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Borsa, la sfida tra i De Benedetti scalda Cir ma occhio a Unicredit

L’accordo ponte sui dazi tra Usa e Cina piace ai mercati – Brexit ad alta tensione – La manovra italiana al via – Riflettori di Piazza Affari su Cir, Unicredit e Mediobanca

Borsa, la sfida tra i De Benedetti scalda Cir ma occhio a Unicredit

Partenza positiva della settimana finanziaria, anche se oggi è chiusa per festività la Borsa del Giappone, devastato peraltro da un catastrofico tifone, e non lavoreranno i mercati obbligazionari Usa. Fermi per il Columbus Day. Ma sui listini regna il buonumore dopo le prime intese sui commerci tra Cina e Stati Uniti. Pechino ha deciso di aumentare gli acquisti di prodotti agricoli e di derrate alimentari da Washington, anche per fare fronte ad una pesante epidemia suina. In cambio gli Usa hanno eliminato i dazi in programma da domani. Resta alta la tensione sul tema della proprietà intellettuale, ma il peggio, per ora, è scongiurato.

SALE SHANGHAI, IN FORTE CALO L’EXPORT

In terreno positivo le Borse cinesi: l’indice Hang Seng di Hong Kong guadagna l’1%. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,3%. Taiex di Taiwan +1,6%. Kospi di Seul +1,3%.



Il cambio dollaro yuan scende sui minimi degli ultimi due mesi a 7,054 (-0,5%).
I dati sulla bilancia commerciale cinese diffusi stanotte mostrano gli effetti dei dazi statunitensi. In settembre le esportazioni sono scese del 3,2%, in peggioramento dal -1% di agosto, il consensus si aspettava -2,8%. In forte calo anche le importazioni: -8,5.

STERLINA IN FRENATA, OGGI PARLA LA REGINA

Clima più disteso anche nel Vecchio Continente. Si profila un accordo in extremis sulla Brexit, ma le difficoltà restano notevoli. Il partito unionista dell’Irlanda del Nord ha criticato le aperture di Boris Johnson sulla frontiera con l’Unione Europea, mentre il capo della trattativa su Brexit per l’Unione Europea, Michel Barnier, ha affermato che le ultime proposte della Gran Bretagna sono troppo vaghe per poter essere ritenute una base di partenza. Oggi la sessione parlamentare sarà aperta dalla Regina.

La sterlina si indebolisce stamane dopo due giorni di fortissimo rialzo. Cross euro sterlina 0,874. L’euro dollaro è poco mosso a 1,103: la scorsa settimana ha guadagnato lo 0,6

L’oro è in calo per il terzo giorno consecutivo a 1.487 dollari.

I future sulle borse europee e quelli di Wall Street anticipano un avvio in rialzo della settimana.

STASERA IL NOBEL DELL’ECONOMIA

In questo clima si apriranno in settimana l’assemblea della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Anche in queste sedi si parlerà di dazi. Non solo quelli sulla Cina ma anche le nuove tariffe che gli Usa imporranno sui prodotti europei per un valore di 7,5 miliardi di euro: sono in fibrillazione il made in Italy e tutti i prodotti europei interessati. 

Da segnalare stasera l’assegnazione del premio Nobel per l’economia.

OGGI LA MANOVRA ITALIANA, AL VIA LE TRIMESTRALI USA

Oggi il dato macro più rilevante riguarda la produzione industriale della zona euro cui seguiranno domani l’indice Zew sulla fiducia e mercoledì l’andamento dell’inflazione in Francia, Regno Unito ed Italia. Parlando del Belpaese attenzione anche ai dati sulla bilancia commerciale, sul fatturato e sugli ordinativi industriali. Ma soprattutto domani dovrà essere spedito a Bruxelles il Draft Budgetary Plan, una sorta di riassunto della Manovra, il cui testo invece dovrebbe essere approvato e inviato al Parlamento entro il 20 dello stesso mese.

Negli Usa prende il via la campagna dei conti aziendali del terzo trimestre. Domani, prima dell’apertura di Wall Street, usciranno i dati di JP Morgan, Citi, Wells Fargo and Bank of America, il primo test utile per capre l’impatto che sta avendo il calo dei tassi sull’andamento dei conti bancari. In settimana daranno i numeri circa 50 società nel paniere S&P 500 tra cui Morgan Stanley, Netflix, Ibm, Honeywell e Schlumberger.

AL VIA IL NUOVO QE USA, TRICHET PROMUOVE LA LINEA DRAGHI

Secondo le previsioni gli utili del trimestre registreranno un calo del 4,1%, il più pesante dal 2016. In questa cornice la Federal Reserve ha annunciato che inizierà ad acquistare circa 60 miliardi di dollari al mese di titoli di Stato per assicurare “ampie riserve” nel sistema bancario, un programma che proseguirà almeno fino al secondo trimestre del 2020 ed ha comunicato che continuerà almeno fino a gennaio le operazioni repo. 

Intanto si scalda il dibattito in attesa del prossimo vertice della Fed. In settimana uscirà il Beige Book, il rapporto sullo stato dell’economia a stelle e strisce. Nei prossimi giorni parleranno James Bullard, governatore della Fed di Saint Louis, John Williams di New York, Esther George di Kansas City e Charles Evans di Chicago.

Sempre teso il clima alla Bce, a due settimane dall’uscita di Mario Draghi, che ha ricevuto però l’appoggio del suo predecessore Jean Claude Trichet che ha promosso a pieni voti la politica tenuta dal banchiere italiano, a partire dal QE, alla vigilia dei nuovi intervento Il programma di stimolo da venti miliardi di euro al mese, in partenza il primo novembre, ha a disposizione una quantità esigua di obbligazioni tedesche di lungo periodo da acquistare perciò, a norma di regolamento, nel giro di un anno dovrebbe arrestarsi. L’ostilità al QE annunciato da Mario Draghi a settembre è però tale che non sembra possibile si riesca a trovare un’intesa su una modifica delle regole d’investimento, le quali, prevedono di non andare oltre il 33% del debito di un singolo stato. 

IN FRENATA IL BUND, PIAZZA AFFARI OLTRE QUOTA 22 MILA

Di qui le vendite sui titoli di Berlino di venerdì: Il Bund si è indebolito a -0,43% (+4 punti base), mentre il Btp si è apprezzato a 0,92% (-3 punti base. Lo spread Italia-Germania si è ristretto a 135 punti base, sui minimi delle ultime tre settimane. In forte ascesa a fine settimana i listini azionari: FtseMib +1,7%, oltre la soglia dei 22mila punti.

L’INGEGNERE SFIDA I FIGLI: INCOMPETENTI E SENZA PASSIONE

Sul fronte di Piazza Affari riflettori accesi oggi sul terremoto intanto ha investito l’editoria italiana. Calo De Benedetti, in trasparente contrasto con i figli Marco e Rodolfo, ha annunciato un’offerta di acquisto, attraverso la sua controllata al 99% Romed, del 29,9% delle azioni Gedi Spa (Gruppo Espresso- Itedi al prezzo di chiusura di giovedì, e cioè euro 0,25 ad azione, 36-38 milioni in tutto). Cdb pone alcune condizioni: i componenti il consiglio di amministrazione di Gedi di nomina Cir rassegnino le proprie dimissioni entro due giorni lavorativi dal trasferimento delle azioni. Ma la richiesta non riguarda l’ing. John Philip Elkann ed il dr. Carlo Perrone che potranno mantenere le attuali cariche e gli attuali poteri”. “Sono profondamente amareggiato e sconcertato da questa iniziativa di mio padre” ha replicato Rodolfo definendo peraltro “del tutto inadeguata l’offerta”. Affermazioni “bizzarre” ha replicato l’Ingegnere che accusa il figlio di “aver distrutto valore per mancanza di passione e competenza”. Una saga familiare in piena regola che svela una diversità di vedute sul futuro del gruppo editoriale. Tante le ipotesi: la rottura dell’alleanza con Exot o, al contrario la cessione del controllo a John Elkann. O l’ingresso di un nuovo socio. L’Ingegnere, con un’offerta irricevibile, ha deciso di costringere tutti a metter le carte in tavola.

Da seguire gli ultimi capitoli della storia infinita di Alitalia, che coinvolge da vicino Atlantia. Non si esclude del tutto una nuova proroga, anche se il Governo ha smentito tale ipotesi. Atlantia (che riunirà il suo cda proprio martedì) e Ferrovie vorrebbero da Delta un maggiore impegno azionario (più degli attuali 100 milioni di euro per il 10%) e un ruolo di primo piano per Alitalia nella prossima joint venture. Intanto la liquidità del vettore sembra ormai agli sgoccioli.

SOTTO I RIFLETTORI MEDIOBANCA ED INWIT

Sotto i riflettori sul listino anche Unicredit: in vista del business plan che sarà presentato il 3 dicembre, il mercato già valuta la probabile creazione di una sub-holding in cui far convergere le partecipazioni non italiane in vista di una possibile quotazione o di altre operazioni straordinarie.

Cresce intanto l’interesse per le manovre di Leonardo De Vecchio su Mediobanca. Fonti vicine al patron di Essilor/Luxottica citate dal Financial Times hanno confermato la sua intenzione di varcare la soglia del 10 per cento nella banca. Il quotidiano dedica oggi un lungo ritratto a Del Vecchio sottolineando che le partite in Italia ed in Francia che lo riguardano sarà decise, come afferma un concorrente “dalla sua longevità”.

Da seguire anche Inwit con la quotazione che si muove su livelli record. In vista dell’alleanza sulle torri, Vodafone ha scisso un ramo d’azienda che racchiude 10.977 torri con i contratti per i relativi siti, oltre che 64 dipendenti, ha scritto Il Sole 24 Ore di sabato.

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