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Best Employers 2026: Lavazza, Sorgenia e Granarolo sul podio delle 100 aziende dove si lavora meglio in Italia

La classifica Italy’s Best Employers 2026 conferma un podio tutto italiano, con alcune sorprese. Intanto Maria Luisa Gota (Eurizon) è tra le 100 donne più influenti della finanza Ue

Best Employers 2026: Lavazza, Sorgenia e Granarolo sul podio delle 100 aziende dove si lavora meglio in Italia

La classifica Italy’s Best Employers 2026, stilata dalla piattaforma Statista sulla base di oltre 300mila valutazioni dei dipendenti, conferma ancora una volta il primato delle aziende italiane nella capacità di garantire un ambiente di lavoro soddisfacente. Sul gradino più alto del podio si posiziona Lavazza, che ottiene il punteggio massimo di 10, seguita da Sorgenia e Granarolo, completando un podio interamente tricolore.

Tra le prime dieci posizioni figurano anche Heineken (4), Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori (5), EssilorLuxottica (6), Bialetti (7), Novartis (8), Samsung (9) e Fratelli Carli (10). La classifica evidenzia la presenza di aziende italiane o a guida italiana nei settori più diversi, dall’alimentare al lusso, dalla ricerca scientifica alla tecnologia.

Best Employers 2026: la metodologia della classifica

Il sondaggio, giunto alla sua sesta edizione, è stato realizzato da Statista e pubblicato da Corriere.it. Le valutazioni si basano sulle opinioni spontanee e anonime dei dipendenti, raccogliendo dati sul clima aziendale, carichi di lavoro, strumenti e dotazioni, rapporti con i superiori e retribuzione. Un focus particolare è stato dedicato al lavoro femminile, per analizzare se le opportunità di carriera e la possibilità di negoziare la retribuzione siano effettivamente paritarie rispetto ai colleghi maschi. La metodologia aggiornata ha ampliato e arricchito i criteri di valutazione, fornendo un punteggio più dettagliato e realistico.

Italy’s Best Employers: le sorprese della classifica 2026

Alcune posizioni riservano curiosità: Lamborghini (17) precede Ferrari (19), mentre Barilla (16) supera De Cecco (27). Tra i colossi tecnologici, Microsoft (20), Google (29) e Apple (59) compaiono più in basso. La prima banca è Banca di Asti (31), la prima università è Università di Pisa (34), mentre lo Iulm di Milano si colloca al 41° posto. La prima azienda farmaceutica della classifica è Gsk (14).

La graduatoria mostra come le aziende italiane, dalle imprese di famiglia ai gruppi quotati in Borsa o controllati da fondi di investimento, coprano settori diversi e offrano strutture organizzative e percorsi professionali variegati, senza esprimere un giudizio di merito sulla qualità assoluta delle aziende.

La top 50 aziende più apprezzate

Oltre al podio, la fascia fino al ventesimo posto include Campari Group (11), Italgas (12), Enel (13), Gsk (14), Bayer (15), Barilla (16), Automobili Lamborghini (17), Policlinico S. Orsola-Malpighi (18), Ferrari (19) e Microsoft (20).

Tra il ventunesimo e il cinquantesimo posto si trovano aziende come Save (21), Eni (22), Unilever (23), Fastweb (24), Elt Elettronica (25), Siemens (26), De Cecco (27), Ingersoll-Rand (28), Google (29) e Tenaris (30). In questa fascia si alternano istituzioni bancarie come Banca di Asti (31), società tecnologiche come FIS (32) e Cisco (33), e università come Università di Pisa (34) e Università degli Studi di Messina (37). Completano il gruppo realtà industriali e farmaceutiche come Ferrero (35), Komatsu Italia (36), Infineon (38) e Angelini Pharma (39), insieme a grandi marchi come Bosch (40), il Politecnico Iulm (41), Sky (42), A2a (43) e FinecoBank (44). Completano la top 50 Abiogen Pharma (45), Università Politecnica delle Marche (46), Brembo (47), Ospedale San Martino (48), Metro (49), Accademia delle Belle Arti di Napoli (50).

Le aziende dalla posizione 51 alla 100

Dalla cinquantunesima posizione fino alla centesima figurano realtà di rilievo nazionale e internazionale: Cmb (51), Medtronic (52), Edison (53), Michelin (54), Mapei (55), Università degli Studi di Salerno (56), Bracco (57), Politecnico di Bari (58), Apple (59), Adidas (60), Bridgestone (61), Università di Padova (62), ABB (63), Cooperativa Itaca (64), Terna (65), Coca-Cola Hbc (66), Thales Alenia Space (67), Consiglio Nazionale delle Ricerche (68), Università di Milano-Bicocca (69), Azienda Ospedaliera Villa Sofia Cervello (70), Gruppo Hera (71), Oracle (72), Boehringer Ingelheim (73), De’Longhi (74), Würth Italia (75), Selex (76), Lilly (77), Università della Calabria (78), Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli (79), Scuola Normale Superiore (80), Fidia Farmaceutici (81), E80 Group (82), Air Dolomiti (83), Policlinico San Matteo Pavia Fondazione Irccs (84), Pfizer (85), Enea (86), Sole 365 (87), Teleperformance (88), Phoenix Pharma Italia (89), Pirelli (90), Hitachi Rail (91), Avio Aero (92), Generali Italia (93), Webuild (94), Chiesi (95), Zucchetti (96), Mitsubishi Electric (97), Marriott (98), Università di Bari Aldo Moro (99) e Gabetti (100).

Maria Luisa Gota (Eurizon) tra le 100 donne più influenti nella finanza europea

Lunedì 6 ottobre Financial News ha annunciato la 19esima “100 Most Influential Women in European Finance list”, inserendo Maria Luisa Gota, ceo di Eurizon, come unica rappresentante di una società italiana. Nominata a capo della Divisione Asset Management del Gruppo Intesa Sanpaolo ad aprile 2024 e presidente di Assogestioni a marzo 2025, Gota supervisiona lo sviluppo internazionale di Eurizon, dall’ingresso nel mercato greco agli Etf, passando per esperimenti con intelligenza artificiale e tokenizzazione dei fondi. Sotto la sua guida, il patrimonio della società ha raggiunto “397 miliardi di euro a fine giugno 2025 (+4,2% su 12 mesi)”, con un incremento del 18% nella penetrazione dei fondi venduti dalle reti di private banking. Come dice lei stessa: “Il nostro primo obiettivo è creare valore per i nostri clienti, producendo performance che ci permettano di essere competitivi anche nel confronto coi grandi player internazionali”.

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