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Borsa, pesa la frana del Tech. Affonda Stm, crollo Mps

L’impatto dello scandalo Facebook e la frenata del Nasdaq e dell’Asia, penalizzano le Borse europee. Ne esce favorita la corsa alle obbligazioni. Tutti in calo i rendimenti all’asta Btp del Tesoro – Deboli il petrolio e gli energetici – Brusco calo per Fincantieri dopo la presentazione di conti e piano – Telecom Italia soffre, brilla invece Amplifon

Borsa, pesa la frana del Tech. Affonda Stm, crollo Mps

La frenata dei listini Usa e dell’Asia, gelati dalla frana dei titoli tech, si è riflessa sull’andamento delle Borse europee. A Milano l’indice Ftse Mib, dopo esser scivolato sotto quota 22 mila, riduce però il ribasso allo 0,5%. Perdite superiori per Francoforte e Parigi, entrambi sotto di un punto percentuale. Londra cede lo 0,6%.

L’uscita dall’azionario favorisce la corsa delle obbligazioni. Il rendimento del Bund decennale tedesco scende a 0,48%, minimo dal 10 gennaio.



Stamane il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 7,5 miliardi di euro di titoli a medio lungo su un’offerta compresa tra 6 e 7,5 miliardi. Nel dettaglio, la terza tranche del Btp cinque anni marzo 2023 è stata assegnata per 2,5 miliardi, a fronte di un’offerta per 2-2,5 miliardi, a un tasso lordo dello 0,68%, il minimo da fine gennaio, dallo 0,89% di fine febbraio. Il decennale è stato assegnato all’1,83%, in calo rispetto al 2,06% precedente. Infine, sono stati assegnati 2 miliardi dell’undicesima tranche del Ccteu aprile 2025 che era stato offerto per 1,5-2 miliardi con un tasso dello 0,35%.

Lo European Stability Mechanism (il fondo salva-stati della zona euro) ha approvato la quarta tranche di 6,7 miliardi di euro in favore della Grecia. La decisione segue il completamento delle azioni economiche prioritarie da parte del governo ellenico. La tranche sarà usata per il pagamento del servizio del debito, per gli arretrati delle amministrazioni pubbliche e per un cuscinetto finanziario di difesa preventiva per eventuali necessità future. Il rendimento del bond governativo decennale della Grecia è stabile a 4,3%.

Debole il petrolio. Il Brent cede lo 0,7% su attese di incremento delle scorte settimanali Usa. Eni -1,1%, Saipem -2,8% e Tenaris-2%.

Il brusco calo dei semiconduttori dopo la sospensione delle forniture di chip Nvidia (-8%, indice Stoxx -4%) alle auto a guida autonoma a causa dell’incidente mortale in Arizona, si fa sentire anche in Europa: Stm (-5%) è il titolo peggiore del paniere principale. Il cda proporrà all’assemblea degli azionisti, che si terrà il 31 maggio ad Amsterdam, la distribuzione di un dividendo pari a 0,24 dollari per azione, il pagamento sarà suddiviso in quattro rate trimestrali da 0,06 dollari per azione.

La maglia nera di Piazza Affari tocca però a Fincantieri, in brusco calo (-10,6% a 10,27 euro) dopo i risultati e la presentazione del piano industriale al 2022 che prevede ricavi in rialzo del 50% e il raddoppio dell’ebitda. Kepler Chevreux ha tagliato il giudizio a ‘hold’ da ‘buy’. “Manteniamo – si legge – la nostra view sui fondamentali positiva ma l’obiettivo del piano è molto vicino al nostro target price di 1,45 euro”.

Scendono anche le banche. Banco Bpm (-0,7%) dovrebbe presentare nei prossimi giorni alla Vigilanza della BCE il piano di smaltimento dei crediti in sofferenza. Entro fine anno saranno liquidati 8 miliardi di sofferenze, in modo da arrivare nel 2020 intorno al 10% di Non Performing Exposure (NPE). È stato avviato, in anticipo sui tempi, il progetto di integrazione di Bpm nella capogruppo.

Banca Carige (-3,7%) ha annunciato il piano di riduzione dei crediti in sofferenza da qui al 2020.

Banca Mps (-5,4%) su nuovi minimi storici al dodicesimo giorno consecutivo di ribasso. Spunta una causa da 11,6 miliardi di danni contro ex sindaci, amministratori e adviser sempre per la vicenda Alexandria e Santorini proposta da Bluebelle all’assemblea del 12 aprile; ma la banca dubita che possa essere ammessa. La capitalizzazione è scesa sotto i 3 miliardi.

Poco mossa Telecom (-0,53%) appesa allo scontro sulla governance tra Vivendi e Elliott. Ieri il collegio sindacale della società ha deciso di inserire nell’odg dell’assemblea del 24 aprile la richiesta del fondo di revoca di sei amministratori in quota ai francesi.

Nel resto del listino brilla Amplifon (+2,8% a 14,51euro). Stamattina HSBC ha ritoccato al rialzo il target price a 14,0 euro da 13,50 euro, confermando la raccomandazione Hold.

Moncler -1,1%: Goldman Sachs ha rafforzato il Buy, alzando il target a 37 euro.

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