La svolta della corte suprema Usa sui dazi (bocciati, ma Donald Trump dice di avere un “piano B” e Bruxelles “chiede chiarezza”) sembra aver dato più gas alle Borse europee, con Piazza Affari che si riscatta dopo il tracollo di giovedì, che non a Wall Street, che festeggia più tiepidamente. Intorno alle 18 italiane il Dow Jones è appena sopra la parità mentre il Nasdaq composite guadagna l’1% ad avvicinare i 23.000 punti. Quasi tutti in rialzo i titoli tecnologici statunitensi, a parte Tesla che cede lo 0,2% ma poi Amazon +2,1%, Apple +1,4%, Microsoft +0,2%, Google addirittura +4,2%, Meta +2,4%, Nvidia +1%. Da segnalare anche la ripresa del Bitcoin che avanza di oltre il 2% e rivede quota 68.000 dollari. A proposito di dollaro, le nuove prospettive commerciali dettate dalla decisione dei giudici supremi al momento non desta scossoni, il cambio con l’euro resta appena sotto quota 1,18.
Grande riscossa per i listini europei, ad incominciare da Piazza Affari che incassa il +1,48% e supera abbondantemente i 46.000 punti, con lo spread Btp Bund che retrocede verso la soglia dei 60 punti base, e il rendimento del Btp decennale italiano al 3,35%. A Milano riprendono decisamente fiato le banche: Bper +4%, Banco Bpm +4%, Unicredit +1,5%, Intesa Sanpaolo +2,1%, Mps +3% all’indomani del cda e ad una settimana dall’atteso nuovo piano industriale con Mediobanca (anch’essa +3% oggi). Respira anche il lusso, un settore particolarmente soffocato dalle tariffe commerciali e che in attesa del temuto “piano B” del tycoon (dopo la batosta inflitta da una corte a maggioranza conservatrice, peraltro) intanto brinda: Moncler balza in vetta al Ftse Mib col +13,4%, cucinelli +2% e a Parigi LVMH +4,4%. La Borsa francese chiude anche lei col +1,4%, Francoforte +0,8%, Londra +0,6%, Madrid +1%.
Per quanto riguarda le materie prime, oggi il petrolio ritraccia un poco dopo il balzo di ieri: a Londra il Brent quota ancora più di 71 dollari al barile, un valore in linea con quelli della scorsa estate, mentre a New York il Wti crude oil resiste sopra i 66 dollari al barile. Attenzione anche al tentativo di recupero del gas naturale che viene da un mese in cui ha perso un terzo del suo valore ma oggi segna +4%. Giornata positiva pure per oro e argento, che ormai non dettano più l’agenda ma l’oro consolida la soglia dei 5.000 dollari l’oncia ritrovata ieri e l’argento supera di nuovo quota 80 dollari all’oncia, avanzando del 6%. Platino +4%, Palladio +3,8%, litio +1%.
