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Borse 16 marzo: Wall Street rimbalza e trascina l’Europa, ma a Milano tonfo Amplifon (-14,2%). Materie prime in altalena, il petrolio scende

Inizio di settimana positivo per i listini euro-atlantici. A Pazza Affari svetta Stm e Unicredit guadagna lo 0,54% nel giorno del rilancio per Commerzbank, che a Francoforte vola oltre l’8%. Oro sotto i 5.000 dollari, greggio Brent difende quota 100

Borse 16 marzo: Wall Street rimbalza e trascina l’Europa, ma a Milano tonfo Amplifon (-14,2%). Materie prime in altalena, il petrolio scende

Rimbalzano i mercati finanziari occidentali in questa prima seduta della settimana, nonostante il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente e il petrolio Brent ancora sopra i 100 dollari al barile, anche se oggi in leggero calo rispetto alla chiusura di venerdì. In questa settimana, oltre all’Iran si aggiungono le riunioni di Bce e soprattutto della Federal Reserve che dovrà valutare l’impatto della crisi energetica sull’inflazione e dunque sulle prossime decisione in merito ai tassi d’interesse. Nella mattinata italiana aveva chiuso in rosso il Nikkei di Tokyo, poi però la schiarita, dall’Europa all’America: Piazza Affari è la più timida con solo lo 0,07% a 44.347 punti, meglio Parigi +0,3%, Francoforte +0,5%, Londra +0,6%, Euro Stoxx 50 +0,4%, Dow Jones +0,8% e Nasdaq +1,2% alle 17 italiane.

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Piazza Affari perde smalto nel finale. Svetta Stm, sprofonda Amplifon

A Milano a tenere banco è l’affaire Unicredit-Commerzbank, con la banca italiana che ha lanciato un’altra offerta per superare il 30% nel capitale della concorrente tedesca. La quale però ancora non ne vuole sentire parlare: mentre l’Ad di Unicredit Andrea Orcel tende la mano per un dialogo costruttivo, dalla Germania arriva un primo no: “Offerta non concordata”. Il titolo di Unicredit a Piazza Affari alla fine chiude con solo il +0,54%. E in generale sono contrastate le banche: Banco Bpm +0,5%, Intesa Sanpaolo -0,5%, Mps -0,9%. La migliore azione del Ftse Mib in questo lunedì è Stmicroelectronics +2,66%, poi bene anche Brunello Cucinelli e Telecom Italia. Tracollo invece per Amplifon -14,28% dopo che la società ha stretto un accordo per acquisire Gn Hearing, per una operazione da 2,3 miliardi di euro. Secondo i termini dell’accordo, Gn riceverà 1,69 miliardi di euro in cassa e 56 milioni di azioni Amplifon, diventando il secondo azionista del gruppo Amplifon. In questo quadro migliora pure lo spread Btp Bund, che oggi torna sotto gli 80 punti base, col rendimento del nostro Btp 10 anni intorno al 3,73%.

In territorio positivo anche le altre Borse. A Francoforte Commerzbank sale di oltre l’8%

Anche nel resto d’Europa prevalgono gli acquisti sull’azionario. Il clima favorevole ai bancari spinge a Parigi anche Societe Generale +1,37%, mentre ancora meglio fa Commerzbank sul Dax di Francoforte, che nel giorno della nuova bussata di Unicredit balza di oltre l’8%. L’euro recupera qualcosa sul dollaro Usa dopo che la settimana scorsa il cambio era sceso sull’1,14 basso: oggi si riporta in area 1,15. E a proposito di valute è una seduta positiva pure per il Bitcoin, che guadagna il 3,5% avvicinando i 74.000 dollari. Ancora più brillante, rispetto ai listini europei, la situazione a Wall Street: bene il Dow Jones ma ancora meglio fa il Nasdaq con i titoli tecnologici in una giornata sì: Meta in seguito al maxi accordo con Nebius sull’intelligenza artificiale e alle voci su un taglio del 20% dei dipendenti sale del 2% circa, poi in ordine sparso Tesla +1,6%, Apple +1,1%, Microsoft +0,9%, Amazon +0,8%, Alphabet +0,5%, Nvidia +2%, Micron addirittura +5,3%, ma è un titolo sempre soggetto a balzi percentuali significativi.

Materie prime: petrolio debole ma il Brent difende i 100 dollari, oro sotto quota 5.000

Per quanto riguarda le materie prime, oggi il petrolio si indebolisce ma il Brent difende quota 100 dollari stazionando per tutta la giornata sui 101-102 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil a New York cede quasi il 4% e torna sui 95-96 dollari al barile. Salgono invece le quotazioni del gas. Poco mosse le commodities rifugio, ma il lieve calo percentuale dell’oro lo porta sotto la soglia psicologica dei 5.000 dollari all’oncia, mentre l’argento per quasi tutta la seduta difende gli 80 dollari l’oncia e poi oscilla un po’ al di sotto.

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