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Bitcoin in caduta libera con volatilità alle stelle

Nel 2018 il Bitcoin ha perso oltre il 70% e la crescita della volatilità testimonia che determinare il suo esatto valore è quanto mai incerto – Probabili nuovi rilevanti aggiustamenti, ma è difficile dire in che direzione

Bitcoin in caduta libera con volatilità alle stelle

Dopo la quotazione di fine 2017 la regina delle criptovalute aveva toccato il suo valore massimo storico di $19.188 il 16 dicembre 2017. Con andamenti fortemente altalenanti, il prezzo toccava poi quello che sarebbe stato il livello massimo dell’intero 2018 il 7 gennaio: $17.072. Da allora in poi sono cominciati i dolori. Il prezzo medio mensile del Bitcoin è sceso da $12.987 di gennaio a $3.653 di dicembre impilando una perdita complessiva del 71,8%. Però, se un individuo particolarmente sfortunato avesse acquistato Bitcoin il 7 gennaio e li avesse rivenduti il 16 dicembre – giorno in cui il prezzo toccava il minimo dell’intero anno di $3.178 – avrebbe perso l’81,4% del valore investito.

Al solito, prevedere il futuro del prezzo di un’attività finanziaria è un azzardo. Anni fa, non a caso, Burton G. Malkiel descrisse l’andamento dei prezzi delle azioni nel titolo di un libro “A random walk down Wall Street”, paragonandolo al cammino di un ubriaco. Tuttavia, qualcosa si può provare a diagnosticare sulla base degli andamenti passati, soprattutto se ci si concentra non solo sui movimenti del livello del prezzo ma anche sulla volatilità del prezzo stesso. In tal senso, alcune osservazioni paiono interessanti.



Vediamo prima l’andamento del prezzo medio mensile. Come già detto, il valore massimo lo si è avuto a gennaio ($12.987) e quello minimo a dicembre 2018 ($3.653). Tuttavia, la caduta del prezzo in corso d’anno non è stata lineare. Tra gennaio e febbraio si è registrata una prima importante flessione (-27,6%), cui è seguito un assestamento tra febbraio e marzo (-3,2%) e una nuova caduta (-12,7%) tra marzo e aprile. Però, tra aprile e maggio si osserva un recupero (+6,7%). E, se il trend fortemente negativo riprende tra maggio e giugno (-19,8%), tra giugno e luglio si ha una piccola ripresa (+4,5%). Poi, per tre mesi, il prezzo del Bitcoin mostra variazioni relativamente piccole, sebbene sempre al ribasso: -5,4% tra luglio e agosto; -3,0% tra agosto e settembre; -0,6% tra settembre e ottobre. È invece da novembre che riprende la tregenda. Tra ottobre e novembre il prezzo cede il 16,2% e l’anno finisce con il crollo relativamente più ampio: -32,7% tra novembre e dicembre.

Abbiamo però accennato che si deve guardare non solo l’andamento del prezzo ma anche la sua volatilità, che calcoliamo come deviazione standard delle chiusure giornaliere nel mese di riferimento. Infatti, quanto più elevata la volatilità tanto più il mercato esprime incertezza sul prezzo e, viceversa, quanto più bassa la volatilità tanto meno il mercato è incerto sul prezzo. Pertanto, anche la volatilità sembra darci qualche indicazione rilevante pure per il Bitcoin. Da gennaio a ottobre 2018 la volatilità si era ridotta, pressoché univocamente e in modo drastico dal 15,4% di gennaio al 2,2% di ottobre. Unica eccezione era stata la piccola risalita, dal 9,1 al 10,3%, osservata tra giugno e luglio. Ebbene, tra ottobre e novembre 2018 la volatilità del prezzo del Bitcoin è schizzata dal 2,2 al 19,1% (livello mensile massimo dell’intero anno) e, sia pur riducendosi vistosamente, a dicembre si è assestata all’8,2%, valore ben superiore a quello del trimestre agosto-ottobre (5,0%).

In conclusione, il fatto che le forti cadute del prezzo del Bitcoin a novembre e dicembre si sono accompagnate a un aumento della volatilità del prezzo lascia presumere che si è accresciuta anche l’incertezza sul valore di questo asset. Vale a dire, è probabile che ci siano presto nuovi aggiustamenti significativi. Se uno volesse estrapolare il trend, quegli aggiustamenti se li aspetterebbe ancora al ribasso. Ma non è detto … così come non si può prevedere da quale parte andrà il passo successivo di chi ha bevuto troppo.

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