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Borsa, Milano regge grazie a Mediaset

Tutti in rosso, a metà giornata, i listini europei appesantiti dalla guerra sui dazi Usa-Cina – Piazza Affari cambia passo e attende l’apertura di Wall Street – Brilla il Biscione in forte rialzo dopo l’accordo con Sky – Sotto i riflettori anche Banca Generali dopo l’upgrade di Mediobanca – In calo gli industriali, male Telecom Italia. Stm in coda al FtseMib

Borsa, Milano regge grazie a Mediaset

Il tonfo dei mercati Usa, combinato con i nuovi segnali di guerra commerciale e il rallentamento della crescita in Europa, ha provocato una partenza in rosso del secondo trimestre per i listini del Vecchio Continente. Ma Piazza Affari, anche perché i futures segnalano un avvio in ripresa a Wall Street, ha reagito in tarda mattinata risalendo in terreno positivo. A Milano, la Borsa migliore, l’indice principale sale a quota 22.400.  Perdita ancora sensibile per Francoforte (-0,8%), la Borsa più sensibile all’andamento dell’import/export. Si riduce il ritardo di Madrid (-0,4%) e di Parigi (-0,4%).

L’indice Pmi manifatturiero è sceso al minimo da otto mesi a 56,6 da 58,6, comunque ancora ben al di sopra la soglia di 50 che separa crescita da contrazione. “Non dovremmo preoccuparci troppo dal calo del Pmi perché un rallentamento del passo dopo il balzo registrato a cavallo di 2017/2018 era inevitabile”, ha commentato Chris Williamson, il capo economista di IHS Markit che cura l’analisi.



Euro-dollaro poco mosso a 1,231. Il rendimento del Treasury Bill a dieci anni ha toccato ieri sera i minimi degli ultimi due mesi, a 2,71%. Attorno alle 12, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto dieci anni vale 129 punti base, praticamente invariato rispetto alla chiusura del 29 marzo (130 punti base). Il rendimento del decennale è stabile all’1,79%.

Il petrolio Brent è in rialzo a 68,1 dollari il barile: ieri sera ha chiuso in calo del 3,7%, un contraccolpo alla decisione della Cina di rispondere ai dazi imposti dagli Stati Uniti sull’acciaio e sull’alluminio cinese. Eni è poco mossa a 14,28 euro. Credit Suisse ha alzato il prezzo obiettivo a 15,75 euro da 15,50 euro, confermando il giudizio Neutral.

Nel listino italiano svetta Mediaset (+7%) dopo la firma dell’accordo commerciale con Sky. L’emittente di Fininvest avrà la possibilità di distribuire sulla piattaforma della seconda film e serie TV. Sky potrà portare la sua offerta sul digitale terrestre attraverso lo spazio messo a disposizione da Mediaset Premium. L’intesa prevede anche la nascita di una nuova società paritetica nella Pay Tv sul digitale terrestre: a fine anno, Mediaset può decidere di vendere la quota a Sky. Berenberg ha alzato il giudizio a Buy da Hold. Target price a 3,80 euro, da 3,20 euro. Mediobanca promuove il titolo ad outperform, target 4.04.

L’accordo ha un effetto positivo anche su EI Towers (+2%). In forte ribasso invece Stm (-2,7%) sulla scia del crollo dell’indice Semiconductor di Philadelphia e di Intel (-6% a New York).

Deboli gli industriali: Fiat Chrysler -1,4%. L’agenzia degli Stati Uniti per la protezione dell’ambiente ha annunciato che alleggerirà la normativa sulle emissioni delle automobili in atmosfera. Cnh Industrial -2,5%, Leonardo -2%.

Tra blue chip in ribasso anche Telecom Italia (-1,4%) e i finanziari: Poste Italiane -0,7%, Intesa -0,3%. Banca Generali +1%. Mediobanca alza il giudizio a Outperform.

Nel resto del listino, Beni Stabili +0,5%. Citigroup porta il giudizio a Buy. Masi Agricola (+0,3%) potrebbe trovare un maggiore spazio in Cina, a seguito dei dazi imposti da Pechino sul vino importato dagli Stati Uniti.

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