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Borsa, Piazza Affari torna regina per un giorno

Sulle ali di Generali, Enel e Intesa la Borsa milanese guadagna l’1,37% e mette a segno la miglior performance d’Europa – Bene anche Unipol – Vendite su Tenaris, Luxottica, Azimut e Recordati – Tutti positivi i listini del Vecchio continente.

Borsa, Piazza Affari torna regina per un giorno

Un’ondata di ottimismo attraversa oggi i principali listini mondiali, trainati da Wall Street che, in apertura, aggiorna ancora i massimi storici su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq.

Le piazze europee chiudono tutte sopra la parità e Milano si conferma al primo posto, con un incremento dell‘1,37%, seguono il Ftse 100 di Londra a +0,62%, l’Ibex 35 di Madrid +0,43%, il Cac 40 di Parigi a +0,41%, il Dax di Francoforte +0,27%. Il settore finanziario registra il maggiore guadagno; bene anche i servizi per le telecomunicazioni, i titoli immobiliari, energia e industria. Nella zona euro c’è inoltre un po’ più di fiducia da parte dei consumatori.

Regina del Ftse Mib risulta Generali, che sale del 4,19%. A spingere in alto il titolo la notizia stampa di un possibile taglio di 8 mila dipendenti, Italia esclusa, corrispondente al 10% dell’intera azienda, dove attualmente lavorano 76 mila persone, di cui 15mila nel nostro paese. Ulteriori novità saranno rese note domani a Londra, durante l’“investor day”, dove verrà fatto il punto sul piano industriale. In scia Unipol +3,3% e Unipolsai +2,94%. 

Enel, che questa mattina aveva conquistato il podio, resta sugli scudi a quota +3,12%. Effervescenti i finanziari: Intesa Sanpaolo +3,18%; Unicredit +2,65%; Mediobanca +1,82%; Banca Mediolanum +2,52%; Bper +1,98%; Banco Popolare +0,59%; Bpm +0,65%. Al palo invece Mps, che arretra dell‘1,95% anche se il quorum per l’assemblea di giovedì pare raggiunto. Si tratta di un 20% del capitale, idoneo a deliberare l’aumento da 5 miliardi; decisivo l’apporto dei fondi esteri. 

Il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, si dice però preoccupato per l’impatto che un esito negativo del referendum potrà avere sulla situazione della banca senese, della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, perché gli investitori stranieri al momento stanno alla finestra.

Energetici in bianco e nero. Eni +0,88%, mentre l’Iran tende la mano. “Spero che l’Eni torni a lavorare in Iran – dice il ministro dell’industria Mohamma Reza Nematzadeh – perché il Paese è un hub importante non solo per il petrolchimico, ma anche per l’ingegneria e grandi progetti infrastrutturali”. Saipem -0,37%; Snam +0,1%; Tenaris -3,19%. Fra le utility svetta Italgas, +2,36%. 

Il petrolio in giornata si rivela piuttosto volatile, spinto in al rialzo e al ribasso da notizie contrastanti. Da un lato la Nigeria, secondo cui già oggi a Vienna, nei colloqui preparatori, i paesi Opec potrebbero raggiungere un accordo; dall’altro l’Iraq dall’altro che chiede l’esonero dal taglio della produzione a causa della sua lotta allo “Stato Islamico”. In apertura l’oro nero è in calo a New York, scambiato a 48,03 dollari al barile (-0,44%). 

Tornando a Piazza Affari: rally di Cnh Industrial, +1,86%, che lancia un’offerta di acquisto in denaro sino a 400 milioni di dollari di obbligazioni senior con scadenza nel 2017 emesse dalla sua controllata Case New Holland Industrial. Stmicroelectronics +2,96%; Exor +1,97%; Telecom Italia +1,17%; Fca +0,99%. Fra i titoli peggiori Luxottica -2,72%; Recordati -2,45%; Salvatore Ferragamo -1,69%; Azimut -2,17%.

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