Prosegue questa sorta di melina sui mercati azionari, in attesa che finalmente questa sera parli il presidente della Fed, Jerome Powell, dopo che la banca centrale americana avrà preso la sua decisione sui tassi. Le borse europee chiudono deboli e anche Wall Street si muove poco lontano dalla parità, scommettendo su un taglio del costo del denaro di 25 punti base, ma anche nella consapevolezza che il consiglio della Fed è spaccato tra falchi e colombe e che il futuro della politica monetaria resta incerto negli Usa, mentre si comincia a ipotizzare che in molti altri paesi (compresa la zona euro) la fase di allentamento sia arrivata al capolinea. Per la presidente della Bce Christine Lagarde l’economia del blocco “sta andando meglio di quanto si temesse” e sui tassi “siamo ancora in buona posizione”.
Piazza Affari perde lo 0,25% e arretra a 43.465 punti base, zavorrata in primo luogo da Ferrari. Il cavallino rampante lascia sulla pista il 4,4%, dopo la nuova copertura di Morgan Stanley con valutazione neutrale e il taglio del target price da parte di Jefferies. Sul podio sale invece Lottomatica +2,45%. Le altre principali piazze europee non si distaccano molto dalla performance milanese: Francoforte -0,19%, Parigi -0,37%, Amsterdam lo 0,35%. Salgono Madrid, +0,16% e Londra +0,12%.
Wall Street guarda a Oracle
Wall Street mostra al momento un andamento contrastato: DJ +0,53%, S&P 500 +0,11%, Nasdaq -0,18%. Tra i titoli in focus c’è Oracle (-0,37%) che più tardi renderà noto il suo andamento trimestrale, molto interessante visto che il colosso è considerato, insieme a Nvidia, la cartina di tornasole per le prospettive dell’intelligenza artificiale. Sono deboli oggi Microsoft e Intel.
Per quanto riguarda la Fed si guarderà ai ‘dot-plot’ che chiariranno le posizioni dei governatori all’interno del board, mentre le maggiori scommesse su altri tagli nel 2026 sono scese a due e per ora non si ipotizzano sforbiciate nel 2027. Qualche indicazione arriverà anche la prossima settimana e il 9 gennaio dai dati sul lavoro, utili alla nuova riunione del 28 gennaio e tenendo conto comunque che il mandato di Powell scade nella primavera inoltrata e che il prossimo presidente sarà più vicino a Donald Trump, il quale da tempo invoca una politica monetaria più accomodante.
Brilla ancora l’argento e aggiorna il record
In un contesto così attendista gli investitori seguono con interesse l’andamento dell’argento, un antieroe che pure ha guadagnato quest’anno il 110% – facendo meglio dell’oro – e che, dopo l’impennata di ieri, ha aggiornato il suo massimo storico poche ore fa a 62,135 dollari l’oncia, per poi ripiegare sui livelli della vigilia. Lo spot gold tratta in lieve calo, ma comunque poco lontano da 4200 dollari l’oncia. Il petrolio resta sotto pressione e mostra cali frazionali: il Wti, scadenza gennaio, tratta sotto i 58 dollari e il Brent, febbraio 2026, è a 61,47 dollari.
Sul valutario l’euro-dollaro galleggia a 1,1636, mentre resta osservato speciale lo yen in vista della riunione della BoJ della prossima settimana da cui ci si attende un rialzo dei tassi dello 0,25%. Dopo aver toccato un minimo storico contro l’euro e aver rischiato uno scivolamento contro il dollaro, al momento la valuta giapponese regge l’assalto. Il dollaro cede lo 0,16%, per un cambio di 156,51.
Piazza Affari, realizzi su Leonardo; banche contrastate
Tra le blue chip di Piazza Affari oggi perde terreno Leonardo -1,66%, all’indomani di una seduta sugli scudi, mentre da Kiev è arriva l’apertura a un’eventuale coproduzione di droni con l’azienda italiana. Nel settore le prese di beneficio penalizzano anche Fincantieri (-3,62%), effervescente da quando è stata ufficializzata la notizia della sua entrata nel Ftse Mib. Le banche oggi sono contrastate: si apprezzano Unicredit +1,55%, Bper +0,68%, Banco Bpm +0,57%, mentre si colora nuovamente di rosso Mps, -0,46%, dopo il recente recupero. È piatta la controllata Mediobanca, +0,03% e i realizzi pesano su Generali -0,91%.
Tra i maggiori rialzi del giorno ci sono Prysmian +2,4%, Finecobank +1,36%, Stellantis +0,71%. Ha fatto parlare di sé Campari, +0,49%, visto che secondo indiscrezioni Reuters infatti la holding lussemburghese dell’azienda, Lagfin, sta negoziando con l’agenzia delle entrate per chiudere una controversia fiscale versando circa 400 milioni di euro. Secondo Intermonte, “la notizia, se confermata, contribuirebbe a ridurre l’incertezza sul fronte governance, eliminando un elemento di overhang legato al sequestro delle azioni in capo al principale azionista”. Tra i maggiori ribassi del giorno ci sono Inwit -1,96%, Recordati -1,75%, Interpump -1,56%, Buzzi -1,45%.
Spread in leggera salita
Chiude una seduta leggermente negativa anche la carta italiana, che vede lo spread tra Btp 10 anni e Bund 10 anni poco oltre i 70 punti base (comunque vicino ai minimi dal 2009) con tassi rispettivamente al 3,56% e 2,86%.
Oggi si sono registrate molte dichiarazioni della presidente della Bce Lagarde, che ha partecipato a un evento organizzato dal Financial Times. In particolare ha messo l’accento sulla possibilità di una revisione delle proiezioni. “Negli ultimi esercizi previsionali abbiamo rivisto al rialzo le nostre proiezioni. Ho il sospetto che potremmo farlo di nuovo a dicembre. Non ne parlerò perché ci aspetta la prossima settimana, ma l’area euro sta resistendo meglio di quanto avevamo previsto ad aprile”. Sulla politica monetaria “siamo ancora in una buona posizione” con un’inflazione al 2% e le attese che resti a questo livello nei prossimi mesi.
La presidente è tornata anche sugli eurobond per finanziare la difesa: “Lo abbiamo fatto per il Covid, era una questione di sopravvivenza. La difesa lo è altrettanto, dunque si tratta di un’applicazione perfetta per fare un’emissione comune” di debito. Intanto la Ue potrebbe aver trovato lo spunto legale per immobilizzare definitivamente fino a 210 miliardi di euro di asset sovrani russi, superando quindi il rinnovo ogni sei mesi del regime sanzionatorio.