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Bitcoin e oro toccano nuovi massimi: ora c’è anche la paura sul debito mondiale

Ci sono diversi motivi alla base del nuovo rialzo di bitcoin e oro, tra cui lo shutdown Usa, la forte domanda degli istituzionali e la debolezza del dollaro Usa

Bitcoin e oro toccano nuovi massimi: ora c’è anche la paura sul debito mondiale

Nuovo rialzo del bitcoin e nuovo balzo dell’oro. Secondo gli analisti ciò è dovuto alle crescenti preoccupazioni fiscali in alcune delle maggiori economie mondiali, tra cui Stati Uniti, in Giappone e in Europa.

Mentre i settori legati all’intelligenza artificiale continuano a essere i preferiti, alcuni investitori, preoccupati per il crescente accumulo di debito in Paesi chiave e per la fatica che questi Paesi che stanno dimostrando nella gestione, si stanno spostando verso asset alternativi, come metalli preziosi e criptovalute, in un movimento che hanno battezzato “degradement trade“, una sorta di “svilimento degli investimenti” che comporta l’allontanamento dalle principali valute a favore di Bitcoin, oro e argento, percepiti come porti sicuri. 

La situazione politica negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa “dà un motivo per acquistare oro e Bitcoin come protezione contro il deprezzamento” ha detto a Bloomberg Chris Weston, responsabile della ricerca per Pepperstone Group. “È diventato un importante investimento in rialzo” ha aggiunto, ricordando la frenesia anche in questo mercato, chiamata Taco, cioè la paura di restare fuori da una corsa del mercato. Invece i mercati obbligazionari potrebbero accusare pressioni sulla prospettiva di maggiori emissioni per finanziare le maggiori spese indicate dai governi di paesi chiave. 

Bitcoin a nuovi massimi. Ecco le altre concause 

Il Bitcoin si è avvicinato al suo massimo storico: il token ha superato i 123.000 dollari. La criptovaluta più grande al mondo per valore di mercato ha raggiunto un massimo storico ieri, guadagnando quasi il +2,7% a 125.245,57 dollari. Il precedente record era di 124.480 dollari, segnato a metà agosto e quest’anno è in rialzo di oltre il 30%. Il valore di mercato di Bitcoin è di circa 2,45 trilioni di dollari, mentre quello di Ether è di quasi 545 miliardi di dollari.

Ci sono altri motivi alla base del nuovo rialzo dell’asset digitale. Intanto gli investitori temono che si prolunghi oltre le attese la chiusura del governo degli Stati Uniti, il cosiddetto shutdown, iniziato mercoledì scorso con la minaccia che Washington passi a licenziamenti di massa di dipendenti federali. “Questa volta la chiusura è importante” dice Geoff Kendrick , responsabile globale della ricerca sugli asset digitali presso Standard Chartered Plc, aggiungendo che prevede un rialzo di Bitcoin durante questo periodo. Il valore di Bitcoin è cresciuto costantemente per gran parte dell’ultimo anno, grazie al clima legislativo favorevole a Washington inaugurato dal presidente Donald Trump. 

Ma il rally è sostenuto anche dalla forte domanda da parte degli investitori istituzionali, dall’afflusso negli ETF e dagli acquisti per proteggersi dalle diffuse tensioni geopolitiche. Non ultimo, gli analisti ricordano che ad alimentare il sentimento rialzista è la performance storicamente positiva di Bitcoin nel mese di ottobre, che le è valsa il soprannome di “Uptober“. Il token ha guadagnato terreno in nove degli ultimi 10 nel mese di ottobre.

Anche la debolezza del dollaro statunitense contribuisce a dirottare interesse verso le cripto. Bloomberg riferisce che i record di oro e bitcoin sono da ricondurre anche al timore di una perdita di ancoraggio delle valute tradizionali, indebolite da anni di politiche monetarie di ultra-stimolo e da una situazione debitoria preoccupante. Il Giappone, per esempio, ha un rapporto tra debito e Pil del 260%. Il dollaro quest’anno si è indebolito di circa il 30% rispetto al Bitcoin.

Oggi lo yen è crollato dell’1,6% rispetto al dollaro, poiché la vittoria di Sanae Takaichi alla guida del Giappone ha alimentato le aspettative di stimoli fiscali e frenato le scommesse su un immediato aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone. Le preoccupazioni per le finanze del Giappone hanno fatto sì che il rendimento dei titoli di Stato trentennali raggiungesse il massimo storico.

Anche l’euro ha i suoi problemi, con la nuova incertezza politica innescata dal nuovo fallimento nel trovare un governo per la Francia. L’euro ha perso lo 0,26% a 1,1714 dollari, mentre la sterlina è scivolata dello 0,22% a 1,3440 dollari.

L’oro già vicino ai 4.000 dollari l’oncia. Prossimo target a 4.200 dollari 

È questione di poco: il metallo giallo si dà per scontato che raggiunga i 4.000 dollari l’oncia. Stamane è intorno ai 3.927 dollari, dopo essere salito dell’1,5% in precedenza, raggiungendo un record appena sopra i 3.944 dollari. 

Quest’anno l’oro è salito di quasi il 50%, sostenuto dai forti acquisti delle banche centrali, dalla crescente domanda di fondi negoziati in borsa garantiti dall’oro, da un dollaro più debole e dal crescente interesse degli investitori al dettaglio in cerca di una copertura in un contesto di crescenti tensioni commerciali e geopolitiche.

“Riteniamo che vi siano ragioni sia fondamentali che legate allo slancio per un ulteriore rialzo dell’oro e ora prevediamo che i lingotti raggiungeranno i 4.200 dollari l’oncia entro la fine dell’anno”, ha affermato Ubs in una nota.

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