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Basf alza le stime sui ricavi e segna un +42% nelle vendite

Nel terzo trimestre le vendite del gruppo tedesco della chimica Basf salgono a 9,66 miliardi contro i 13,8 dell’anno precedente. Vola anche l’utile netto a 1,2 miliardi, contro un rosso di 2,1 miliardi dell’anno prima

Basf alza le stime sui ricavi e segna un +42% nelle vendite

Nel terzo trimestre del 2021 le vendite del gruppo tedesco della chimica Basf sono cresciute del 42% rispetto a quelle del 2020, segnate dalla crisi da Covid-19. Nel dettaglio, si parla di 19,66 miliardi contro i 13,8 dell’anno precedente. Vola anche l’utile netto a 1,2 miliardi, contro un rosso di 2,1 miliardi dell’anno prima: un risultato sostenuto da prezzi più alti e una domanda in crescita essendo il gruppo molto impegnato nella produzione di componenti per la farmaceutica, oltre che per l’agricoltura tra coloranti, materie plastiche, vernici e fertilizzanti.

In rialzo anche l’Ebitda margin (13,9% contro 7,6% del 2020). L’Ebit si attesta a 1,86 miliardi dai 581 milioni dell’anno precedente, grazie alle buone performance della chimica di base e dei materiali, in particolare del poliuretano espanso e delle materie plastiche. Inoltre, rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, Basf è stata capace di «aumentare i prezzi del 36% e i volumi del 6%», ha fatto sapere in una nota Martin Brudermüller, presidente del consiglio di amministrazione.



Il gruppo tedesco ha anche alzato le stime sui ricavi. Per il 2021 il gruppo prevede infatti un fatturato compreso tra 76 e 78 miliardi di euro, contro i 74-77 miliardi stimati in precedenza. Sul lato dei profitti, l’Ebit dovrebbe essere compreso tra 7,5 e 8 miliardi, contro i 7 e 7,5 miliardi precedentemente previsti.

La società è molto orientata a una politica di sostenibilità e sta affinando i suoi obiettivi climatici. Come altri settori, del resto, l’industria chimica europea dovrà investire fortemente in decarbonizzazione nei prossimi anni per soddisfare severi obiettivi di CO2.

Intanto l’ad Martin Brudermüller ha da poco incassato il premio (prestigioso) dell’industria chimica globale Icis CEO of the Year 2021 per i risultati ‘eccezionali votati e riconosciuti dai suoi colleghi’ nella classifica Icis Top 40 Power Players. I tre aspetti considerati sono stati: redditività (valore per gli azionisti), criteri Esg (environment, social, governance) e innovazione.

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