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Borsa oggi 21 agosto: tutti gli occhi sul risiko bancario. Mps sale poco, giù Banco Bpm e Banca Generali

Risiko bancario protagonista a Piazza Affari dopo la doppia Ops di Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Il mercato reagisce con cautela, mentre l’euro sale e il petrolio resta sopra 93 dollari

Borsa oggi 21 agosto: tutti gli occhi sul risiko bancario. Mps sale poco, giù Banco Bpm e Banca Generali

Il risiko bancario domina Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana. Le Borse europee aprono poco mosse, ma a Milano il Ftse Mib accende i riflettori sulla nuova offensiva di Mps, che dopo il via libera del consiglio di amministrazione ha formalizzato due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali per un controvalore complessivo vicino ai 34 miliardi di euro. La mossa di Luigi Lovaglio rappresenta la risposta all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo e riapre il confronto sugli equilibri del sistema bancario italiano. L’operazione su Banco Bpm vale circa 25,3 miliardi di euro, quella su Banca Generali circa 8,7 miliardi. Entrambe sono interamente in azioni.

L’avvio di venerdì resta nel complesso prudente. Il Ftse Mib parte intorno a +0,2%, mentre Francoforte e Londra guadagnano appena lo 0,06% e Parigi cede lo 0,09%. A Milano, però, il mercato guarda soprattutto alla reazione dei titoli coinvolti nel risiko.

Mps rilancia, ma la prima risposta del mercato è fredda

Per Banco Bpm, Mps offre 1,567 nuove azioni proprie per ogni titolo portato in adesione, senza incorporare un premio rispetto ai valori di mercato. Più generosa l’offerta per Banca Generali, con 6,958 azioni Mps per ogni titolo e un premio del 10% rispetto ai prezzi del 19 agosto. Il Monte punta a creare un gruppo con oltre 810 miliardi di euro di total financial assets e stima sinergie annue ante imposte per circa 2,6 miliardi. Banca Generali ha intanto convocato un consiglio di amministrazione per valutare la proposta, mentre ora l’attenzione si sposta anche sulle possibili contromosse di Intesa Sanpaolo.

Il confronto tra ieri e oggi mostra però una reazione tutt’altro che lineare. In genere, nelle operazioni di acquisizione chi compra viene penalizzato e chi viene comprato beneficia del premio dell’offerta. Giovedì era andata proprio così: Mps aveva perso lo 0,34%, mentre Banco Bpm aveva guadagnato lo 0,66% e Banca Generali l’1,26%. Nella stessa seduta Intesa Sanpaolo aveva chiuso a +0,41%, Bper a +0,27%, Generali praticamente invariata a -0,07%, mentre Unipol aveva lasciato sul terreno il 2,96%.

Stamattina il quadro cambia. Mps guadagna circa lo 0,4%, mentre i due target dell’offerta scendono: Banco Bpm perde circa lo 0,18% e Banca Generali il 3%. Proprio Banca Generali mostra la maggiore volatilità: dopo aver aperto a 69,40 euro, sopra la chiusura di ieri, ha rapidamente invertito la rotta scendendo sotto quota 67 euro.

Meglio Intesa Sanpaolo, in rialzo di circa lo 0,3%, e Generali, che guadagna intorno allo 0,4%. Bper resta leggermente positiva, mentre Unipol perde circa l’1%, proseguendo la debolezza già mostrata giovedì.

Europa piatta, Asia contrastata

Fuori dal risiko bancario il tono dei mercati resta molto più contenuto. Wall Street ha chiuso la seduta precedente in deciso ribasso, con il Dow Jones a -1,32%, l’S&P 500 a -0,87% e il Nasdaq a -1%, penalizzati dal nuovo rialzo dei rendimenti dei Treasury, dalla debolezza dei tecnologici e dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

In Asia prevale invece un quadro misto. Tokyo chiude in calo dello 0,3%, mentre il Kospi di Seul sale di circa lo 0,9% e Hong Kong guadagna lo 0,7%. Shanghai resta sostanzialmente invariata.

Dal Giappone arrivano anche nuovi segnali sui prezzi. L’inflazione è accelerata all’1,9% annuo a luglio, dall’1,6% di giugno, mentre il Pmi manifatturiero di agosto è migliorato a 55,1 punti, confermandosi nettamente sopra la soglia che separa espansione e contrazione dell’attività.

In Europa l’agenda macro si concentra invece sui Pmi preliminari di agosto. Dal Regno Unito sono già arrivate vendite al dettaglio in calo dello 0,5% su base mensile a luglio, ma in crescita dell’1,6% rispetto a un anno prima.

Petrolio resta sopra 93 dollari, dollaro sotto pressione

Le tensioni tra Washington e Teheran continuano a rappresentare il principale elemento di rischio esterno. Il vicepresidente americano JD Vance ha definito la pressione economica lo strumento più efficace contro l’Iran, pur parlando di una “danza delicata”, mentre l’amministrazione Trump ha annunciato un nuovo irrigidimento delle sanzioni.

Dopo cinque sedute consecutive di rialzo il petrolio prende fiato, ma resta su livelli elevati. Il Brent scende dello 0,5% intorno a 93,3 dollari al barile, mentre il Wti arretra dello 0,7% a circa 86,2 dollari. Il gas ad Amsterdam cede lo 0,8% a 64,8 euro per megawattora.

Sul valutario il dollaro resta debole. L’euro sale in area 1,169 contro il biglietto verde, mentre il cambio dollaro-yen si mantiene poco sotto quota 159. Oro a 4.552,41 dollari l’oncia, in aumento dello 0,79%.

Resta alta anche la tensione sul mercato obbligazionario americano. Il rendimento del Treasury decennale è tornato intorno al 4,71%, mentre quello del trentennale supera il 5,2%, nonostante il Tesoro statunitense abbia annunciato un ampliamento del programma di riacquisto dei titoli a lunga scadenza.

In Italia lo spread tra Btp e Bund si mantiene intorno agli 82 punti base, con il rendimento del decennale italiano in area 4,08%.

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