Condividi

Bonus elettrodomestici, si parte il 18 novembre: le tre importanti novità dell’incentivo spiegate da Applia Italia e Aires

Alle ore 7 di martedì 18 novembre scatta il click day del bonus elettrodomestici. Marco Imparato, dg di Applia Italia, e Davide Rossi, dg di Aires, spiegano le tre importanti innovazioni dell’incentivo

Bonus elettrodomestici, si parte il 18 novembre: le tre importanti novità dell’incentivo spiegate da Applia Italia e Aires

È fatta, il bonus elettrodomestici parte alle ore 7 di martedì 18 novembre, una data già altre volte annunciata ma poi sempre rimandata. Ciò che renderà questa iniziativa molto più efficace delle altre sono le innovazioni messe a punto dalla collaborazione tra Applia Italia e Aires, che già costituiscono un riferimento per le associazioni dei produttori e dei rivenditori europei.

A spiegare a FIRSTonline in cosa consistono queste innovazioni sono rispettivamente Marco Imparato, direttore generale di Applia Italia, che riunisce le aziende del settore elettrodomestici e apparecchiature professionali, e Davide Rossi, direttore generale e consigliere dell’Aires, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici specializzati e vicepresidente di Ediel Holding.

Elettrodomestici, risponde Imparato

Dottor Imparato, come avete evitato i due vizi di origine dei bonus precedenti? Il primo è stato favorire i big delle vendite e cioè i brand non europei che vantano prezzi bassi. Il secondo che, finiti gli incentivi, le vendite crollavano. 

“Applia ha subito richiesto che i bonus vengano applicati agli apparecchi made in Europe ed è questa l’innovazione che abbiamo chiesto subito, con l’appoggio di Aires. Una novità alla quale le altre associazioni europee, come quella polacca, per esempio, stanno guardando,c. Perché se è vero che le vendite sono cresciute è anche vero che di questo aumento i produttori europei non hanno tratto vantaggio”.

Abbiamo saputo che all’inizio le aziende di Applia non sembravano molto favorevoli al nuovo bonus. È vero?

“Sì, ma poi hanno cambiato idea, anche perché le tre condizioni che il consumatore deve rispettare per ottenere il bonus sono importanti: gli elettrodomestici devono appartenere alle classi energetiche più elevate, alla consegna il consumatore deve dare il vecchio apparecchio per il corretto smaltimento. Terza condizione, appunto, il made in Europe”.

E se non consegna il vecchio elettrodomestico?

“Il rifiuto non impedisce l’acquisto ma parte la segnalazione al Ministero per richiedere la restituzione dell’importo dello sconto. La condizione posta è importante per favorire la corretta raccolta dei Raee. Quanto al requisito riguardante l’origine europea dell’apparecchio, sarà molto chiaro perchè già ora i rivenditori e i produttori si sono organizzati e gli elettrodomestici saranno contrassegnati da un apposito bollino. Inoltre i consumatori troveranno sul sito di Invitalia, l’elenco degli apparecchi oggetto del bonus. Si tratta di una piattaforma informatica che già funziona bene e sulla quale le aziende stanno già caricando i loro apparecchi. Noi siamo del parere che l’iniziativa che abbiamo avviato incontrerà il favore dei consumatori perché sembra che in Europa stiano crescendo la sensibilità e la consapevolezza che occorre scegliere apparecchi efficienti e far lavorare le fabbriche europee. Certo, il montante previsto dal governo non è una gran cifra, poco meno di 50 milioni, ma proprio per le novità previste è un segnale importante. Siamo certi però che dovrebbe essere almeno biennale per aiutare in modo concreto le industrie europee, invertendo il trend negativo”.

In prospettiva, se i risultati del bonus italiano saranno efficaci, le associazioni potrebbero chiedere alla Commissione Europea di mettere a punto una iniziativa comunitaria?

“Ci auguriamo di diventare un riferimento per le altre associazioni ma è l’Europa che si deve attivare stanziando le necessarie risorse”.

L’ideale sarebbe…?

“Che diventasse una misura strutturale”.

Elettrodomestici, risponde Rossi

Un rapido inciso che dimostra quanto sia in realtà ben gestibile nella sua procedura l’edizione 2025 del bonus: lo sconto è del 30% sul prezzo d’acquisto, fino a 100 euro. Se il cliente ha un Isee inferiore a 25.000 euro, lo sconto può arrivare a 200 euro. L’attesa è stata lunga, a causa di alcuni intoppi durante le procedure parlamentari e ministeriali, ma ora tutti  i protagonisti si dichiarano ben più soddisfatti rispetto alle altre volte. Ce lo conferma Davide Rossi. 

Dottor Rossi, perchéi critici ancora una volta parlano di effetto-droga per il bonus e gli incentivi, sottolineandone i costi eccessivi per lo Stato? 

“Non avrà nessun effetto droga, un termine che tra l’altro non mi è mai piaciuto. Parliamo casomai di effetto-bolla che poi non c’è. Innanzitutto, tecnicamente, tra gli incentivi del cosiddetto decreto ristrutturazioni e il bonus elettrodomestici ci sono differenze importanti, perché il bonus del 30 per cento non è cumulabile e non va a gravare sul bilancio dello Stato. Mentre gli incentivi del decreto ristrutturazioni vanno a pesare sui cinque anni successivi. Quanto al fatto che un bonus soltanto anticiperebbe gli acquisti, non è così. Parlarne, come accade, da mesi crea interesse, ha un effetto-curiosità per chi, come fanno tanti italiani, continua a tenere in casa elettrodomestici obsoleti ad alto consumo. Crea prima un effetto-curiosità, poi un indubbio effetto-pedonabilità. E quando i clienti sanno che otterranno subito lo sconto, spesso si convincono a entrare in negozio. Il bonus comincia così a propagarsi sul mercato”.

Quali altri positivi effetti, vi aspettate?

“Quelli sui quali abbiamo lavorato in stretta collaborazione con Applia Italia. In pieno accordo sulla clausola che lo sconto vada a premiare apparecchi fabbricati in Europa. Ma poi vorrei sottolineare che viene dato un grande aiuto alla corretta raccolta e al corretto smaltimento di vecchi apparecchi che altrimenti andrebbero a  disperdersi nell’ambiente o in altri percorsi. Non va dimenticato che nelle raccolte Raee il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa. C’è un altro effetto positivo che questa nostra iniziativa può ottenere e cioè che i consumatori scoprono le innovazioni che differenziano gli elettrodomestici oggetto dello sconto, soprattutto per quanto riguarda i consumi. E spesso accade che una volta arrivati nel negozio scoprano che magari hanno interesse a cambiare qualche altro apparecchio obsoleto e troppo rumoroso, o particolarmente innovativo. Un effetto-curiosità che essendo tutti molto distratti e non sempre informati, può favorire il rinnovo di un parco-elettrodomestici vecchio e con consumi elevati”.

Dottor Rossi, le pongo la stessa domanda che ho posto al dottor Imparato:quale sarebbe il futuro ideale per i bonus?

“Confermo quanto detto dal dottor Imparato. L’ideale sarebbe che diventassero strutturali, ma chiediamo intanto che diventino almeno biennale”.

Commenta