sono allineati oggi nel migliore dei modi, consentendo alle borse europee di centrare un rimbalzo e a Wall Street di partire con il piede giusto, mentre il Nikkei di Tokyo ha chiuso a nuovi massimi con un progresso del 3,37%.
Piazza Affari conclude la prima seduta della settimana con un rialzo dell’1,52%, che porta l’indice principale a 42.392 punti base. Tra i titoli migliori del giorno ci sono le banche, dopo l’approvazione della manovra che ha definito il loro contributo e in vista dei risultati trimestrali a partire da Unicredit +2,84%, mercoledì. È un momento felice anche per la carta italiana, che vede una chiusura positiva sul secondario (lo spread col Bund scende oggi a 79 punti base) e un boom del nuovo Btp Valore sul primario, nel primo giorno di collocamento. Alle 16, dopo sette ore, gli ordini erano vicini ai 5 miliardi contro i 3,4 miliardi raggiunti nello stesso arco di tempo dall’edizione precedente.
LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI
Tra le borse europee la performance è brillante per Francoforte +1,82%, Madrid +1,37%, Amsterdam +1,1%, Londra +0,5%. Fanalino di coda resta Parigi +0,39%, con la Francia colpita nell’immagine e nel portafogli dal clamoroso furto al museo del Louvre e dal taglio del rating da parte di S&P. Il listino è zavorrato da Bnp Paribas, che sale oltre il 5% in Generali ma che soprattutto cede il 7,73% in Borsa, dopo che un tribunale newyorkese ha riconosciuto l’istituto complice delle violenze in Sudan. Sull’altro piatto della bilancia c’è Kering (Gucci) +4,83%, premiata dagli acquisti dopo il maxi accordo per la cessione della divisione beauty a L’Oréal.
Wall Street ritrova slancio con i tech
Anche Wall Street ritrova slancio nella mattina americana, dopo i nervosismi della scorsa ottava legati ai problemi di alcune banche regionali, che hanno riportato a galla i timori di uno stress sistemico. Altre trimestrali hanno però alleviato queste preoccupazioni, nell’attesa che questa ottava pubblichino i loro conti dei pezzi da novanta come Tesla, Netflix, Coca Cola, Ford, GM, Procter & Gamble, IBM e Intel. In settimana inoltre arriverà un dato macro importante come quello relativo all’andamento dei prezzi al consumo, in un periodo in cui gli investitori sono a digiuno di dati a causa dello shutdown.
In questo periodo comunque la Fed non ha respinto le aspettative di un taglio dei tassi e i futures prevedono un allentamento di un quarto di punto questo mese, con un’altra probabile riduzione a dicembre. A portare una ventata di ottimismo sono poi i toni più concilianti con la Cina del presidente Usa Donald Trump, che ha ventilato l’idea di ridurre le tariffe se Pechino riprenderà ad acquistare prodotti chiave come la soia. Al momento il DJ guadagna lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,99%, il Nasdaq l’1,39%.
Il titolo di Amazon è in rialzo dello 0,5%, dopo che i problemi ad Amazon Web Services, che hanno creato problemi ai siti di tutto il mondo, questa mattina, sono stati in gran parte risolti. Prendono slancio i tech: Super Micro Computer (+7,2%) è il migliore sullo S&P 500. Micron Technology e Arm guadagnano il 3,6%, Amd e Salesforce il 3,5%, Apple il 3%, Nvidia lo 0,6%.
Nuova corsa all’oro, petrolio in calo e gas piatto
Dopo i recenti realizzi l’oro si sta nuovamente muovendo in rialzo e il future dicembre guadagna oltre il 3%, per un prezzo che ha superato in giornata anche i 4350 dollari l’oncia. Sono relativamente più modesti i progressi dello spot gold, che segna +1,78% e un prezzo di 4325,72 dollari l’oncia. Il petrolio invece resta ancora al palo e vede i prezzi scendere in misura intorno all’1%. Il greggio texano tratta a 56,52 dollari al barile, mentre il Brent a 60,68 dollari.
Resta congelato anche il gas, sulla piazza Ttf di Amsterdam. Il prezzo si aggira sui 32 euro al Mwh, nel giorno del via libera allo stop al gas e al Gnl russo entro il 2027 da parte dei ministri dell’energia dell’Ue, con l’eccezione di Ungheria e Slovacchia. Sul mercato dei cambi l’euro dollaro è poco mosso a 1,166.
Piazza Affari, in vetta STM, Pop di Sondrio e Leonardo
Dopo i recenti realizzi, torna a ruggire Leonardo, che oggi è tra le blue chip migliori del listino milanese con un progresso del 4,32%. In un settore della difesa che cerca di riconquistare i suoi spazi, il titolo del colosso italiano ha trovato una spinta nelle parole dell’ad Roberto Cingolani, secondo il quale è “molto probabile” l’alleanza con Thales-Airbus sullo spazio. È possibile che l’ipotesi sia sul tavolo già nel cda di domani.
Il primo gradino del podio va oggi a Stm, +4,61%, spinta dall’accelerazione dei titoli tech statunitensi nel pomeriggio. Le banche aprono le danze con Popolare di Sondrio +3,86% e la controllante Bper, +3,23%, nell’attesa dell’avvio formale del piano di fusione tra i due istituti, la cui approvazione sarà sottoposta al via libera dei Cda nella riunione sulla trimestrale fissata il 5 novembre. Nel settore brillano Unicredit, Intesa +2,13%, Banco Bpm +2,54%.
Giornata sì per Stellantis +2,27% e per Amplifon +3,98%. Sull’azienda di impianti per la sordità Bnp Paribas- Exane ha riavviato la copertura con un rating ’outperform’ citando gli spazi di crescita del titolo dopo il calo di oltre il 40% da inizio anno. È pesante invece la chiusura di Lottomatica, -2,85%, che pubblicherà la trimestrale il 4 di novembre. Debolezza per Recordati -0,86%, Inwit -0,15%, Ferrari -0,15%, Terna -0,04%.