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Borsa, le utilities salvano Piazza Affari

Il balzo di Terna, Enel e A2A permettono al FtseMib di chiudere in sostanziale parità (+0,2%) una giornata di Borsa nervosa – Bene anche Finecobank – Vendite su Yoox, Bper, Saipem e Moncler – Tutte in rosso le maggiori Borse europee in attesa del giovedì bollente delle elezioni inglesi e della conference call di Mario Draghi.

Borsa, le utilities salvano Piazza Affari

Milano chiude timidamente positiva +0,19%, 20.760 punti, con Finecobank in spolvero (+2,32%), le utility ben intonate e la moda in forte ribasso. Debole il contesto europeo, in attesa delle elezioni inglesi (giovedì) e con l’incubo terrorismo sempre in agguato. Nel pomeriggio un uomo ha aggredito un poliziotto sul sagrato della cattedrale di Notre Dame a Parigi. 

La piazza di Londra, -0,01% sta affrontando con un certo aplomb l’avvicinarsi della scadenza e il rischio stallo, con un sostanziale pareggio fra Conservatori e Laburisti. Deutsche Bank e Citigroup invece prevedono una fase di ‘orso’ (forti ribassi) in caso di vittoria dei secondi, che sarebbe addirittura “peggio della Brexit”. Francoforte apre la settimana in profondo rosso, dopo la festa della Pentecoste di ieri: -1,04%. Giù anche Parigi -0,75%, con Edf sotto tiro dopo aver fermato un reattore nucleare da 910 Mw a Gravelines sulla Manica. Piatta Madrid, -0,05%, nonostante il Banco Popular -6,21%. Standard & Poor’s esclude che le difficoltà del gruppo bancario possano contagiare l’intero settore in Spagna.

Wall Street apre in ribasso, per il secondo giorno di fila, anche se il Nasdaq cerca di spostarsi in territorio positivo.  Google, in apertura, si mantiene oltre la soglia di 1000 dollari per azione, mentre Apple tenta il rimbalzo dopo il -1% di ieri. 

Ancora una giornata negativa per la Borsa del Qatar -1,56%, all’indomani dello stop ai rapporti diplomatici da parte di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein. Poco mossi i mercati degli altri paesi dell’area, come Emirati (-0,54%), Arabia Saudita (-0,45%) e Oman (+0,11%).

Il petrolio sembra arginare l’emorragia: Brent  49,47 dollari al barile, invariato. L’oro però attira gli investitori che cercano approdi sicuri e s’impenna dell‘1,25%, salendo a 1293,955 dollari l’oncia. Euro in leggero vantaggio sul dollaro: +0,13%, cross 1,127. 

A due giorni dalla riunione della Bce, con l’orecchio degli investitori teso a percepire se Mario Draghi userà toni meno accomodanti, la carta italiana perde quota rispetto alla mattinata. Il rendimento del decennale risale al 2,25%. Lo spread con il Bund tedesco a 199.40 punti. Prende corpo intanto, secondo Reuters, la voce che da qualche settimana circolava sui mercati: il Tesoro prepara un nuovo benchmark trentennale, il titolo 1 marzo 2048 da collocare “nel prossimo futuro” tramite sindacato bancario. 

Sul Ftse Mib mettono a segno una buona performance le utility: A2a +1,86%; Enel +1,4%; Italgas +0,46%; Snam +0,84%; Terna +1,18%. Resta tonica Eni +0,79%, anche se perde un po’ terreno rispetto alla mattinata. Le banche chiudono in ordine sparso: perdono soprattutto Bper -1,53% e Banco Bpm -1,58%; mentre guadagnano Unicredit +0,52% e Ubi +0,54%. Giù Azimut -1,28%, mentre risulta poco mossa Banca Generali +0,04%, nonostante  l’ottimo andamento della raccolta a maggio. La società di gestione triestina ha riportato flussi netti positivi per 669 milioni (+54,5% rispetto a maggio 2016).

La galassia Agnelli chiude in bianco e nero con Ferrari a +0,87% e Fiat -0,72%; Exor -1,3%. La moda archivia una seduta rosso fiammante: Moncler -1,83%; Ferragamo -0,83%; Ynap -2,89%. Vendite sostenute su Saipem -1,54%; Stm -1,49%. Rimbalza Cnh +1,02%.

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